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Autismo negli adulti, ABA e diritto alla cura: la sentenza del TAR Lombardia segna un punto di svoltaCon la sentenza n. ...
18/07/2026

Autismo negli adulti, ABA e diritto alla cura: la sentenza del TAR Lombardia segna un punto di svolta

Con la sentenza n. 3538/2026, pubblicata il 3 luglio 2026, il TAR Lombardia affronta uno dei temi piรน delicati e controversi nell'ambito dell'autismo: il diritto delle persone con autismo adulte ad accedere a interventi terapeutici appropriati e a una presa in carico sanitaria effettiva lungo tutto l'arco della vita.

La decisione nasce dal ricorso presentato dal genitore e amministratore di sostegno di una donna con disturbo dello spettro autistico contro una ASST lombarda, accusata di non aver predisposto un progetto individualizzato e di aver negato la presa in carico del trattamento ABA, costringendo la famiglia a sostenere direttamente i relativi costi.

L'ABA non puรฒ essere esclusa perchรฉ una persona diventa adulta

Il principio piรน significativo affermato dal TAR รจ che il metodo ABA (Applied Behavior Analysis) costituisce una prestazione di natura sanitaria o comunque un intervento con una rilevante componente sanitaria, riconducibile alle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale รจ tenuto a garantire.

Il Collegio respinge inoltre una tesi ancora diffusa in molte amministrazioni sanitarie: quella secondo cui l'ABA sarebbe un trattamento riservato all'etร  evolutiva. Secondo i giudici, il fatto che le evidenze scientifiche siano storicamente piรน numerose per bambini e adolescenti non significa che il trattamento sia inefficace negli adulti. L'assenza di studi conclusivi non equivale infatti alla dimostrazione dell'inefficacia di un intervento.

La sentenza sottolinea un aspetto tanto semplice quanto spesso dimenticato: l'autismo รจ una condizione permanente e non cessa al compimento della maggiore etร . Di conseguenza, appare irragionevole interrompere percorsi terapeutici che hanno prodotto benefici solo perchรฉ la persona ha raggiunto i diciotto anni.

La responsabilitร  della ASST nella presa in carico

Un secondo elemento di grande interesse riguarda la responsabilitร  delle ASST.
La difesa dell'azienda sanitaria aveva sostenuto che la competenza per la presa in carico sarebbe spettata ad altri soggetti istituzionali. Il TAR, invece, ricostruisce l'intero quadro normativo nazionale e regionale, ricordando che le ASST sono gli enti chiamati a gestire direttamente i rapporti con gli utenti e ad assicurare le prestazioni sanitarie e sociosanitarie necessarie.

Richiamando la Legge 134/2015, il Collegio ribadisce inoltre che i disturbi dello spettro autistico rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e che le aziende sanitarie devono garantire diagnosi, cura e trattamenti individualizzati basati sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.

La conseguenza รจ chiara: non รจ sufficiente negare una richiesta di intervento affermando genericamente che un determinato trattamento non sarebbe previsto. L'amministrazione รจ tenuta a valutare il caso concreto e a individuare una risposta assistenziale adeguata e personalizzata.

Il progetto individualizzato al centro del diritto alla salute

La sentenza attribuisce un ruolo centrale al progetto individualizzato e al progetto di vita.

Richiamando la normativa piรน recente, compreso il decreto legislativo n. 62 del 2024, il TAR evidenzia che la persona con disabilitร  รจ titolare del proprio progetto di vita e che gli interventi devono garantire continuitร , sostenibilitร  e rispetto dell'autodeterminazione.

Non si tratta quindi soltanto di stabilire se una singola terapia debba essere erogata o meno. La questione riguarda la costruzione di un percorso complessivo che tenga conto dei bisogni sanitari, assistenziali, relazionali e sociali della persona con autismo, anche in etร  adulta.

In questo senso la pronuncia supera una visione frammentata della presa in carico e riafferma il principio della continuitร  delle cure lungo tutto l'arco della vita.

Una precisazione importante sulle linee guida per gli adulti

Nel testo della sentenza si legge che in Italia non risultavano adottate specifiche linee guida nazionali per gli adulti con disturbo dello spettro autistico.

