Piero Gurrieri tra la gente

Piero Gurrieri tra la gente Il mio nome è Piero Gurrieri. Sono Avvocato, Giornalista Direttore del Quotidiano Reti di Giustizia.

03/09/2026

🩺 LA SANITÀ PUBBLICA È UN DIRITTO. NON PUÒ DIVENTARE UN PRIVILEGIO.

Liste d’attesa infinite, servizi che arretrano, cittadini costretti troppo spesso a scegliere tra aspettare o pagare.

A Vittoria vogliamo accendere tutti i campanelli d’allarme. E soprattutto vogliamo dare voce a chi ogni giorno vive sulla propria pelle le difficoltà della nostra sanità.

📍 Lunedì 7 settembre, davanti all’Ospedale Guzzardi di Vittoria
⏰ 8:30–10:00 | 17:30–19:00

Ci saremo.
Per ascoltare, denunciare ciò che non funziona e difendere una verità non scontata: la salute, come il diritto allo studio, non si misura dal reddito e il diritto ad essere curati deve essere davvero uguale per tutti.

E ora ascoltate Rosanna, Stefania e Max, che parlano di questa iniziativa del.MoVimento 5 Stelle Vittoria.

𝙈𝙚𝙙𝙞𝙘𝙞𝙣𝙖 𝙖 𝙍𝙖𝙜𝙪𝙨𝙖, 𝙨𝙢𝙖𝙧𝙧𝙞𝙩𝙤 𝙞𝙡 𝙨𝙚𝙣𝙨𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙥𝙪𝙙𝙤𝙧𝙚Spacciare per un grande successo della politica l'arrivo a Ragusa di una ...
01/09/2026

𝙈𝙚𝙙𝙞𝙘𝙞𝙣𝙖 𝙖 𝙍𝙖𝙜𝙪𝙨𝙖, 𝙨𝙢𝙖𝙧𝙧𝙞𝙩𝙤 𝙞𝙡 𝙨𝙚𝙣𝙨𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙥𝙪𝙙𝙤𝙧𝙚
Spacciare per un grande successo della politica l'arrivo a Ragusa di una Università per ricchi, con una retta di 18 mila euro l'anno, e di circa 120 mila per l'intero corso, significa avere smarrito il senso delle parole “diritto allo studio” e “Università” e anche il senso del pudore. Non è questa la conquista che il nostro territorio attendeva. Si doveva portare qui una Università pubblica, aperta ai figli di tutti e non soltanto a quelli delle pochissime famiglie che possono permettersi di pagare queste somme faraoniche. Chiamare tutto questo “grande opportunità per il territorio” è una cosa rivoltante: la politica dovrebbe abbattere le diseguaglianze, non compiacersi di tagliare nastri davanti alle porte d'ingresso di aziende private, per non dire altro.

Sigfrido Ranucci, averti nella nostra Vittoria sarà il modo per dirti che siamo dalla tua parte. Grazie alla Scuola dei ...
30/08/2026

Sigfrido Ranucci, averti nella nostra Vittoria sarà il modo per dirti che siamo dalla tua parte.
Grazie alla Scuola dei beni comuni. Appuntamento al 26 settembre!

28/08/2026

Sono venuto a conoscenza dall'Ansa che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report. Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioe' da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato "cunei d'ombra" sul sottoscritto. Il gioco è fatto. Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico. Il mio non è un addio, non condurro' Report ma condurro' la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti. Vi voglio bene, grazie per la vostra passione e dedizione che mi ha accompagnato per 30 anni. Stasera sarò a Favignana domani ad Agrigento al teatro Efebo, e il 30 a Folrinas vicino Alghero per Diario di un Trapezista.

Quello che ti hanno fatto, Sigfrido Ranucci, ha un nome solo: epurazione.Non servono giri di parole, comunicati di carta...
28/08/2026

Quello che ti hanno fatto, Sigfrido Ranucci, ha un nome solo: epurazione.
Non servono giri di parole, comunicati di cartapesta, formule aziendali e ipocrisie.

