Avv. Roberto Nicolini

Avv. Roberto Nicolini L'importanza dell'esperienza nella consulenza legale, in particolare in ambito internazionale.

Qualche mese fa avevo parlato del tema della responsabilità delle piattaforme digitali nei confronti dei minori e di una...
04/09/2026

Qualche mese fa avevo parlato del tema della responsabilità delle piattaforme digitali nei confronti dei minori e di una questione destinata ad avere conseguenze importanti: quanto può essere responsabile un social network non soltanto per i contenuti che ospita, ma per il modo stesso in cui è progettato?

Ora dagli USA arriva un nuovo capitolo.

Meta ha raggiunto un accordo per chiudere il contenzioso che la vedeva accusata di aver progettato Facebook e Instagram in modo da favorire un utilizzo compulsivo da parte di bambini e adolescenti: questo accordo prevede che Meta possa versare complessivamente fino a circa 18 miliardi di dollari e non comporta un’ammissione di responsabilità da parte della società.

Ma probabilmente l’aspetto più interessante non è la cifra.

Meta si è impegnata a modificare concretamente l’esperienza degli utenti minorenni negli Stati Uniti: limite predefinito di due ore al giorno, blocchi notturni, restrizioni durante l’orario scolastico, maggiori controlli sull’età e strumenti più incisivi per i genitori.

Se qualche mese fa il punto era capire se anche il design di una piattaforma potesse diventare fonte di responsabilità, oggi la questione compie un passo ulteriore: quelle stesse caratteristiche diventano oggetto di modifiche concrete concordate nell’ambito di un contenzioso.

Un’evoluzione interessante da seguire, soprattutto per capire quanto il modello americano potrà incidere, direttamente o indirettamente, anche sul dibattito europeo sulla tutela dei minori online.

01/09/2026

L'Agenzia delle Entrate può prendere il vostro estratto conto, vedere un bonifico e dire: 'Questo è reddito nascosto'?
La risposta è molto meno scontata di quanto molti credano.

Ne parlo in questo video ⤵

Sì, ogni tanto leggo anche in spagnolo. Soprattutto quando incontro un libro come "El olvido que seremos" di Héctor Abad...
28/08/2026

Sì, ogni tanto leggo anche in spagnolo. Soprattutto quando incontro un libro come "El olvido que seremos" di Héctor Abad Faciolince.

Un’autobiografia intensa, in cui il rapporto tra padre e figlio diventa il centro di un racconto privato ma anche profondamente civile, attraversato dalla violenza politica della Colombia.

È un libro sulla memoria, sulla mancanza e su ciò che resta delle persone che abbiamo amato. Temi delicati e forti, affrontati con una scrittura limpida, partecipe e mai retorica.

Dal 2 agosto 2026 l’AI Act è entrato in una nuova fase applicativa e per imprese e professionisti cambia già qualcosa di...
25/08/2026

Dal 2 agosto 2026 l’AI Act è entrato in una nuova fase applicativa e per imprese e professionisti cambia già qualcosa di concreto.

Il punto centrale riguarda la trasparenza: quando una persona interagisce con un sistema di intelligenza artificiale, deve saperlo.

Questo vale per chatbot, assistenti virtuali e strumenti automatizzati usati nei rapporti con clienti, utenti o consumatori e, allo stesso modo, per i contenuti generati o manipolati artificialmente, come immagini, audio, video o testi che possono apparire autentici. Per tutti deve essere indicato in modo chiaro quando la loro natura artificiale non è evidente.
Per le aziende e per i professionisti, quindi, il tema non è solo “usare o non usare l’AI”, ma capire come viene usata, in quali processi entra, con quali dati lavora e se l’utente viene informato correttamente.

Cosa fare? Per prima cosa una mappatura interna: quali strumenti di AI vengono utilizzati, da chi, per quali finalità, con quali fornitori e con quali possibili effetti su clienti, lavoratori o utenti.

L’AI Act non riguarda soltanto le grandi piattaforme tecnologiche, ma riguarda anche le realtà che integrano strumenti di intelligenza artificiale nella comunicazione, nel marketing, nella gestione dei clienti, nella selezione del personale, nella produzione di contenuti o nell’organizzazione del lavoro.

Per imprese e professionisti, la compliance parte da qui: sapere dove l’AI è presente e renderlo comprensibile a chi ne subisce o ne utilizza gli effetti.

Gli ultimi giorni prima della pausa hanno sempre un ritmo particolare. Si chiudono pratiche, si sistemano gli ultimi det...
07/08/2026

Gli ultimi giorni prima della pausa hanno sempre un ritmo particolare. Si chiudono pratiche, si sistemano gli ultimi dettagli, si prova a lasciare tutto in ordine prima di staccare per qualche giorno.

È con questa immagine che vi auguro una buona pausa estiva: che sia un tempo di riposo, bellezza e giornate vissute con un po’ più di lentezza.

04/08/2026

In questi giorni il cosiddetto "Piano Casa" è entrato in vigore e la promessa è che le procedure edilizie e urbanistiche saranno semplificate e la burocrazia si ridurrà. Ma è davvero così?

