studio legale veronica grillo

Indicazioni Sito Web

studio legale veronica grillo L'avv. Veronica Grillo è iscritta all'Ordine degli Avvocati di Vicenza e appassionata di pari opportunità e politiche di genere

L'oblio oncologico (Legge n. 193/2023)È il diritto di chi è guarito da un tumore di non dichiarare la malattia passata e...
22/09/2026

L'oblio oncologico (Legge n. 193/2023)

È il diritto di chi è guarito da un tumore di non dichiarare la malattia passata e di non subire indagini sullo stato di salute, per non andare incontro a discriminazione.
Nel settore bancario e assicurativo, vieta a banche e Assicurazioni di chiedere informazioni o rifiutare mutui, prestiti e polizze.
✅ Come funziona per Assicurazioni e Banche
Accesso a mutui e prestiti:
Le banche non possono usare la vecchia diagnosi per negare o rincarare un finanziamento o un mutuo.
Stipula di polizze: Le compagnie assicurative non possono richiedere lo storico medico oncologico, né esigere accertamenti diagnostici né applicare tariffe discriminatorie.
Si applica quando i trattamenti attivi sono terminati da oltre 10 anni (o 5 anni se la diagnosi è avvenuta prima dei 21 anni), senza recidive.
Certificazione: Può essere richiesto un certificato di guarigione a una struttura sanitaria o al medico di base per tutelare i propri diritti se necessario.
Di questo ho parlato al convegno dedicato al tema organizzato da Andos Ovest vicentino con Lilt Vicenza presso la sala conferenze di Confartigianato Vicenza e successivamente è partito un tour nei comuni vicentini.
Se desideri approfondire, dimmi pure:Stai valutando la richiesta di un mutuo o di una polizza?
Ti servono indicazioni su come richiedere il certificato di guarigione?
Puoi contattare lo studio per una consulenza personalizzata👉www.studiolegaleveronicagrillo.it


Vuoi uno studio legale che tuteli i tuoi interessi e ti eviti costi gravosi?⚖️La trasparenza per me viene prima di tutto...
21/09/2026

Vuoi uno studio legale che tuteli i tuoi interessi e ti eviti costi gravosi?
⚖️
La trasparenza per me viene prima di tutto: ti dirò da subito, e chiaramente, come stanno veramente le cose.
Nessuna sorpresa, solo strategie concrete per proteggere te e il tuo patrimonio.
Sei un'azienda o un privato?
👉 Contattami per una prima consulenza informativa

Proteggere la tua lista clienti: come redigere un’NDA a prova di bomba 🔒💼La lista clienti è uno degli asset più preziosi...
21/09/2026

Proteggere la tua lista clienti: come redigere un’NDA a prova di bomba 🔒💼
La lista clienti è uno degli asset più preziosi di un’azienda.
Quando avvii una nuova collaborazione, condividere questi dati è spesso necessario, ma ti espone a un rischio enorme: se quei contatti venissero usati per farti concorrenza?
L'accordo di riservatezza (NDA - Non-Disclosure Agreement) è il tuo scudo legale principale.
Ma attenzione: un NDA generico scaricato da internet spesso non serve a nulla.
Ecco i 5 elementi chiave per redigere un NDA davvero efficace per tutelare i tuoi clienti:
Definizione specifica delle informazioni confidenziali. Non scrivere solo "tutti i dati scambiati". Specifica chiaramente che la lista clienti, i dettagli di contatto, lo storico degli acquisti e le abitudini di spesa sono considerati informazioni segrete.
Clausola di non-circonvenzione (Non-Circumvention). Questa regola vieta alla controparte di bypassare la tua azienda per fare affari direttamente con i clienti della tua lista.
Limitazione delle finalità d'uso. Metti nero su bianco che la lista può essere utilizzata esclusivamente per lo scopo del progetto in corso (es. una campagna marketing specifica) e per nessun altro motivo.
Durata del vincolo di segretezza. Il dovere di proteggere la lista clienti non deve scadere con la fine del contratto, ma può essere esteso per un periodo dai 2 ai 5 anni dopo il termine del rapporto.
Penale chiara e immediata. Dimostrare il danno economico esatto di una fuga di dati è difficilissimo. Inserire una penale pecuniaria fissa per ogni violazione scoraggia i furbi e ti garantisce un risarcimento immediato.
Non rischiare gli anni di lavoro spesi a costruire il tuo portafoglio clienti: prima di condividere, firma sempre un accordo personalizzato.
Hai già protetto il tuo business o hai dubbi su come strutturare il tuo prossimo accordo?
Contatta il nostro studio o parliamone nei commenti! 👇

