Studio legale Di Costanzo

Studio legale Di Costanzo Avvocato divorzista, specializzato in diritto di famiglia. Difensore d'ufficio presso il Tribunale dei Minori, specializzato in legislazione penale minorile.
(2)

Avvocato del lavoro, dell'infortunistica.

L'ACQUA DEL RUBINETTO AL RISTORANTE O IN ALBERGO È UN DIRITTO? PER LA CASSAZIONE NOQuante volte vi è capita di sedervi a...
05/06/2026

L'ACQUA DEL RUBINETTO AL RISTORANTE O IN ALBERGO È UN DIRITTO? PER LA CASSAZIONE NO

Quante volte vi è capita di sedervi al tavolo di un ristorante o nel ristorante di un hotel e chiedere una caraffa di acqua del rubinetto, magari per evitare di pagare cifre esorbitanti per l'acqua in bottiglia?

Una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione (Ordinanza n. 11827/2026) ha fatto chiarezza su un tema che accende da sempre il dibattito tra consumatori ed esercenti.

Il caso:
Una cliente di un hotel a cinque stelle, avendo acquistato un pacchetto in "mezza pensione con bevande escluse", chiedeva ripetutamente che le venisse servita acqua potabile del rubinetto. Davanti al netto rifiuto della struttura, era stata costretta ad acquistare acqua in bottiglia al prezzo di 7 euro a confezione. La signora ha così citato in giudizio l'hotel, chiedendo il risarcimento del danno e sostenendo che l'acqua rappresenti un "diritto umano universale" da garantire sempre nel suo quantitativo minimo vitale.

La decisione della Suprema Corte:
La Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento della cliente, confermando quanto già stabilito nei primi gradi di giudizio. I punti chiave della decisione:

Nessun obbligo di legge: Ad oggi, nell'ordinamento italiano, non esiste alcuna norma che imponga a bar, ristoranti o alberghi l'obbligo di somministrare gratuitamente o a richiesta l'acqua del rubinetto ai clienti.

Natura del contratto: Nei pacchetti turistici le prestazioni vanno valutate nella loro unitarietà finalizzata alla "vacanza". Se il contratto prevede espressamente la formula "bevande escluse", l'albergo non è inadempiente se esige il pagamento delle bottiglie.

Il danno non patrimoniale: La Corte ha ricordato che il danno non patrimoniale è risarcibile solo davanti alla violazione grave di un diritto di rango costituzionale e, in ogni caso, costituisce un "danno conseguenza" che il cliente ha l'onere di allegare e dimostrare concretamente. Il semplice "fastidio" di dover pagare l'acqua in bottiglia non integra un danno risarcibile.

In conclusione:
Se l'esercizio commerciale decide di offrirvi la brocca d'acqua si tratta di un atto di cortesia o di una precisa scelta di "customer care", ma non di un obbligo giuridico. Se sul menù o nel contratto è specificato "bevande escluse", l'acqua in bottiglia si paga.

E voi cosa ne pensate? Vi è mai capitato di ricevere un rifiuto del genere? Lasciate un commento qui sotto!

✍️ Avvocato Alfredo Di Costanzo

📍 Le nostre sedi:
• Napoli | Rimini | Vico Equense | Rozzano (MI)

📞 Contatti:
• Cell: 328.5838164
• PEC: [email protected]

Pillole di Diritto. Divorzio e TFR: quando l'ex ha diritto alla quota della liquidazione?
04/06/2026

Pillole di Diritto. Divorzio e TFR: quando l'ex ha diritto alla quota della liquidazione?

Il diritto di famiglia evolve costantemente sotto la spinta della g...

Pillole di Diritto. Divorzio e TFR: quando l'ex ha diritto alla quota della liquidazione?
03/06/2026

Pillole di Diritto. Divorzio e TFR: quando l'ex ha diritto alla quota della liquidazione?

Il diritto di famiglia evolve costantemente sotto la spinta della g...