Basta la verità: quando i potenti non riescono a smentire chi li indaga, provano a liberarsene.
E quando questo accade nel servizio pubblico, dopo mesi di attacchi, pressioni e insofferenza bestiale nei confronti di Report, svela il vero volto di questo ceto politico.
È questo: REGIME.
Non quello caricaturale degli stivali e delle adunate, non i saluti romani o le statuette horror di La Russa.
Ma quello più insidioso delle democrazie corrose dall'interno, nelle quali le istituzioni restano formalmente al loro posto mentre i quattro del Gran Consiglio restringono, una dopo l'altra, diritti e libertà.

A Sigfrido, la solidarietà più piena, affettuosa, forte.
Da Cittadino, da Giornalista e da Resistente. Perchè questo siamo, e in trincea.
A pretendere che l'informazione sia libera di controllare il potere, e non il potere a scegliere i giornalisti di comodo.
Non passerete!

𝕊𝕔𝕠𝕘𝕝𝕚𝕥𝕥𝕚, 𝕚𝕟 𝕤𝕡𝕚𝕒𝕘𝕘𝕚𝕒 𝕢𝕦𝕒𝕤𝕚 𝕦𝕟 𝕞𝕚𝕣𝕒𝕔𝕠𝕝𝕠Ieri pomeriggio, alla vigilia di Ferragosto, sulla spiaggia di Scoglitti tre med...
15/08/2026

𝕊𝕔𝕠𝕘𝕝𝕚𝕥𝕥𝕚, 𝕚𝕟 𝕤𝕡𝕚𝕒𝕘𝕘𝕚𝕒 𝕢𝕦𝕒𝕤𝕚 𝕦𝕟 𝕞𝕚𝕣𝕒𝕔𝕠𝕝𝕠
Ieri pomeriggio, alla vigilia di Ferragosto, sulla spiaggia di Scoglitti tre medici in vacanza, sotto il sole cocente e un ombrellone, per cinquanta interminabili minuti hanno rianimato un uomo che non conoscevano, fino ad affidarlo agli infermieri e operatori del nostro 118. Una collaborazione, un gioco di squadra straordinario.

Non sapevo come si chiamassero, fino a quando una di loro mi ha scritto, con parole altrettanto straordinarie: Sì, c'ero anch'io, ma non riveli il mio nome, Il bene si fa in silenzio. Per lei e per loro non ha alcuna importanza che gli altri conoscano i loro nomi, anche se quanto sono riusciti a fare meriterebbe di essere gridato dai tetti, perchè ciò che hanno fatto ieri dice qualcosa che va oltre la straordinarietà di un soccorso. Dice che si può essere in vacanza, lontani dal proprio lavoro, e ritrovarsi improvvisamente davanti alla vita di uno sconosciuto che chiede di essere salvato. E decidere, senza esitazione, che quella vita ci riguarda. Che non esistono ferie, riposo o estraneità capaci di rendere estraneo il destino di chi, in quel momento, ha bisogno di noi. Dice che la prontezza e la competenza possono sempre fare la differenza.

Qualche settimana fa, sempre qui, erano stati alcuni agenti romani in vacanza a intervenire nel momento del bisogno. Ieri questi tre medici che, nel momento decisivo, hanno scelto semplicemente di esserci.

Non si può chiamare quello di ieri un miracolo di Ferragosto, perchè il tam-tam della cronaca sembra dirci, proprio in questi minuti, di un epilogo non felice, appena qualche ora più tardi. Ma ciò nulla toglie alla bellezza di quei cinquanta minuti, nei quali c'è stata prima di tutto la competenza, il senso del dovere, e la responsabilità verso l'altro.

Oggi Scoglitti è in festa, siamo a Ferragosto. Credo che il primo pensiero debba andare a loro, ai tre medici che non conosciamo, agli infermieri e agli operatori del 118 che hanno proseguito quella corsa; e a tutti coloro - professionisti, operatori e volontari - che ci aiutano a farci sentire al sicuro.

A tutti loro, il grazie più profondo della nostra comunità. E buon Ferragosto, davvero.