Ne parlo in questo video.
English version: https://www.youtube.com/watch?v=Y38Feb1ANrE

Un dato personale pubblicato online non diventa automaticamente un dato liberamente riutilizzabile: è questo il principi...
31/07/2026

Un dato personale pubblicato online non diventa automaticamente un dato liberamente riutilizzabile: è questo il principio ribadito dal Garante Privacy con il provvedimento dell’11 giugno 2026, n. 435.

Il caso riguardava un sito amatoriale dedicato all’attività sportiva, che raccoglieva e ripubblicava informazioni sugli atleti, sui risultati e sui ranking, prendendole da siti già accessibili al pubblico e, tra i dati pubblicati, comparivano anche nome, cognome, sesso e data di nascita, riferiti anche a soggetti minorenni.

Il titolare del sito sosteneva che si trattasse di informazioni già disponibili online e usate per finalità informative e divulgative, ma per il Garante, però, questo non basta: il fatto che un dato sia reperibile su Internet non autorizza automaticamente a raccoglierlo, riorganizzarlo e ripubblicarlo su un’altra piattaforma.

La nuova pubblicazione risulta infatti come un trattamento autonomo, che deve avere una propria base giuridica, rispettare i principi di liceità, correttezza, trasparenza, minimizzazione e prevedere tempi di conservazione chiari.

E, ovviamente, ancora più attenzione serve quando i dati riguardano minori: in questi casi, la diffusione online può esporre a rischi legati alla permanenza, all’indicizzazione e al successivo riutilizzo delle informazioni.

Nel caso esaminato, il sito è stato sospeso e i dati rimossi; il Garante ha preso atto delle misure adottate, ma ha comunque rivolto un ammonimento al titolare.

Dal 21 luglio 2026, con la cosiddetta “legge beneficenza”, sono cambiate le regole per aziende, professionisti e influen...
28/07/2026

Dal 21 luglio 2026, con la cosiddetta “legge beneficenza”, sono cambiate le regole per aziende, professionisti e influencer che pubblicizzano prodotti o iniziative collegati a finalità solidali. Quando un prodotto viene promosso “per beneficenza”, il consumatore ha diritto a sapere con precisione cosa sta sostenendo.

Non saranno quindi più sufficienti formule generiche come “una parte del ricavato sarà devoluta in beneficenza”: chi promuove l’iniziativa dovrà indicare chiaramente quale ente riceverà la donazione, di cosa si occupa e, soprattutto, quanto del prezzo pagato dal consumatore sarà effettivamente destinato alla causa, in percentuale oppure un importo preciso. In questo modo, chi acquista potrà valutare con maggiore consapevolezza se aderire all’iniziativa e capire quale impatto concreto avrà il proprio acquisto.

La legge prevede anche una comunicazione preventiva all’Antitrust e sanzioni da 5.000 a 50.000 euro per chi non rispetta gli obblighi.

Quando solidarietà e marketing si incontrano, insomma, la trasparenza deve ve**re prima della promessa.

Ci sono libri che si leggono meglio senza fretta, lasciando sedimentare una riflessione alla volta: "Socrate Express" di...
24/07/2026

Ci sono libri che si leggono meglio senza fretta, lasciando sedimentare una riflessione alla volta: "Socrate Express" di Eric Weiner è uno di questi.

Un viaggio attraverso il pensiero di quattordici filosofi, raccontati con leggerezza e ironia, ma senza rinunciare alla profondità delle loro domande.

Un libro che invita a fermarsi, riflettere e riscoprire quanto la filosofia possa ancora aiutarci a leggere il presente.

Di videosorveglianza nei rapporti di vicinato e tutela della privacy ci è già capitato di parlare diverse volte: ci torn...
21/07/2026

Di videosorveglianza nei rapporti di vicinato e tutela della privacy ci è già capitato di parlare diverse volte: ci torniamo oggi con un aggiornamento interessante.

Installare una videocamera per ragioni di sicurezza è possibile, ma questo - come avevamo già visto - non significa poter riprendere liberamente gli spazi comuni o gli accessi dei vicini.

La Corte d’Appello di Catanzaro, con sentenza n. 805/2026, si è pronunciata su un impianto di videosorveglianza installato da un comproprietario all’interno e nella corte di un fabbricato comune: le telecamere riprendevano in modo continuativo ingressi, scale, corte comune e anche parti dell’accesso all’abitazione altrui.
La Corte ha confermato che la tutela della sicurezza è certamente un interesse legittimo, ma deve essere esercitata nel rispetto dei principi di necessità e proporzionalità e per questo è stato confermato l’ordine di rimozione dell’impianto.

Diverso, però, il discorso sul risarcimento del danno: la violazione della privacy non comporta automaticamente il diritto a ottenere una somma di denaro. Non basta, infatti, dimostrare che il trattamento dei dati sia stato illecito: occorre provare che da quella violazione siano derivate conseguenze dannose concrete. In altre parole, il danno alla privacy non è “in re ipsa”.

Una decisione interessante, perché distingue due piani: da un lato, la rimozione di un impianto illegittimo; dall’altro, il risarcimento, che richiede una prova effettiva del pregiudizio subito.

Indirizzo

Corso Porta Nuova 11
Verona
37122

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