01/06/2026

**Locazioni Brevi**
Dal 2026 cambiano le regole per le locazioni brevi, con una stretta rigorosa per chi gestisce appartamenti a uso turistico. La novità principale riguarda il superamento della gestione patrimoniale privata: dal terzo immobile concesso in affitto breve, l’attività viene inquadrata a tutti gli effetti come attività d'impresa.Per i primi due appartamenti restano valide le regole ordinarie, con l'applicazione della cedolare secca al 21% sul primo e al 26% sul secondo. Dal terzo alloggio, invece, scatta la presunzione di commercialità.I proprietari coinvolti devono obbligatoriamente aprire la Partita IVA, adottare un codice ATECO dedicato e presentare la SCIA al Comune tramite lo sportello SUAP. I relativi guadagni confluiscono nei redditi d’impresa, soggetti a tassazione IRPEF ordinaria. Questa riforma punta a regolamentare il mercato immobiliare e a contrastare le attività ricettive abusive nascoste dietro la locazione privata. L'obbligo di operare come impresa comporta l'iscrizione alla Camera di Commercio e alla gestione commercianti INPS, introducendo contributi previdenziali fissi che gravano sulla redditività complessiva.Inoltre, cambiano radicalmente le regole sulla detraibilità delle spese. Se come privato il proprietario non può scaricare i costi di manutenzione, utenze o arredi, l'inquadramento come ditta individuale permette di dedurre i costi inerenti all’attività, parzializzando l'impatto dell'IRPEF progressiva.
Dott.ssa Laura Di Costanzo

ASSEGNO DI MANTENIMENTO: STOP ALLA COMPENSAZIONE CON ALTRI CREDITI! ⛔🛑Capita spesso che, in sede di separazione o divorz...
01/06/2026

ASSEGNO DI MANTENIMENTO: STOP ALLA COMPENSAZIONE CON ALTRI CREDITI! ⛔🛑
Capita spesso che, in sede di separazione o divorzio, il coniuge obbligato a pagare l'assegno di mantenimento vanti a sua volta dei crediti economici nei confronti dell'ex partner.
Ad esempio: "Ti devo 500€ di mantenimento, ma tu me ne devi 300€ per un debito passato, quindi ti verso solo la differenza".
👉 Si può fare? Assolutamente NO.A fare chiarezza su questo delicato tema è intervenuto il Tribunale di Catanzaro (sentenza n. 1417 del 21 aprile 2026), che ha ribadito un principio fondamentale a tutela della famiglia e dei figli.
Il principio chiave dei crediti derivanti dall'assegno di mantenimento (sia per il coniuge che per i figli) godono di una tutela speciale e intensa, del tutto simile a quella prevista per i crediti alimentari.
Secondo i giudici:🚫 Divieto di compensazione: Chi deve pagare il mantenimento non può ridurne o azzerarne l'importo opponendo "crediti compensativi" personali.
❌ Nessun automatismo per le prestazioni diverse: Se versi somme o compi prestazioni differenti da quelle stabilite dal giudice, queste non sostituiscono automaticamente l'assegno dovuto, a meno che non ci sia un accordo specifico e scritto tra le parti.
🎯 Funzione vitale: La legge vuole garantire che le risorse destinate ai bisogni essenziali e quotidiani del beneficiario (e soprattutto dei figli) siano effettivamente e immediatamente disponibili. Il debito di mantenimento resta quindi integralmente esigibile.
⚖️ Il consiglio dell'esperto
L'obbligo di mantenimento risponde a un principio di indisponibilità: le somme non possono essere oggetto di cessione, né di compensazione arbitraria. Agire di testa propria riducendo l'assegno espone il coniuge obbligato a gravi rischi, sia in sede civile (precetti, pignoramenti) che in sede penale.
Hai dubbi sulla gestione del mantenimento o sulla corretta quantificazione delle somme?
Contatta lo Studio per una consulenza mirata e per tutelare i tuoi diritti in modo sicuro e conforme alla legge.
💼 Avvocato Alfredo Di Costanzo
📍 Le nostre sedi:
• Napoli | Rimini | Vico Equense | Rozzano (MI) 📞 Contatti:
• Cell: 328.5838164
• PEC: [email protected]

01/06/2026

📌 PILLOLE DI DIRITTO: Telecamere in condominio, quando scatta l'ordine di rimozione d'urgenza?

Installare una telecamera per la sicurezza della propria casa è legittimo, ma attenzione all'angolo di ripresa! Se l'obiettivo invade gli spazi dei vicini, si rischia un ordine di rimozione immediato da parte del Giudice.

Lo ha confermato il Tribunale di Catanzaro con una recente ordinanza (del 20 maggio 2026), affrontando il caso di un "condominio minimo" in cui un comproprietario aveva installato un occhio elettronico senza accordo, puntandolo non solo sulle proprie pertinenze, ma anche sulla corte comune, sulle scale e direttamente sul portone d'ingresso della vicina.

