25/03/2026
Natascia Ronchetti/ItalyPost
Innovazione Brevetti, Italia decima al mondo. Primato di Coesia, Ferrari e IvecoL’innovazione ancora appannaggio del Nord per numero di domande. Svetta la Lombardia, tallonata dall’Emilia-Romagna
Brevetti, Italia decima al mondo. Primato di Coesia, Ferrari e Iveco
Sistemi automatizzati del gruppo Coesia
Il gruppo bolognese Coesia si conferma al primo posto, Ferrari lo tallona, a distanza si posiziona Iveco. Come nel 2024, anche l’anno scorso sono stati loro i campioni italiani dei brevetti. La holding emiliana, specializzata nel packaging e nelle macchine automatiche, ha depositato 179 domande all’Ufficio europeo dei brevetti (Epo). La casa automobilistica del Cavallino Rampante 151, mentre Iveco ne ha presentate 68.
Dominatori della corsa all’innovazione in un’Italia che arretra leggermente per attività di brevettazione (con una flessione dell’1,8%), ma guadagna posizioni a livello globale (si piazza al decimo posto) e in Europa, quarta dopo Germania, Francia e Paesi Bassi. A trainare la spinta sono soprattutto settori come quello dei trasporti, incluso l’automotive, l’handling, le macchine speciali e l’ingegneria civile.
Fin qui tutto da manuale, con un totale di 4.767 domande di brevetto e in fondo poche grandi sorprese. Con la Lombardia che svetta, ancora saldamente al primo posto con oltre 1.350 richieste, pari al 28,4% del totale, l’Emilia-Romagna che la rincorre con 1.022 domande (21,4% del totale nazionale) e il Veneto al terzo posto con 619 domande (13%).
Ma qualche novità c’è. Mentre la Lombardia frena bruscamente, con un decremento che sfiora l’8%, e il Veneto rallenta (-4,9%), l’Emilia-Romagna spicca un balzo del 10,8%: una corsa che può essere spinta da vari fattori, come la decisione delle imprese di concentrare in un determinato periodo gli investimenti in innovazione, e che non necessariamente prelude a un sorpasso della Lombardia.
Una regione, quest’ultima, che – come rileva Enrica Acuto Jacobacci, presidente del gruppo internazionale Jacobacci, specializzato in intellectual property – «conferma di avere un modello imprenditoriale molto forte in un Paese che negli ultimi anni sta brillando».
Quanto all’Emilia-Romagna, prosegue Jacobacci, «raccoglie i frutti di un sistema integrato che funziona bene, con una forte interconnessione tra mondo produttivo, università e scuola, con filiere compatte e coese, con una galassia imprenditoriale multisettoriale che spazia dall’agroalimentare al packaging. È una regione che ha un dinamismo capace di portare ottimi risultati, ma credo che l’arretramento della Lombardia debba essere ricondotto più a una questione congiunturale».
Resta il fatto che entrambe le regioni guadagnano posizioni nella top 20 delle aree Ue più innovative. La Lombardia sale al dodicesimo posto (era al tredicesimo nel 2024), l’Emilia-Romagna al sedicesimo (dal diciassettesimo di due anni fa).
Per il resto si conferma una tendenza storica, con le regioni del Mezzogiorno che arrancano (le ultime in classifica sono Sardegna, Sicilia, Molise, Basilicata e Calabria). Più indietro di Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto anche Piemonte, Toscana e Lazio, che pure si posizionano dal quarto al sesto posto.
Tra le aziende che in Italia brillano ci sono anche Pirelli, Leonardo, Chiesi Farmaceutici, Ima e Sacmi. Da notare che le ultime tre sono emiliane come Coesia e Ferrari: Chiesi (Parma), Ima (provincia di Bologna), Sacmi (Imola, sempre nel Bolognese).
La città più innovativa del Paese resta Milano, con 561 domande di brevetto, al sedicesimo posto a livello europeo. Seguono Torino, Roma, Modena e Bologna.
I settori tecnologici dove si innova di più sono diversi, a seconda dei territori. In Lombardia la ricerca si concentra sui polimeri, sui farmaci e sui macchinari speciali. In Emilia-Romagna invece il maggior numero di richieste arriva da handling e trasporti. Quanto al Veneto, al primo posto ci sono i macchinari speciali.
A livello globale, invece, il primato spetta sempre agli Stati Uniti, nonostante un lieve calo dell’1,6%. Seguono la Germania, al secondo posto, e la Cina, che per la prima volta è salita sul terzo gradino del podio, superando il Giappone con un’impennata delle domande di brevetto del 9,7%.
Da rilevare che la corsa del gigante asiatico sembra inarrestabile, con richieste triplicate dal 2016 a oggi. Anche la Corea del Sud sta facendo passi da gigante, con un balzo del 9,5% l’anno scorso rispetto al 2024.
In Europa, invece, a trainare la crescita sono gli Stati che si collocano a metà classifica: Paesi come la Danimarca, la Spagna e l’Austria. E soprattutto la Finlandia, che l’anno scorso ha fatto boom, con un aumento delle richieste pari al 44%.
4.767
domande di brevetto italiane nel 2025
-8%
calo delle richieste dalla Lombardia
+10,8%
balzo delle domande dall’Emilia-Romagna