04/09/2026
Qualche mese fa avevo parlato del tema della responsabilità delle piattaforme digitali nei confronti dei minori e di una questione destinata ad avere conseguenze importanti: quanto può essere responsabile un social network non soltanto per i contenuti che ospita, ma per il modo stesso in cui è progettato?
Ora dagli USA arriva un nuovo capitolo.
Meta ha raggiunto un accordo per chiudere il contenzioso che la vedeva accusata di aver progettato Facebook e Instagram in modo da favorire un utilizzo compulsivo da parte di bambini e adolescenti: questo accordo prevede che Meta possa versare complessivamente fino a circa 18 miliardi di dollari e non comporta un’ammissione di responsabilità da parte della società.
Ma probabilmente l’aspetto più interessante non è la cifra.
Meta si è impegnata a modificare concretamente l’esperienza degli utenti minorenni negli Stati Uniti: limite predefinito di due ore al giorno, blocchi notturni, restrizioni durante l’orario scolastico, maggiori controlli sull’età e strumenti più incisivi per i genitori.
Se qualche mese fa il punto era capire se anche il design di una piattaforma potesse diventare fonte di responsabilità, oggi la questione compie un passo ulteriore: quelle stesse caratteristiche diventano oggetto di modifiche concrete concordate nell’ambito di un contenzioso.
Un’evoluzione interessante da seguire, soprattutto per capire quanto il modello americano potrà incidere, direttamente o indirettamente, anche sul dibattito europeo sulla tutela dei minori online.