Ecco i principi chiave ribaditi dall'ordinanza:

🔹 Il limite della Privacy Personale: Il Garante della Privacy e il Regolamento Europeo consentono l'installazione di telecamere senza particolari formalità solo se l'inquadratura è strettamente limitata ai propri spazi esclusivi. Se l'obiettivo riprende aree comuni o accessi altrui, l'installazione diventa illecita.
🔹 Civile e Penale viaggiano su binari diversi: Anche se la Cassazione esclude il reato di "interferenze illecite nella vita privata" quando la telecamera riprende spazi comuni, in sede civile prevale la tutela della riservatezza garantita dall'art. 2 della Costituzione. Nessuno può essere sottoposto a controlli occulti o invasivi nei propri spazi di vita quotidiana.
🔹 Il ricorso d'urgenza (Art. 700 c.p.c.): Se la presenza della telecamera monitora i movimenti del vicino e dei suoi ospiti, alterandone le abitudini di vita e generando ansia o disagio, il danno è considerato grave e immediato (periculum in mora in re ipsa). In questi casi, il Giudice può ordinare la rimozione immediata del dispositivo senza attendere i tempi di una causa ordinaria.

Chi subisce una sorveglianza indebita sul proprio pianerottolo o negli spazi comuni ha quindi il diritto di agire tempestivamente per tutelare la propria serenità domestica.

Vivi una situazione simile nel tuo condominio o hai bisogno di verificare la regolarità di un impianto di videosorveglianza? Contatta lo Studio per una consulenza approfondita.

⚖️ Avvocato Alfredo Di Costanzo
📍 Sedi: Napoli | Rimini | Vico Equense | Rozzano (MI)
📞 Cell: 328.5838164
📧 PEC: [email protected]

📌 PILLOLE DI DIRITTO: Divorzio e TFR, quando spetta una quota all'ex coniuge?Il diritto a ricevere una parte del Trattam...
31/05/2026

📌 PILLOLE DI DIRITTO: Divorzio e TFR, quando spetta una quota all'ex coniuge?

Il diritto a ricevere una parte del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dell’ex coniuge non è automatico. La giurisprudenza, da ultimo con una recente pronuncia del Tribunale di Palermo (sentenza n. 2411/2026), ha ribadito con chiarezza i paletti rigidi fissati dall'art. 12-bis della legge sul divorzio.

Non basta essere stati sposati. Il diritto sorge solo nel momento in cui il TFR diventa esigibile dal lavoratore e solo se, in quel preciso momento, il richiedente soddisfa tre condizioni tassative:

1️⃣ Percepisce l'assegno divorzile: Deve esserci un provvedimento in vigore che riconosca l'assegno; se non si ha diritto all'assegno, non si ha diritto al TFR.
2️⃣ Non si è risposato: Il passaggio a nuove nozze fa decadere immediatamente il diritto.
3️⃣ Periodo di lavoro coincidente: Gli anni di lavoro del dipendente devono essersi svolti, almeno in parte, in costanza di matrimonio.

⚖️ Il senso della norma:
La legge mira a tutelare il coniuge economicamente più debole, collegando la quota di TFR alla funzione di sostegno assistenziale dell'assegno divorzile, valorizzando la solidarietà post-coniugale. Se manca l'assegno o ci si risposa, la solidarietà cessa e il diritto non nasce.

Hai dubbi sulla tua situazione personale o vuoi una consulenza specifica sul diritto di famiglia?

⚖️ Avvocato Alfredo Di Costanzo
📍 Sedi: Napoli | Rimini | Vico Equense | Rozzano (MI)
📞 Cell: 328.5838164
📧 PEC: [email protected]

⚕️ ERRORE MEDICO: IL DANNO MORALE NON È UNA SEMPLICE "APPENDICE" DEL DANNO BIOLOGICOMolto spesso, quando si subisce un d...
26/05/2026

⚕️ ERRORE MEDICO: IL DANNO MORALE NON È UNA SEMPLICE "APPENDICE" DEL DANNO BIOLOGICO
Molto spesso, quando si subisce un danno a causa di un errore sanitario (una diagnosi tardiva, un intervento mal eseguito, terapie inadeguate), si pensa che il risarcimento dipenda esclusivamente dalla percentuale di invalidità stabilita dal medico-legale (il cosiddetto danno biologico).

Non è così. O, almeno, non lo è più secondo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione (Terza Sezione Civile).

🔍 Qual è la differenza?
Il Danno Biologico riguarda la lesione fisica o psichica medicalmente accertabile (es. la perdita di funzionalità di un arto, una cicatrice permanente).

Il Danno Morale dà invece voce alla dimensione interiore della persona: la paura, lo smarrimento, la sofferenza psicologica, il senso di vulnerabilità e la perdita di fiducia nel sistema sanitario dopo aver subito un ingiusto aggravamento della propria salute.