La tua azienda in Veneto è protetta a 360 gradi?💼⚖️Nel tessuto produttivo del Nord-Est, la sicurezza giuridica è fondame...
21/09/2026

La tua azienda in Veneto è protetta a 360 gradi?

💼⚖️Nel tessuto produttivo del Nord-Est, la sicurezza giuridica è fondamentale per la crescita e la stabilità del business.
Il nostro Studio Legale offre un'assistenza integrata e su misura per società e PMI del Veneto, affiancando gli imprenditori in tre aree cruciali:
🔹 Diritto Commerciale e Societario: Gestiamo i rapporti economico-patrimoniali tra soci e tuteliamo l'impresa in caso di mala gestio o violazione dei doveri da parte degli amministratori.
🔹 Contrattualistica e Contenzioso Civile: Dalla redazione e revisione di contratti commerciali strategici fino al recupero crediti insoluti, prediligendo strumenti rapidi come mediazione e arbitrato per ridurre i tempi.
🔹 Diritto Tributario e Penale Tributario: Difendiamo l'azienda sia nel contenzioso contro gli atti impositivi dell'Agenzia delle Entrate, sia in sede penale per i reati fiscali previsti dal D.Lgs. 74/2000. Affidarsi a legali tributaristi significa prevenire i rischi prima che si trasformino in gravi problemi.
📩 Contattaci in privato o visita il nostro sito per fissare un colloquio conoscitivo.

𝗡𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗔𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲Il D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160 è stato pubblicat...
19/09/2026

𝗡𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗔𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲
Il D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160 è stato pubblicato in G.U. n. 214 del 15 settembre e quindi entra in vigore dal 30 settembre 2026.
Con questo corpo di norme si dà attuazione alla delega conferita dall’art. 24, L. 23 settembre 2025, n. 132 per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al
Regolamento (UE) n. 2024/1689 (meglio noto come AI Act).
Si tratta di un intervento mirato sui due comparti in cui il regolamento europeo lascia il maggiore margine di specificazione al legislatore nazionale: le finalità di attività di contrasto e la responsabilità civile.
Seppur la tecnica normativa scelta è quella, ormai consueta, della “clausola di non aggravamento" in realtà si assiste al fatto che il testo prevede discipline procedurali assai dettagliate che condizionano comunque l’an e il quomodo dell’utilizzo pubblico di tali sistemi.
Il Titolo I disciplina tre distinte tipologie di trattamento biometrico: l’etichettatura/categorizzazione di dati biometrici (art. 7), l’identificazione biometrica remota “in tempo reale” (artt. 8-9) e il riconoscimento facciale “a posteriori” (art. 10).
Il Titolo II introduce una nuova fattispecie penale: art. 437-bis (“Omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi”).
L’art. 15, invece, interviene direttamente sul catalogo dei reati-presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, inserendo, dopo l’art. 25-undevicies, il nuovo
art. 25-vicies rubricato “Reati commessi con l’uso di sistemi di intelligenza artificiale”. In estrema sintesi, la norma collega la responsabilità dell’ente a solo due fattispecie: il nuovo delitto di cui all’art. 437-bis c.p. e il reato ex art. 612-quater c.p., con applicazione, delle sole sanzioni interdittive previste dall’
art. 9, comma 2, lett. b), c), d) ed e), decreto.
Per ricevere maggiori informazioni si può consultare il sito internet www.studiolegaleveronicagrillo.it
oppure per ricevere una consulenza mirata contattami 👍 04441497920 www.studiolegaleveronicagrillo.it