Tale affermazione merita perรฒ una precisazione.

Il procedimento amministrativo da cui nasce il contenzioso ha avuto origine prima della pubblicazione della Linea guida dell'Istituto Superiore di Sanitร  "Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico negli adulti", pubblicata nella sua prima versione il 7 agosto 2023.

Pertanto il riferimento contenuto nella sentenza va interpretato come descrizione del contesto nel quale si sviluppรฒ la vicenda oggetto del giudizio e non come rappresentazione dell'attuale situazione italiana.

Oggi il nostro Paese dispone infatti di una linea guida nazionale dedicata all'autismo in etร  adulta. Questo elemento non indebolisce la portata della decisione, ma la rafforza ulteriormente. Il TAR riconosce infatti il diritto alla valutazione individualizzata dell'intervento ABA e alla predisposizione di un progetto terapeutico personalizzato anche con riferimento a una vicenda nata in un periodo in cui mancavano indicazioni nazionali specifiche per gli adulti.

Alla luce della successiva pubblicazione della linea guida ISS, diventa ancora piรน difficile sostenere interpretazioni che escludano a priori interventi psicoeducativi o percorsi personalizzati per le persone autistiche maggiorenni.

La decisione finale

Il TAR accoglie il ricorso e ordina alla ASST di predisporre e attuare un progetto individualizzato finalizzato all'erogazione del trattamento terapeutico-riabilitativo necessario mediante metodica ABA oppure tramite un intervento domiciliare equivalente.

I giudici dispongono inoltre il rimborso delle spese sostenute dalla famiglia per la terapia ABA a partire dall'8 febbraio 2020, nei limiti delle somme rendicontate e approvate dal Giudice Tutelare.

Una sentenza che guarda all'intero ciclo di vita

La portata della decisione va oltre il singolo caso.

Per anni molte famiglie hanno denunciato il vuoto assistenziale che spesso accompagna il passaggio dall'etร  evolutiva all'etร  adulta. Se per i minori esistono percorsi piรน strutturati, per gli adulti con autismo l'accesso a interventi specialistici continua a essere disomogeneo sul territorio nazionale.

Questa sentenza afferma invece un principio destinato ad avere ricadute importanti: il diritto alla salute delle persone con autismo non si esaurisce con la maggiore etร . Le istituzioni sanitarie devono assicurare valutazioni individualizzate, continuitร  degli interventi e progetti di vita coerenti con i bisogni della persona.

Per questo motivo la pronuncia del TAR Lombardia rappresenta un passaggio significativo nel percorso di riconoscimento dei diritti delle persone con autismo adulte e delle loro famiglie, affermando un principio importante: nessuna persona con autismo puรฒ essere privata di cure appropriate semplicemente perchรฉ รจ diventata adulta.

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21/05/2026

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L'ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 28212 del 23 ottobre 2025 rappresenta un punto di svolta fondamentale nel contenzioso previdenziale relativo al riconoscimento dell'indennitร  di accompagnamento.
La controversia verteva sull'interpretazione del requisito previsto dall'art. 1 della Legge n. 18/1980 , che subordina il diritto all'indennitร  all' "impossibilitร  di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore". Nel caso di specie, il Tribunale di Macerata, in sede di giudizio di rinvio, aveva negato la retrodatazione del beneficio per un periodo specifico, ritenendo che la condizione di "deambulazione con appoggio e supervisione continua" non integrasse il requisito dell'aiuto permanente. Il giudice di merito aveva adottato l'interpretazione restrittiva, tipica dell'INPS, secondo cui l'aiuto permanente รจ necessario solo in caso di totale incapacitร  fisica a muovere gli arti.

