Studio legale Avv. Raffaele Natale

Studio legale Avv. Raffaele Natale Avvocato civilista.

03/09/2026

Il fatto che, durante la convivenza, uno dei conviventi abbia contribuito al pagamento del mutuo relativo a un immobile di proprietà esclusiva dell’altro non esclude automaticamente la possibilità di ottenere un indennizzo.
Nella convivenza di fatto, le attribuzioni patrimoniali effettuate spontaneamente per far fronte alle esigenze della vita comune possono costituire adempimento di una obbligazione naturale, quando risultino proporzionate e adeguate alle condizioni economiche e sociali del convivente che le esegue e alle circostanze concrete della convivenza. In tal caso, l’art. 2034 c.c. esclude la ripetizione di quanto spontaneamente prestato.
La situazione può però essere diversa quando le attribuzioni travalicano i limiti della proporzionalità e dell’adeguatezza e determinano un arricchimento di un convivente a danno dell’altro, senza una causa che lo giustifichi.
In presenza degli ulteriori presupposti previsti dall’art. 2041 c.c., può allora essere esercitata l’azione di arricchimento senza causa, che consente di ottenere un indennizzo nei limiti dell’arricchimento conseguito e dell’impoverimento subito.
Perciò, se durante la convivenza hai sostenuto per anni una parte del mutuo della casa appartenente esclusivamente alla tua ex compagna, non è detto che tu debba considerare definitivamente perdute quelle somme.
Bonifici, ricevute, documentazione bancaria e ogni elemento utile a ricostruire i pagamenti possono essere fondamentali per verificare se esistano i presupposti per ottenere un indennizzo. di fatto

27/08/2026

La casa è di proprietà dell’altro coniuge: dopo la separazione devo necessariamente lasciarla?
No, non sempre.
L’assegnazione della casa familiare è collegata all’interesse dei figli, non alla proprietà dell’immobile e neppure alla situazione economica del coniuge.
In particolare, occorre verificare che:
• vi siano figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti;
• la casa sia stata effettivamente la casa familiare, cioè il luogo nel quale si è svolta la vita della famiglia;
• l’assegnazione sia necessaria per tutelare l’interesse dei figli e consentire loro, per quanto possibile, di mantenere la continuità della propria vita familiare.
Un punto spesso frainteso riguarda la nuova vita del coniuge assegnatario: una nuova convivenza o un nuovo matrimonio non comportano automaticamente la perdita della casa. Occorre verificare se l’assegnazione continua a rispondere all’interesse dei figli.
In ogni caso, l’assegnazione non trasferisce la proprietà: il coniuge proprietario rimane proprietario dell’immobile e può anche venderlo, ragion per cui è opportuno che l’assegnazione venga trascritta nei registri immobiliari, affinché possa essere fatta valere anche nei confronti dell’acquirente, nei limiti stabiliti dalla legge.
Se stai affrontando una separazione e hai bisogna di una consulenza scrivici all’indirizzo: [email protected] o telefonaci al n.: 3203807838. famiglia

20/08/2026

Quando un correntista subisce una frode informatica, la risposta degli istituti di credito è quasi sempre una lettera ciclostilata: “Il bonifico risulta regolarmente eseguito con le tue credenziali e i sistemi di autenticazione forte (SCA) erano a norma. Pratica archiviata, nessun rimborso”.
Questo rifiuto viola la legge.
La normativa vigente pone una barriera invalicabile a tutela dei risparmiatori:
1️⃣ L’uso dei codici non è consenso: L’articolo 10 stabilisce in modo perentorio che la registrazione dell’uso delle credenziali (anche se avvenuta con autenticazione a due fattori) non è di per sé sufficiente a dimostrare che l’operazione sia stata autorizzata dall’utente. Il mero dato meccanico non prova la volontà del cliente.
2️⃣ Inversione dell’onere della prova: Davanti a un disconoscimento è la banca a dover provare in concreto il comportamento fraudolento, oppure il dolo o la colpa grave nella violazione di specifici doveri del correntista.
3️⃣ Rimborso immediato: Salvo il forte sospetto di frode da parte del cliente, l’intermediario deve riaccreditare l’importo dell’operazione non autorizzata immediatamente e, in ogni caso, entro il giorno lavorativo successivo alla segnalazione.
⚖️ L’orientamento della Giurisprudenza (Cassazione e ABF)
Il principio è ormai granitico. La Corte di Cassazione e i collegi dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) confermano che il rischio di utilizzo indebito delle credenziali rientra nel perimetro del rischio d’impresa della banca. Le tecniche di frode odierne (come lo spoofing o il vishing telefonico) alterano la percezione del rischio del cliente: cadere in un inganno digitale sofisticato non costituisce colpa grave.
Le banche respingono i rimborsi sperando che il cliente accetti passivamente il primo “No”. Non farlo.
💼 Hai ricevuto un diniego di rimborso dalla tua banca?
Non accettare questa decisione come definitiva. Puoi richiedere una valutazione specifica della tua pratica al nostro studio per analizzare il testo del diniego strutturare una contestazione formale inattaccabi e avviare la procedura di recupero forzoso.
informatica

