23/07/2026
𝐋𝐚 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 è 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐢ù: è 𝐮𝐧'𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭à 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞
Una piattaforma mette in contatto chi cerca un trattamento estetico e chi lo esegue. L'appuntamento si fissa in pochi minuti, il servizio arriva a casa. Sembra il modello di tutte le App di intermediazione, e in parte lo è. Il problema è che qui non si prenota una corsa: si prenota una prestazione che la legge consente solo dentro locali autorizzati, con requisiti igienico-sanitari, urbanistici e amministrativi verificati.
Le eccezioni esistono e sono strette: persone che non possono spostarsi per motivi di salute, servizi legati a moda, spettacolo, cerimonie. Fuori da lì, il domicilio non è una modalità alternativa. È esercizio irregolare.
Chi paga la differenza sono le Pmi di acconciatura ed estetica che quei requisiti li hanno sostenuti davvero, con costi fissi che l'intermediazione digitale non ha.
Dopo le segnalazioni arrivate dai territori, l'Ufficio legale di Confartigianato Lombardia ha risposto su due fronti: un esposto congiunto ai Presidenti regionali di categoria — indirizzato a Comune di Milano, Camera di commercio, Ats, Nas, Guardia di finanza, Regione, Agcm e Mimit — e una diffida formale notificata alla società di intermediazione, con richiesta di cessazione immediata.
Entrambi i documenti sono già stati trasmessi.
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Ce ne sono diverse, ma spesso operano senza le qualifiche e le autorizzazioni di legge. E tutte propongono servizi di bellezza a domicilio. Stiamo parlando di quelle piattaforme, ma anche App, che attivano un contatto diretto tra operatori e consumatori e che generano forme di concorrenza sleale nei...