Avv. Samantha Aloisi

Avv. Samantha Aloisi Avvocato con competenze nell'ambito del diritto civile ed in particolare nel diritto della famiglia e delle persone. Avv.

Abilitata al patrocinio davanti alle Magistrature Superiori. SAMANTHA ALOISI
Nata a Treviso il 24.09.1973
Nel 1992 ha conseguito la maturità classica presso il Collegio Vescovile San Pio X di Treviso. Nel 1997 si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bologna discutendo la tesi di laurea in Diritto di Famiglia con la Chiar.ma Prof.ssa Daniela Memmo dal titolo “La fecondazi

one assistita”. Nel 1999 ha collaborato con l’Associazione “Eurojuris International” presso la sede di Bruxelles curando i rapporti con i consociati e le relazioni con il pubblico. Nel Novembre 1997 ha iniziato la pratica professionale, nel Dicembre 2000 ha conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato e, nel 2001, l’iscrizione all’Albo degli Avvocati di Treviso. Dal 26.05.2016 è abilitata al Patrocinio avanti la Suprema Corte di Cassazione di Roma. Si occupa di diritto civile, con una speciale attenzione al diritto di famiglia, per il quale ha seguito e continua a seguire con passione vari corsi di formazione e di approfondimento, in particolare quelli tenuti dall’AIAF Veneto, Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori, dall’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia e dall’Associazione A.P.F. Avvocati per le Persone e per la Famiglia. Conoscenze linguistiche: Inglese
Posta elettronica: [email protected]
Pec: [email protected]

Con la sentenza n. 1644 del 9 giugno 2025, la Corte d'Appello di Milano ha stabilito che le rette di ricovero per pazien...
21/10/2025

Con la sentenza n. 1644 del 9 giugno 2025, la Corte d'Appello di Milano ha stabilito che le rette di ricovero per pazienti affetti da demenza e pluripatologie non sono a carico dei familiari, ma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Il figlio di una paziente ricoverata in RSA aveva firmato, al momento dell'ingresso della madre, un impegno al pagamento della retta. La struttura gli ha richiesto oltre 26.000 euro. Dopo una prima decisione sfavorevole del Tribunale di Milano, l'uomo ha proposto appello.
La Corte d'Appello ha accolto il ricorso, dichiarando la nullità dell'impegno sottoscritto in quanto contrario a norme imperative (art. 1418 c.c.).
La decisione di Milano richiama un orientamento ormai consolidato della Suprema Corte:
• Cass. 2038/2023: prestazioni socio-assistenziali inscindibili da quelle sanitarie = gratuità integrale per l'utente;
• Cass. 34590/2023: le cure per malati di Alzheimer in istituto di ricovero sono attività sanitaria a carico del SSN;
• Cass. 4752/2024: è sufficiente la presenza di anche poche ma inscindibili prestazioni sanitarie collegate per rendere gratuito all'utente l'intero trattamento;
• Cass. 2216/2024: prevale la natura sanitaria e le clausole di pagamento sono nulle.

La Corte d'Appello di Milano ha stabilito che le rette di ricovero nelle RSA non sono a carico dei familiari ma del Servizio Sanitario Nazionale

24/08/2025

Una svolta giurisprudenziale che impone una riforma normativa al passo dei tempi UE

La Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto la validità di un accordo tra coniugi, mediante il quale il marito ha riconos...
16/08/2025

La Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto la validità di un accordo tra coniugi, mediante il quale il marito ha riconosciuto che la moglie ha contribuito col proprio stipendio al benessere della famiglia e al pagamento delle spese per la ristrutturazione di un appartamento di proprietà esclusiva dello stesso marito e si è quindi obbligato a corrisponderle una somma di denaro di quasi 150.000,00 euro in caso di separazione.

Si inserisce perfettamente negli orizzonti consolidati. È una decisone che stabilisce cose del tutto ragionevoli. Quel che rimane fuori discussione è il principio della solidarietà post coniugale (di Emanuele Bilotti)

15/08/2025

L’affidatario degli animali d’affezione presenti nella famiglia prima della separazione può pretendere un mantenimento mensile per il loro accudimento?

15/08/2025

Il prezzo del tradimento oltre all’addebito. Una sentenza del Tribunale di Treviso (n. 201/2025) stabilisce che il tradimento reiterato, se lesivo di diritti come salute e onore, genera un autonomo obbligo di risarcimento del danno. Questo danno non patrimoniale, che va provato dalla vittima, non ...

01/09/2024

I criteri per determinare l'assegno non si basano sul tenore di vita goduto durante il matrimonio, ma sull'accertamento di uno squilibrio economico tra i coniugi. Questo squilibrio è una condizione necessaria per applicare i parametri previsti dalla legge, che mirano a garantire un equilibrio economico post-divorzio attraverso un assegno che risponde a esigenze sia assistenziali che compensative.