08/08/2026

Nuova Sede per lo Studio Legale Natale
Si comunica ai nostri Clienti e ai Colleghi/E professionisti che, a partire dal prossimo 18 agosto 2026, lo Studio Legale trasferirà la propria attività presso i nuovi uffici.
📍 Nuovo indirizzo: Via Giuseppe Coppola, 12 – Trentola Ducenta (CE)
🗺️ Punto di riferimento: A due passi dal Centro Commerciale Jambo1, facilmente raggiungibile tramite l'uscita dedicata dell'Asse Mediano.
La scelta di questa nuova sede risponde alla volontà di offrire uno spazio più moderno, riservato e strategicamente accessibile per assistere al meglio imprese, professionisti e privati nelle nostre aree di specializzazione:
Diritto Civile ⚖️
Diritto Tributario 📊
Diritto della Crisi d'Impresa 🏢
I canali di contatto telematici e telefonici restano invariati. Riceviamo esclusivamente previo appuntamento.

06/08/2026

Chiudere una società non significa che ogni responsabilità finisca con la sua cancellazione dal Registro delle imprese.
Chi accetta l’incarico di liquidatore assume obblighi precisi. Se la liquidazione non viene gestita nel rispetto delle regole previste dalla legge, in determinate circostanze L’Agenzia delle Entrate può chiedere il pagamento dei debiti tributari direttamente al liquidatore.
Questo, però, non significa che ogni richiesta dell’Agenzia delle Entrate sia automaticamente fondata. La legge individua precisi presupposti che devono essere rispettati prima che il liquidatore possa essere chiamato a rispondere con il proprio patrimonio.
Se hai ricevuto una contestazione personale, evita decisioni affrettate. Una verifica preventiva della tua posizione può essere determinante.
💬 Ti è mai capitato di trovarti ad affrontare una liquidazione societaria o di ricevere una richiesta di pagamento come liquidatore?
Racconta la tua esperienza nei commenti oppure scrivimi in privato e se hai bisogno di una consulenza altamente specializzata rivolgiti allo studio legale Avv. Raffaele Natale. E-mail: [email protected]; telefono: 3202807838.

29/07/2026

Se l’Agenzia delle Entrate annulla il credito Superbonus, il problema è solo del committente? ❌ La risposta è no.
Molte imprese edili pensano di poter dormire sonni tranquilli, ma una verifica dell’Agenzi delle Entrate può colpire duramente chi ha eseguito i lavori.
Per l’impresa il problema non è solo fiscale. Se il credito e non può più essere utilizzato, potrebbe ritrovarsi ad aver eseguito lavori senza ricevere il corrispettivo sul quale aveva fatto affidamento. A ciò si aggiunge il rischio di dover affrontare un contenzioso con il committente e, nei casi più gravi, anche una responsabilità nei confronti dell’Agenzia delle Entrate se ha concorso nella violazione con dolo o colpa grave.
Per capire come tutelarsi, occorre analizzare la vicenda su due fronti distinti:
1️⃣ Il rapporto con l’Agenzia delle Entrate: Di regola, il recupero avviene nei confronti del cliente (il committente). L’impresa viene coinvolta solo se ha partecipato alla violazione con dolo o colpa grave (es. produzione di documenti falsi, fatturazioni gonfiate o totale omissione dei controlli essenziali).
2️⃣ Il rapporto con il committente: Se il Fisco azzera il credito, l’impresa NON può chiedere i contanti al cliente. La giurisprudenza ha confermato che lo sconto in fattura è una scelta di pagamento precisa e il rischio economico della sua mancata monetizzazione grava normalmente sull’appaltatore.
Il vero errore è pensare che ogni contestazione produca automaticamente le stesse conseguenze. Molti atti dell’Agenzia delle Entrate sono infondati e le difese praticabili cambiano caso per caso.
📈 Se la tua impresa ha applicato lo sconto in fattura e vuoi verificare se i tuoi contratti d’appalto ti tutelano davvero, rivolgiti al mio studio: e-mal: [email protected]; telefono: 3203807838.