Dal 21 settembre 2026, le imprese possono presentare la domanda per contributi e servizi specialistici per rendere più a...
16/09/2026

Dal 21 settembre 2026, le imprese possono presentare la domanda per contributi e servizi specialistici per rendere più accessibile la certificazione UNI 192/2026.
Un aiuto soprattutto per le micro, piccole e medie imprese, riducendo l'impatto economico e organizzativo del percorso, come ricorda giustamente la consigliera di parità del Veneto.

QUALI SONO I REQUISITI?
Le imprese in possesso dei requisiti previsti dall'Avviso e con pre-screening online superato.
I requisiti sono consultabili sul sito Unioncamere.

COME PRESENTARE LA DOMANDA?
La procedura è interamente digitalizzata.
Si articola in 3 fasi:
1- Iscrizione
2- Servizi di Accompagnamento
3- Verifica e Contributo

Il contributo massimo è parametrato al numero di addetti equivalenti e alle giornate di audit previste.
Le imprese già certificate per la parità di genere o Family Audit, invece, possono ricevere un incremento fisso per i costi di sorveglianza.

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link: https://conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it/bando
Per altre informazioni è sempre disponibile la segreteria della consigliera di parità.

Per ricevere una consulenza o una prima valutazione potete contattarci ai recapiti che trovate nel sito 👉www.studiolegaleveronicagrillo.it

📌 Conciliazione lavoro-famiglia: con il Decreto del 10 settembre 2026, il Ministero del Lavoro ha definito requisiti e p...
11/09/2026

📌 Conciliazione lavoro-famiglia: con il Decreto del 10 settembre 2026, il Ministero del Lavoro ha definito requisiti e procedure per accedere all’agevolazione introdotta dal DL. n. 62/2026, tra cui la misura che prevede fino a 50.000 euro di esonero contributivo per la imprese.

Il beneficio è destinato a datori di lavoro in possesso di una certificazione, valida per 36 mesi, che attesti l’adozione di misure organizzative riguardanti, tra l’altro:

✅ flessibilità del lavoro;
✅ sostegno alla maternità e alla paternità;
✅ cura dei familiari fragili;
✅ welfare familiare e benessere dei dipendenti;
✅ continuità professionale dopo i periodi di congedo.

L’esonero può raggiungere l’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite di 50.000 euro annui per azienda e delle risorse disponibili. È riconosciuto per il periodo di validità della certificazione e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2028.

Leggi il Decreto completo 👉 https://ln.run/decreto-conciliazione-lavoro-famiglia

📣 Parità di Genere | UNI/PdR 192:2026Cosa manca nella tua Azienda?Come trasformare le politiche di conciliazione tra fam...
10/09/2026

📣 Parità di Genere | UNI/PdR 192:2026

Cosa manca nella tua Azienda?
Come trasformare le politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro in azioni concrete e risultati misurabili?

La UNI/PdR 192:2026 introduce un sistema di gestione che aiuta le organizzazioni a definire, attuare e monitorare misure a sostegno della maternità, della paternità e delle responsabilità di cura.

Cosa occorre sapere?

✅ Quali sono struttura e requisiti della UNI/PdR 192:2026
✅ Capire quali e come sono le misure organizzative per la conciliazione vita-lavoro
✅ Definire le aree di valutazione e principali KPI
✅ Se si è pronti a partire in un percorso di certificazione e valutazione della conformità

Per ricevere informazioni o per un appuntamento:
👉 www.studiolegaleveronicagrillo.it

studio legale avvocato Veronica Grillo Vicenza

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16743 del 17 giugno 2024, ha stabilito che il contribuente non ha l'obbligo d...
05/09/2026

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16743 del 17 giugno 2024, ha stabilito che il contribuente non ha l'obbligo di impugnare un primo avviso di intimazione per eccepire successivamente la prescrizione dei crediti tributari in sede di impugnazione di un secondo avviso.