𝙇𝙚 𝙧𝙚𝙜𝙤𝙡𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞 𝙨𝙘𝙧𝙞𝙫𝙤𝙣𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙘𝙤𝙣𝙫𝙚𝙣𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖. 𝙄𝙡 𝙧𝙞𝙘𝙝𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝘾𝙖𝙥𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙎𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙡𝙚𝙜𝙜𝙚 𝙚𝙡𝙚𝙩𝙩𝙤𝙧𝙖𝙡𝙚 La Cerimonia del Vent...
01/08/2026

𝙇𝙚 𝙧𝙚𝙜𝙤𝙡𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞 𝙨𝙘𝙧𝙞𝙫𝙤𝙣𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙘𝙤𝙣𝙫𝙚𝙣𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖. 𝙄𝙡 𝙧𝙞𝙘𝙝𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝘾𝙖𝙥𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙎𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙡𝙚𝙜𝙜𝙚 𝙚𝙡𝙚𝙩𝙩𝙤𝙧𝙖𝙡𝙚

La Cerimonia del Ventaglio costituisce, da decenni, uno degli appuntamenti più significativi della vita istituzionale della Repubblica. Nel momento in cui Parlamento e Governo si avviano verso la pausa estiva, il Presidente della Repubblica offre tradizionalmente una riflessione sul tempo che il Paese attraversa, affidando alle istituzioni e all'opinione pubblica alcune chiavi di lettura destinate ad accompagnare il dibattito dei mesi successivi.

L'edizione di quest'anno si è collocata nel coacervo di una stagione politica particolarmente delicata. La Camera dei deputati aveva da pochi giorni approvato la legge elettorale proposta dalla destra, il Senato si preparava ad affrontarne l'esame, il confronto tra le forze politiche continuava - e continua tuttora - a svilupparsi attorno al premio di maggioranza, alla soglia del quarantadue per cento, al ritorno delle preferenze, ai rapporti di forza tra maggioranza e opposizioni.

In un simile contesto, il Capo dello Stato ha esercitato la propria funzione di garanzia con quella misura che costituisce uno dei tratti più riconoscibili del suo alto magistero. Il richiamo al rispetto delle prerogative parlamentari ha preceduto ogni altra considerazione. Una legge ancora all'esame delle Camere appartiene, infatti, alla responsabilità del Parlamento, mentre al Presidente della Repubblica spetterà poi, secondo il disegno costituzionale, ogni valutazione nel momento della promulgazione.

La scelta di arrestarsi dinanzi al confine delle proprie attribuzioni ha conferito ancora maggiore forza alle parole pronunciate subito dopo. L'attenzione è stata rivolta all'astensionismo, alla progressiva rarefazione della partecipazione politica, alla distanza che separa una parte sempre più ampia del corpo elettorale dalle istituzioni rappresentative. In poche frasi è stato individuato il punto dal quale ogni riflessione sulla legge elettorale dovrebbe prendere avvio. Una democrazia vive della qualità del rapporto tra cittadini e istituzioni; la tecnica elettorale rappresenta soltanto lo strumento attraverso il quale quel rapporto si traduce in rappresentanza politica.

Si è trattato di un duro monito, per quanto dai tratti felpati, come nello stile del Capo dello Stato. L'intero dibattito delle ultime settimane si è infatti sviluppato seguendo un itinerario diverso. Premi di maggioranza, soglie di accesso, collegi, coalizioni, simulazioni statistiche, prospettive di governo, addirittura ricatti di voto anticipato tale da mettere a rischio il conseguimento della pensione per qualche decina di peones riottosi, hanno occupato quasi interamente la discussione pubblica, come se la stabilità dell'esecutivo esaurisse il significato di una legge elettorale. La prospettiva indicata dal Presidente della Repubblica conduce, invece, verso un orizzonte alieno per molti dei protagonisti e assai più ampio. La questione individuata dal Capo dello Stato come decisiva è, infatti, la fiducia che il cittadino dovrebbe continua a riporrere nella possibilità di concorrere, attraverso il voto, alla formazione della volontà politica della Repubblica.