Il principio chiave: La sofferenza interiore del paziente ha una sua dignità autonoma. Non può essere ignorata dal Giudice né "assorbita" passivamente nella sola percentuale biologica. Confonderli o dimenticarsene significa impoverire la tutela del malato.

📋 Come si dimostra la sofferenza morale?
Anche se non lascia "tracce" radiologiche, la Cassazione ha chiarito che il danno morale può essere dimostrato in giudizio attraverso presunzioni serie e precise, basate su:

La gravità e l'invasività delle cure subite;

La durata della malattia e la perdita di autonomia temporanea;

L'età del paziente e lo sconvolgimento della quotidianità familiare.

💼 Il ruolo dell'Avvocato: personalizzare la tutela
Il compito del difensore non è quello di chiedere un risarcimento "generico", ma quello di saper raccontare e documentare la storia individuale del danneggiato, fornendo al Giudice tutti gli elementi (testimonianze, perizie psicologiche, diari clinici) per quantificare adeguatamente il reale patimento subito.

Se pensi di essere stato vittima di un caso di malasanità, ricorda che la tutela del tuo diritto alla salute non si ferma ai soli numeri di una tabella medico-legale, ma deve comprendere l'integralità della tua persona.
Avvocato Alfredo Di Costanzo
Napoli | Rimini | Vico Equense | Rozzano (MI)
Cell: 328.5838164
E-mail PEC: [email protected]

26/05/2026

Una questione giuridica sempre più frequente, chiarita dall'esperienza di uno dei professionisti più attivi nel diritto di famiglia tra Napoli, Rimini e Milano.

Cade dalla moto a causa di un cane randagio: quando paga il Comune?Un sinistro stradale causato dall'improvviso attraver...
26/05/2026

Cade dalla moto a causa di un cane randagio: quando paga il Comune?

Un sinistro stradale causato dall'improvviso attraversamento o dall'aggressione di animali randagi è un evento purtroppo non raro. Ma chi risarcisce il centauro o l'automobilista danneggiato? E, soprattutto, cosa si deve dimostrare in Tribunale per ottenere il risarcimento?

La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza numero 2724 del 7 febbraio 2026, ha fatto chiarezza sulla responsabilità della Pubblica Amministrazione, fissando regole molto severe sul piano della prova.

La prima distinzione fondamentale riguarda la natura dell'animale. I cani randagi non rientrano nella fauna selvatica protetta (regolata da leggi speciali), pertanto non si applica la responsabilità oggettiva più gravosa prevista dall'articolo 2052 del Codice Civile. Al contrario, si applica la regola generale del danno aquiliano prevista dall'articolo 2043 del Codice Civile.

Cosa significa questo per il danneggiato? Significa che l'onere della prova è interamente a suo carico. Per ottenere il risarcimento non basta dimostrare la semplice presenza del cane randagio sulla carreggiata al momento del sinistro.

Se l'amministrazione comunale dimostra di aver organizzato formalmente il servizio di prevenzione (come la presenza dell'anagrafe canina, la mappatura del territorio o specifiche convenzioni con canili e associazioni), il cittadino deve fornire la prova di una specifica inefficienza dell'ente.

Come si dimostra l'inefficienza del Comune? La prova può essere fornita anche tramite presunzioni, documentando ad esempio la presenza di segnalazioni pregresse scritte da parte di residenti o forze dell'ordine, rimaste totalmente inevase dall'ente pubblico nei giorni o nelle settimane precedenti al sinistro. Solo dimostrando che il Comune era a conoscenza del pericolo e non è intervenuto, l'evento diventa imputabile all'amministrazione per colpa omissiva.

Una volta accertata la colpa omissiva dell'ente, il nesso di causalità tra la condotta inerte e l'incidente si considera provato, a meno che il Comune non riesca a dimostrare il caso fortuito, ovvero un evento del tutto imprevedibile e inevitabile (come un cane scappato un istante prima da una proprietà privata o abbandonato pochi minuti prima del fatto).

Contattaci in privato per una valutazione del Tuo caso o fissa un appuntamento in studio.

Avvocato Alfredo Di Costanzo
Napoli | Rimini | Vico Equense | Rozzano (MI)
Cell: 328.5838164
E-mail PEC: [email protected]

Indirizzo

Via Pezzolo 3/a
Vico Equense
80069

Orario di apertura

Martedì 15:30 - 20:00
Venerdì 15:30 - 20:00

Telefono

+393285838164

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio legale Di Costanzo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Studio legale Di Costanzo:

Condividi