23/07/2026

PIGNORAMENTO DEL CONTO CORRENTE: CONOSCI LE TUE TUTELE?
Il pignoramento del conto corrente da parte dell'Agente della Riscossione è uno degli atti più temuti perché non necessita dell'autorizzazione di un giudice. La banca blocca le somme presenti fino a copertura del debito e ha 60 giorni per versarle. Tuttavia, la legge prevede rigide tutele a difesa del contribuente:
1️⃣ Gli atti presupposti: Il pignoramento deve essere sempre preceduto dalla notifica dell’accertamento o di una cartella. Se l’agente della riscossione fa passare più di un anno senza iniziare la riscossione, deve notificare – a pena di nullità – un'intimazione di pagamento.
2️⃣ La doppia notifica: L'atto di pignoramento deve essere notificato anche a te, oltre che alla banca. Se questa notifica manca o è viziata, il pignoramento è giuridicamente inesistente.
3️⃣ I limiti di pignorabilità: Se lo stipendio o la pensione sono accreditati dopo il pignoramento, il prelievo segue limiti precisi in base al reddito. Per la pensione si detrae prima il minimo vitale (doppio dell'assegno sociale, minimo 1.000€). Se invece i soldi sono già sul conto prima del pignoramento, il saldo è protetto fino al triplo dell'assegno sociale (1.638,72€): il Fisco può toccare solo l'eccedenza.
⚖️ Come difendersi?
Attraverso l'opposizione all'esecuzione (art. 615 c.p.c.) per far valere l'inesistenza, l'invalidità o la perdita di efficacia del titolo esecutivo, oppure i limiti della pignorabilità o l'opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) per vizi di forma, difetti di notifica dei singoli atti, l'irregolarità formale del titolo esecutivo o del pignoramento, e la violazione delle sequenze cronologiche dei passaggi. In entrambi i casi si può chiedere la sospensione dell'esecuzione al giudice.
Studio legale avv. Raffaele Natale: email: [email protected]; 3203807838.

21/07/2026

21 LUGLIO

Ricordiamo oggi Fabio De Pandi (1991), Angelo Riccardo (1991), Antonio Brandi (1995) ed Elda Penta (2015).

Fabio, 11 anni, fu colpito alla schiena da un proiettile mentre stava risalendo in auto, dopo che con la famiglia aveva fatto visita a degli amici. Era in corso un conflitto a fuoco fra due clan di camorra.

https://fondazionepolis.regione.campania.it/fabio_de_pandi

Angelo, 21 anni, fu ucciso a San Cipriano d'Aversa, mentre si recava con alcuni amici a una funzione religiosa. Fu ucciso mentre era in auto, nel corso di un agguato il cui obiettivo era all'interno di un'altra vettura.

https://fondazionepolis.regione.campania.it/angelo_riccardo

Antonio, 19 anni, fu ucciso a colpi di pi***la nella zona di Qualiano. Militare di leva, si trovava in licenza.

https://fondazionepolis.regione.campania.it/antonio_brandi

Elda, 75 anni, fu uccisa a Laviamo, strangolata dal marito 82enne.

https://fondazionepolis.regione.campania.it/elda_penta

Nel nome di Fabio, Angelo, Antonio ed Elda, nel nome di tutte le vittime innocenti e nella vicinanza ai loro cari, continua il nostro impegno contro ogni forma di violenza.

Indirizzo

Via De Pinedo, 17
Villa Literno
81039

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

Sito Web

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