PER LA PRONUNCIA DI ADDEBITO, NON È SUFFICIENTE LA MERA VIOLAZIONE DEI DOVERI CONIUGALI. Nel caso venga accertato che la...
21/05/2024

PER LA PRONUNCIA DI ADDEBITO, NON È SUFFICIENTE LA MERA VIOLAZIONE DEI DOVERI CONIUGALI. Nel caso venga accertato che la condotta fedifraga si sia inserita in un contesto di rapporti già irrecuperabili e, dunque, di convivenza meramente formale, l’infedeltà non può essere considerata la causa della crisi coniugale, con conseguente rigetto della domanda di addebito della separazione.

La Corte di Cassazione è recentemente tornata sulla questione dell’addebito della separazione (Cass. civ., sez. I, 29.04.2024, n. 11394), rilevando il necessario ...

Reato registrare le telefonate tra figlio ed ex coniuge: costituisce violazione dell'art. articolo 617 c.p., per il qual...
06/03/2024

Reato registrare le telefonate tra figlio ed ex coniuge: costituisce violazione dell'art. articolo 617 c.p., per il quale "Chiunque, fraudolentemente, prende cognizione di una comunicazione o di una conversazione, telefoniche o telegrafiche, tra altre persone o comunque a lui non dirette, ovvero le interrompe o le impedisce è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni".

L'ultima sentenza della Cassazione su una circostanza più frequente di quanto si pensi

Addebito della separazione: il fallimento della vita coniugale viene attribuito ad uno dei coniugi con delle conseguenze...
01/03/2024

Addebito della separazione: il fallimento della vita coniugale viene attribuito ad uno dei coniugi con delle conseguenze patrimoniali e successorie.
Cause: uno dei coniugi ha tenuto un comportamento contrario ai doveri coniugali sanciti dall'art. 143, secondo comma, c.c. ossia: l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza, alla collaborazione e alla coabitazione.
L’infedeltà comprende tutti quei comportamenti che possono in qualsiasi misura ledere la fiducia reciproca, l'onore e la dignità dell'altro coniuge (può essere fisica ma anche “virtuale").
Ai fini dell’addebito, è necessario che l’infedeltà sia l'elemento determinante della crisi coniugale, ossia che prima non sussistesse già una crisi coniugale.
La violazione dei doveri coniugale può giustificare la richiesta di risarcimento danni: è necessario che la violazione cagioni una lesione a dei diritti costituzionalmente garantiti.
Ad esempio, il risarcimento del danno può essere riconosciuto a favore del coniuge tradito pubblicamente e con modalità umilianti tali da ledere la sua dignità.
Conseguenze: al coniuge responsabile della fine del matrimonio non è possibile attribuire l'assegno di mantenimento.
In materia successoria, il coniuge al quale è addebitata la separazione perde la possibilità di godere degli stessi diritti successori del coniuge non separato, salvo il diritto ad un assegno vitalizio se al momento dell'apertura della successione godeva del diritto agli alimenti a carico del coniuge deceduto.

Quali sono le cause di addebito della separazione, in particolare la violazione dell'obbligo di fedeltà, le conseguenze dell'addebito, il risarcimento danni, l'onere della prova e gli aspetti procedurali

L'assunzione delle spese di ristrutturazione dell'immobile di proprietà esclusiva di un coniuge da parte dell'altro coni...
27/06/2023

L'assunzione delle spese di ristrutturazione dell'immobile di proprietà esclusiva di un coniuge da parte dell'altro coniuge rientra nell'ambito dei doveri primari di solidarietà e reciproca contribuzione ai bisogni della famiglia (art.143 c.c.) durante la comunione di vita coniugale. La moglie, durante il matrimonio, ha contribuito alle spese di ristrutturazione dell'immobile (acquistato nel 2000 ed intestato al marito, con contestuale stipula di un mutuo), che comunque è stato dal marito, proprietario esclusivo, messo a disposizione della coppia e dei figli: quindi entrambi i coniugi hanno goduto, sino a quando è perdurata la convivenza (essendo intervenuta separazione consensuale nel 2010), delle migliorie apportate nell'immobile.

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 17155/2023 affronta nuovamente la questione del diritto o meno al rimborso delle somme versate dal coniuge per la ristrutturazione di un ...

Il genitore che eroga l'assegno di mantenimento ha diritto di sapere se la figlia riscuote il reddito di cittadinanza: q...
16/05/2023

Il genitore che eroga l'assegno di mantenimento ha diritto di sapere se la figlia riscuote il reddito di cittadinanza: questo quanto si evince dalla sentenza del Tar Catania n. 1205/2023.
Il genitore in questione aveva chiesto all’INPS il rilascio di copia dell'estratto conto previdenziale degli ultimi 5 anni della figlia e del coniuge, nonché se la figlia beneficiasse di reddito di cittadinanza. L'INPS negava l'accesso richiesto, ritenendo prevalente l’esigenza di riservatezza delle controinteressate.
Il TAR ha invece obbligato l'INPS a rilasciare al ricorrente la copia della documentazione richiesta.

Per il Tar Catania, il padre che mantiene la figlia ha diritto di sapere se la stessa riscuote il reddito di cittadinanza

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