Tale principio tutela il diritto di difesa del contribuente, chiarendo che l'avviso di intimazione riveste natura di sollecito e non rientra tra gli atti tassativamente obbligatori da impugnare ex art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992.

Il nucleo della decisione
I giudici di legittimità hanno chiarito che l'avviso di intimazione ha una funzione sostanziale di sollecito di pagamento. Di conseguenza, la sua mancata impugnazione non comporta la decadenza dal diritto di far valere la prescrizione del credito tributario in un momento successivo, ad esempio impugnando un secondo avviso di intimazione o un atto esecutivo.
I punti chiave della pronuncia
Natura dell'atto: L'avviso di intimazione non rientra tra gli atti tassativamente e obbligatoriamente impugnabili elencati dall'art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992.
Facoltà, non obbligo: Il contribuente ha la facoltà di impugnarlo per eccepire subito i vizi, ma se decide di non farlo, non perde il diritto di difendersi in futuro.
Superamento del "vizio a catena": La mancata opposizione al primo sollecito non rende definitivo il credito se questo, nel frattempo, è caduto in prescrizione.
In conclusione: La Cassazione sbarra la strada a automatismi sanzionatori che penalizzerebbero il cittadino, confermando che l'eccezione di prescrizione resta sempre spendibile di fronte a una nuova e rinnovata pretesa riscossiva.
È possibile consultare i dettagli della pronuncia direttamente cercandola sul sito ufficiale della Corte di Cassazione.

Se interessa approfondire questa questione per capire se si sia incorsi in un caso in cui sia applicabile lo stesso principio di diritto o se ci possa essere una soluzione legale idonea per risolvere un problema tributario, contattate il nostro studio legale ai recapiti disponibili 👉www.studiolegaleveronicagrillo.it





Divisione ereditaria di un bene indivisibile: può il giudice attribuire il bene indistintamente ad uno degli eredi?La Ca...
05/09/2026

Divisione ereditaria di un bene indivisibile: può il giudice attribuire il bene indistintamente ad uno degli eredi?

La Cassazione civile, Sez. II, sentenza 4 giugno 2026 n. 17988 ha stabilito il seguente principio: senza istanza non c'è attribuzione.

Cosa significa.
Facciamo un esempio.
Immaginiamo tre fratelli che ereditano dalla madre l'unico bene, che è la casa di abitazione, indivisibile in natura.
Nessuno dei tre, nel corso del processo, ha formalmente chiesto di ricevere quell'immobile in assegnazione. Il giudice, nella convinzione di aver trovato la soluzione più equa lo attribuisce d'ufficio al figlio con la quota maggiore, quindi comunione sciolta e caso risolto.
Sbagliato.
Il principio: senza istanza non c'è attribuzione
La Cassazione civile, Sez. II, sentenza 4 giugno 2026 n. 17988 ha stabilito che l'attribuzione di un bene indivisibile richiede, "quale imprescindibile presupposto, l'istanza dell'interessato". Il giudice non dispone di un potere officioso in materia: non può supplire alla mancanza di domanda, non può interpretarla in via estensiva, non può desumerla implicitamente dai comportamenti processuali del coerede.