Proprio questo costituisce il filo conduttore della riflessione che ho sviluppato in Repubblica a chiamata diretta. Premierato e deriva plebiscitaria, la cui ampia appendice era dedicata al disegno di legge Malan-Bignami, quando il progetto di riforma muoveva ancora i primi passi. La questione costituzionale appariva già allora nella sua reale dimensione. Il problema trascendeva la misura del premio di maggioranza, la percentuale richiesta per conseguirlo, la distribuzione dei seggi. Al centro emergeva una diversa concezione della democrazia, progressivamente orientata verso la concentrazione della legittimazione politica e verso una rappresentazione del consenso costruita soprattutto attorno alla figura del vincitore.

La riforma del premierato e la legge elettorale appartengono così ad un medesimo percorso. La prima imprime una trasformazione alla forma di governo; la seconda interviene sul modo in cui il Parlamento prende forma. L'una e l'altra finiscono per incidere sul delicato equilibrio che la Costituzione del 1948 aveva costruito attraverso la diffusione del potere, la centralità delle Camere, il pluralismo della rappresentanza, il sistema dei contrappesi. Se anche ogni singola modifica potrebbe apparire circoscritta, l'insieme restituisce, invece, l'immagine di una progressiva traslazione del baricentro costituzionale.

Le parole del Presidente della Repubblica acquistano, alla luce di questa evoluzione, un significato che supera largamente la contingenza della cronaca parlamentare. Il suo richiamo alla partecipazione è, sotto questo profilo, emblematico. Prima della governabilità viene la rappresentanza; prima della rappresentanza la partecipazione; prima ancora si colloca la fiducia del cittadino nella capacità del proprio voto di concorrere realmente alla costruzione delle istituzioni.

La stessa profondità attraversa il passaggio dedicato al principio di legalità. Una società ordinata trae la propria forza dalla stabilità delle regole comuni, dalla loro capacità di orientare la convivenza civile, dalla loro estraneità rispetto alle convenienze del tempo politico. Il principio vale per ogni settore dell'ordinamento e trova nella legislazione elettorale una delle sue espressioni più elevate. Le regole della competizione democratica custodiscono il momento nel quale la sovranità popolare si trasforma in rappresentanza; proprio per questo richiedono una particolare distanza dagli interessi della maggioranza contingente e una costante fedeltà ai principi supremi della Costituzione. Difficile non scorgere in queste poche ma calibrate a righe il rimprovero rispetto ai comportamenti censurabili che hanno visto una parte politica, a un anno circa dalla celebrazione delle elezioni, formulare una proposta di legge elettorale dopo che i sondaggi da essa commissionati davano quella stessa parte soccombente in gran parte dei collegi uninominali. E allora, il Presidente ha tenuto ad ammonire che una legislazione non ispirata all'interesse pubblico ma asservita agli interessi di una parte costituisce la negazione ante litteram della buona pratica costituzionale, tanto più quando intercetta un terreno delicato come la legge elettorale.

L'esperienza repubblicana mostra, con chiarezza, come la stabilità delle istituzioni abbia sempre trovato alimento nella oggettività della legislazione elettorale, nella credibilità delle procedure, nella convinzione diffusa che il voto costituisca il luogo più alto della cittadinanza. Il discorso pronunciato al Quirinale consegna così al Parlamento una responsabilità che trascende il destino della legislatura. Ogni legge elettorale è chiamata certamente a rendere possibile la formazione di un governo. Ma una buona legge elettorale è chiamata, prima ancora di questo, a rendere più forte il legame tra il popolo e le sue istituzioni, perché soltanto da quel legame la Repubblica riceve la propria autentica legittimazione. Essa è, infatti, la forma giuridica mediante la quale la sovranità popolare, chi appartiene al popolo come da incipit della Costituzione, si traduce in rappresentanza parlamentare. Ed è precisamente in questo passaggio che si misura, ogni volta, la fedeltà del legislatore alla Costituzione.
Pietro Gurrieri

