10/10/2026
Non saremo spettatori! Contro la pena di morte e la barbarie della fucilazione in diretta.
L’annuncio del Pentagono di voler trasmettere in diretta la fucilazione di un condannato è di una gravità inaudita. Non basta più togliere la vita a un uomo: si pretende di trasformare la sua uccisione in un macabro e disumano spettacolo, al quale il mondo intero è invitato ad assistere. Riproporre oggi l’esecuzione pubblica significa normalizzare, legittimare e perfino incoraggiare la violenza.
La pena deve lasciare al condannato la possibilità di cambiare. La pena di morte cancella l’uomo e con lui quella possibilità. Accettare che lo Stato possa uccidere in nome della giustizia apre la strada anche a questo ulteriore scempio della dignità umana, fino a considerare normale che un’esecuzione diventi uno spettacolo televisivo.
Oggi, nella Giornata mondiale contro la pena di morte, l’Unione delle Camere Penali Italiane lancia “180 secondi per la civiltà” e chiama le avvocature europee e americane a una mobilitazione comune.
Invitiamo gli avvocati di tutto il mondo a fermarsi per tre minuti, in un giorno che sarà concordato con le organizzazioni forensi aderenti, riunendosi in toga, in silenzio, voltando simbolicamente le spalle allo spettacolo della morte.
Chiediamo ai governi e ai parlamenti dei Paesi che ancora applicano la pena di morte, a partire dagli Stati Uniti, di abolirla. Al Presidente degli Stati Uniti chiediamo di impedire la trasmissione dell’esecuzione e alle emittenti televisive e alle piattaforme digitali di rifiutarsi di diffonderla.
La giustizia non può trasformarsi in barbarie. Chi crede nella giustizia non può restare a guardare.
Roma, 10 ottobre 2026
La Giunta