La Cassazione, accogliendo l'unico motivo di ricorso , ha censurato l'errore di diritto del giudice del merito e ha stabilito un principio chiaro : ๐’๐’‚ "๐’”๐’–๐’‘๐’†๐’“๐’—๐’Š๐’”๐’Š๐’๐’๐’† ๐’„๐’๐’๐’•๐’Š๐’๐’–๐’‚" ๐’๐’†๐’๐’๐’‚ ๐’…๐’†๐’‚๐’Ž๐’ƒ๐’–๐’๐’‚๐’›๐’Š๐’๐’๐’† ๐’†๐’’๐’–๐’Š๐’—๐’‚๐’๐’† ๐’‚๐’๐’' "๐’‚๐’Š๐’–๐’•๐’ ๐’‘๐’†๐’“๐’Ž๐’‚๐’๐’†๐’๐’•๐’† ๐’…๐’Š ๐’–๐’ ๐’‚๐’„๐’„๐’๐’Ž๐’‘๐’‚๐’ˆ๐’๐’‚๐’•๐’๐’“๐’†", ๐’“๐’Š๐’„๐’‰๐’Š๐’†๐’”๐’•๐’ ๐’…๐’‚๐’๐’'๐’‚๐’“๐’•. 1 ๐’…๐’†๐’๐’๐’‚ ๐‘ณ๐’†๐’ˆ๐’ˆ๐’† ๐’. 18/1980.

La Corte ha chiarito che la necessitร  di "supervisione continua" implica che l'attivitร  (la deambulazione) non puรฒ essere compiuta in autonomia. Il concetto di autonomia, ai fini della legge, non รจ solo la capacitร  motoria di muovere i passi, ma la capacitร  di svolgere l'attivitร  in condizioni di sicurezza e senza la costante vigilanza altrui.

Prima della Sentenza di Cassazione n. 28212/2025, la Commissione Medica tendeva a valutare in modo restrittivo: se il richiedente riusciva a muovere i passi, anche con l'ausilio di un bastone o in modo lento e faticoso, l'indennitร  veniva spesso negata, sostenendo l'assenza di una totale "impossibilitร  di deambulare".

Dopo la Sentenza:

Il Focus sulla Sicurezza sposta l'attenzione dalla mera capacitร  fisica di camminare alla possibilitร  di deambulare in sicurezza. La Commissione dovrร  riconoscere che, se il soggetto non puรฒ muoversi senza la presenza costante di qualcuno pronto a intervenire per prevenire una caduta, non รจ autonomo.
La Vigilanza รจ equiparata all' Aiuto Permanente. La Commissione deve ora considerare la necessitร  di vigilanza costante come una forma di "aiuto permanente di un accompagnatore" (il requisito di legge). L'accompagnatore non deve necessariamente sorreggere il disabile passo dopo passo, ma deve essere fisicamente presente e pronto a intervenire attivamente.

La Cassazione ribadisce un principio fondamentale: ๐’'๐’Š๐’๐’…๐’†๐’๐’๐’Š๐’•๐’‚ฬ€ ๐’…๐’Š ๐’‚๐’„๐’„๐’๐’Ž๐’‘๐’‚๐’ˆ๐’๐’‚๐’Ž๐’†๐’๐’•๐’ ๐’”๐’Š ๐’ƒ๐’‚๐’”๐’‚ ๐’”๐’– ๐’“๐’†๐’’๐’–๐’Š๐’”๐’Š๐’•๐’Š ๐’‚๐’๐’•๐’†๐’“๐’๐’‚๐’•๐’Š๐’—๐’Š.

Requisito 1 (Deambulazione): Impossibilitร  di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore.

Requisito 2 (Atti Quotidiani): Necessitร  di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita.

fonte: https://www.studiocataldi.it/articoli/47763-indennita-di-accompagnamento-la-cassazione-equipara-la-quotsupervisione-continua-quot-all-aiuto-permanente.asp

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14/04/2026

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Si comunica che lo studio resterร  chiuso
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Ai fini del calcolo dell'ISEE, le somme percepite a titolo di pensione di e indennitร  di non devono essere computate come imponibile. Tali somme, infatti, non costituiscono incrementi di ricchezza ma sono riconosciute a titolo meramente o risarcitorio per situazioni di disabilitร . Questo principio deve essere rispettato anche dalle normative regionali e , che non possono derogare in peius rispetto alla legislazione statale.
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Il Comitato Avvocati per il No si oppone alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere, spiegando le proprie preoccupazioni sul rischio di un complessivo indebolimento della magistratura.

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