31/07/2026

COMUNICATO STAMPA
Movimento 5 Stelle – Gruppo Territoriale di Vittoria
M5S Vittoria, eletti i Referenti locali. L'Assemblea affida alla Coordinatrice il mandato per avviare il confronto con le forze progressiste della città
Nella serata di mercoledì 29 luglio l'Assemblea del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Vittoria si è riunita per affrontare i temi dell'organizzazione interna, della situazione politica cittadina e della programmazione dell'attività dei prossimi mesi.
Con voto unanime, l'Assemblea ha approvato la proposta della Coordinatrice, dott.ssa Rosanna Fidone, procedendo alla nomina di Antonio Cassarino quale Vice Coordinatore Vicario e dei Referenti territoriali: Giovanni Raniolo per la Formazione, Giombattista Occhipinti per i Progetti, Massimiliano Sallemi per le Politiche Giovanili e Roberta La Terra per le Pari Opportunità.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla prospettiva politica in vista delle prossime elezioni amministrative. L'Assemblea ha conferito alla Coordinatrice il mandato di avviare un primo ciclo di incontri con le forze politiche, civiche, sindacali e sociali dell'area progressista della città, al fine di verificare la sussistenza delle condizioni per un eventuale percorso comune.
In particolare, il confronto dovrà accertare la disponibilità dei soggetti interessati a condividere alcuni principi ritenuti irrinunciabili dal Movimento 5 Stelle: la sottoscrizione di un rigoroso codice etico per candidati e amministratori; l'adozione del Protocollo di Avviso Pubblico; il contrasto al trasformismo politico, al riciclaggio di candidature e alla transumanza tra schieramenti, escludendo da eventuali alleanze quanti rappresentino o abbiano rappresentato posizioni politiche incompatibili con i valori del Movimento; la condivisione di un programma fondato sulla trasparenza amministrativa, sulla tutela dell'ambiente, sulla difesa della salute e dei diritti delle persone più fragili.
Solo all'esito di questo percorso, e previa condivisione dei principi e delle priorità programmatiche, potrà essere affrontato il tema dell'individuazione della candidata sindaca o del candidato sindaco.
L'Assemblea tornerà a riunirsi nel mese di settembre, quando saranno esaminate le posizioni assunte dalle diverse forze politiche e saranno valutati i successivi passaggi del percorso politico-amministrativo del Movimento 5 Stelle a Vittoria.

𝐕𝐈𝐓𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐀 𝐃𝐈 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎Le immagini di quanto accaduto ieri a Vittoria in piazza Senia non possono essere archiviate co...
29/07/2026

𝐕𝐈𝐓𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐀 𝐃𝐈 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎
Le immagini di quanto accaduto ieri a Vittoria in piazza Senia non possono essere archiviate come l'ennesimo episodio di cronaca o l'ennesima rissa estiva.

Non è normale che una città viva nella paura. Non è normale che interi quartieri siano considerati off limits da donne, giovani e bambini. Non è normale che il centro cittadino sia teatro di violenza e che i cittadini siano costretti a cercare riparo in una chiesa temendo per la propria incolumità. Perché questo sta esattamente accadendo.

Da anni sostengo che la sicurezza non ha colore politico. È un diritto fondamentale dei cittadini e un dovere irrinunciabile dello Stato. Ma questa considerazione è quella che ci aiuta a difenderci dall'ipocrisia, perchè non bastano dichiarazioni di circostanza, promesse o annunci. Servono uomini, mezzi, organici adeguati, un presidio costante del territorio e una strategia seria che restituisca ai Vittoriesi la serenità che meritano.

L'ordine e la sicurezza pubblica sono responsabilità dello Stato e il Governo nazionale ha il dovere di assumersi fino in fondo questo compito. O si aspetta che accada qualcosa di ancora più grave per intervenire? Se è così, ditecelo.

In questi ultimi tre anni, abbiamo assistito a piroette, balletti, teatrini, impegni solenni e annunci pubblici. Uomini, mezzi, rimodulazioni, sblocco di concorsi. Se dovessimo credere ancora a loro dovremmo avere un esercito. Ma mafie e delinquenti si contrastano con la serietà, con le decisioni.

Per rispetto delle tante persone oneste che vivono, lavorano e crescono i propri figli in questa città, Vittoria chiede che il Governo passi finalmente dalle parole ai fatti. Vittoria non può essere lasciata sola. Non più.

Indirizzo

Vittoria

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