Questo principio non è nuovo nella sua formulazione astratta ma la pronuncia del 4 giugno 2026 lo eleva a condizione sine qua non dell'attribuzione, con effetti pratici immediati: la sentenza che assegna un bene indivisibile a un coerede che non abbia formulato espressa richiesta è viziata e merita cassazione.
Il fondamento normativo risiede nell'art. 720 del codice civile, che disciplina nel caso di immobili non comodamente divisibili in via prioritaria l'attribuzione all'uno o più coeredi che la richiedano e in via residuale la vendita all'incanto (se nessun coerede chiede l'assegnazione del bene indivisibile, il giudice ne dispone la vendita all'asta). In sede di assegnazione il giudice può liquidare anche il relativo conguaglio, anche se qualche altro erede vi si oppone.
La logica della norma è chiara: il meccanismo dell'art. 720 c.c. non è automatico, ma dispositivo, quindi dipende dalla volontà espressa dei condividenti. Pertanto il coerede che non si attiva (perché non vuole il bene, per trascuratezza, per erronea consulenza del legale o per convinzione di non doverlo fare ecc..) perde una chance che il giudice non è tenuto a recuperare per lui. Vigilantibus iura subveniunt dicevano i latini: il diritto assiste chi lo esercita, non chi resta ad aspettare.

La discrezionalità del giudice nella divisione giudiziale non è discrezionalità arbitraria. Il coerede titolare della quota maggiore non può vantare, in senso tecnico, un diritto assoluto e incondizionato all'attribuzione del bene, in quanto la decisione finale spetta al giudice della divisione, che conserva un margine di discrezionalità nella valutazione complessiva degli interessi coinvolti, esercitandosi nel rispetto dei criteri elaborati dalla giurisprudenza e della finalità perseguita dall'art. 720 c.c.

Il criterio dell'estrazione a sorte previsto dall'art. 729 c.c., nel caso di uguaglianza di quote, è posto a garanzia della trasparenza delle operazioni divisionali, può essere derogato soltanto in presenza di ragioni oggettive legate alla condizione dei beni.
La motivazione della scelta di assegnazione tra pari quotisti deve essere puntuale e ancorata a dati concreti.

Il rischio sottovalutato: l'istanza di assegnazione non è implicita nella domanda di divisione.
Qui si annida l'errore più frequente che chi si occupa di divisioni ereditarie osserva nella pratica. Molti coeredi ritengono che chiedere la divisione del compendio ereditario comprenda automaticamente la richiesta di assegnazione del bene. Non è così.
La domanda di divisione mira allo scioglimento della comunione: è una domanda sul se dividere. La domanda di assegnazione riguarda le modalità con cui quella divisione avviene: è una domanda sul come. Sono due istanze distinte e la prima non assorbe la seconda.
La domanda di attribuzione di un immobile indivisibile non ha natura negoziale, ma costituisce una mera specificazione della pretesa introduttiva del processo volta a porre fine allo stato di comunione, sicché può essere proposta in qualsiasi momento del giudizio e per la prima volta anche in appello.
Questo orientamento — la proponibilità in appello — attenua in parte il rigore della regola, ma non lo elimina. L'omissione dell'istanza in primo grado impone una successiva attivazione in appello, con i rischi e i costi che ne derivano. E soprattutto: se il coerede non propone l'istanza neanche in appello, il bene viene posto in vendita all'incanto. Un esito che nessun erede vorrebbe, perché significa svalutare completamente il bene, ma spesso viene raggiunto per pura disattenzione processuale.

Attenzione che nel diverso caso di massa ereditaria costituita da più immobili non comodamente divisibile non potranno essere attribuiti immobili a chi non li richiede, dovendo questi essere venduti all'asta (Cassazione n. 36736/2022).

La divisione giudiziale è un processo in cui l'iniziativa di parte conta quasi quanto la valutazione del giudice: chi non formula le proprie istanze in modo esplicito, tempestivo e motivato, rischia di perdere o subire esiti che non ha scelto.
La giusta consulenza legale è essenziale quindi in materia di divisione ereditaria, affidarsi al giusto legale è la prima scelta fondamentale.

Per approfondire l'argomento o per chiedere, senza impegno, un preventivo contattare lo studio legale ai recapiti disponibili 👉 www.studiolegaleveronicagrillo.it






Indirizzo

Viale Verona 98
Vicenza
36100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando studio legale veronica grillo pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Sponsorizzato

Condividi