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amministrazioni di condomini e supercondomini;
consulenza amministrativa/tecnica e giuridica;
revisioni bilanci;
gestione locazioni per conto terzi.

Venerdì mattina: ultimi controlli prima del weekendBuongiorno da Andrea Lucente, già al lavoro con carte, tabelle e moni...
16/10/2026

Venerdì mattina: ultimi controlli prima del weekend

Buongiorno da Andrea Lucente, già al lavoro con carte, tabelle e monitor. Il venerdì in studio è il giorno in cui si rivedono le pratiche aperte durante la settimana e si controlla che ogni numero torni.

Perché anche con gli strumenti digitali più aggiornati, il controllo finale resta una questione di occhio e di metodo: confrontare le cifre, rileggere i documenti, chiudere ciò che va chiuso prima che diventi un problema lunedì.

Il motivo è semplice: chi vive in condominio vuole sapere che i conti sono stati verificati davvero, da una persona che li ha guardati uno per uno.

Se hai un dubbio su una spesa o su un rendiconto del tuo condominio, scrivici.
Ne parliamo volentieri, anche in videochiamata.

Buona giornata e buon fine settimana a tutti! ☀️

Quando la trasparenza si dimostra con i documenti, la competenza e la professionalità.Un condòmino che ritiene scorretto...
14/10/2026

Quando la trasparenza si dimostra con i documenti, la competenza e la professionalità.

Un condòmino che ritiene scorretto il proprio amministratore può chiederne la revoca al Tribunale. È un suo diritto ed è giusto che esista.

Il Tribunale di Bari, Terza Sezione Civile, con decreto del 25 settembre 2026, ha esaminato un ricorso di questo tipo e lo ha respinto con condanna totale del condomino istante.

L’accaduto riguardava un condominio amministrato dal nostro studio.

Il Collegio ha verificato le contestazioni una per una e ne è uscito un quadro di assoluta regolarità professionale della gestione che curavamo ma anche utile per chiunque viva in condominio:

📑 Un errore di registrazione contabile non è automaticamente un'irregolarità grave. Se viene riconosciuto è corretto con uno storno e il rendiconto lo documenta, il conto torna.

🔧 La manutenzione si valuta sui fatti. Interventi commissionati, controlli eseguiti e fatture della ditta incaricata hanno smentito l’accusa di inerzia.

💶 Recuperare i crediti non significa solo fare causa ai condomini morosi. Anche i piani di rientro concordati con i condòmini morosi, se opportunamente documentati, sono una forma di impegno concreto per recuperare gli importi.

🗂️ Il diritto ala visione ed estrazione dei documenti va conciliato con il lavoro dell’amministratore. Rispondere alle richieste, inviare i contratti, indicare gli orari di ricevimento: il Tribunale ha considerato queste attività una vera disponibilità dell’amministratore.

⚖️ Ogni contestazione ha la sua strada. Se si critica la convocazione di un’assemblea o i quorum, lo strumento giuridico da utilizzare è l’impugnazione della delibera, non la revoca dell’amministratore.

Per revocare un amministratore servono gravi irregolarità, tali da rompere il rapporto di fiducia con il condominio. La legge non le elenca tutte, ma il giudice le cerca nei fatti, non nelle impressioni.

Per noi la lezione è semplice ma ulteriormente confermata :
lavorare professionalmente in modo che ogni passaggio sia documentato e consultabile, perché quando qualcuno chiede conto di una scelta, la risposta sia già nelle carte.

Hai un dubbio sulla gestione del tuo condominio o vuoi capire se una tua contestazione è ben impostata?

Scrivici: ne parliamo volentieri, anche in videochiamata.

📄 Fonte: Tribunale di Bari, Terza Sezione Civile, decreto del 25/09/2026

Edificio in cattivo stato: quando l'inerzia diventa un problema penaleSi pensa spesso che la manutenzione straordinaria ...
12/10/2026

Edificio in cattivo stato: quando l'inerzia diventa un problema penale

Si pensa spesso che la manutenzione straordinaria sia una questione di soldi e di assemblee ma, in certi casi, diventa una questione di responsabilità personale.

La Cassazione penale (sez. I, sentenza n. 35167 del 1° ottobre 2026) ha confermato la condanna di proprietari di un fabbricato condominiale che non avevano eseguito i lavori necessari a eliminare il pericolo per chi vi abitava.

Si trattava di un edificio parzialmente senza copertura, con solai danneggiati dalle infiltrazioni e con un piano seminterrato abitato. Il Tribunale di Palermo aveva inflitto a ciascuno 450 euro di ammenda per omessi lavori in edifici che minacciano rovina (art. 677 del Codice Penale).

Ecco cosa emerge dalla sentenza:

⚠️ Il degrado da solo non basta: la rilevanza penale scatta quando il pericolo per le persone è concreto, come in questo caso, dove nell'edificio c'erano persone.
🏗️ Iniziare i lavori non basta: se il pericolo resta, il reato continua. Nel caso esaminato i lavori di consolidamento erano appena iniziati e non risultavano conclusi anni dopo.
🧱 Le misure provvisorie contano: secondo la giurisprudenza richiamata, anche opere urgenti o il divieto di accesso alle zone pericolanti possono neutralizzare il rischio, se sono davvero efficaci.
🕐 Intervenire tardi non cancella il passato: la messa in sicurezza fa cessare la situazione di pericolo, ma non elimina il reato già commesso.

A rispondere sono i proprietari dell'edificio, non soltanto chi lo amministra. Per questo, davanti a un problema strutturale serio, il silenzio dell'assemblea è un rischio anche per chi non ha mai votato contro i lavori.

Nel tuo condominio c'è una situazione che ti preoccupa e non sai se e come muoverti? Possiamo ragionarci insieme, anche con una consulenza online.

Lavori fatti male: puoi comunque rifiutarti di pagare?Un'impresa esegue un lavoro sulle parti comuni ma il risultato non...
09/10/2026

Lavori fatti male: puoi comunque rifiutarti di pagare?

Un'impresa esegue un lavoro sulle parti comuni ma il risultato non è quello atteso: infiltrazioni non risolte, finiture imprecise, materiali diversi da quelli pattuiti. Il condominio può semplicemente non pagare?

La risposta della giurisprudenza è più sfumata di quanto sembri: l'esecuzione inesatta di un lavoro non giustifica automaticamente il mancato pagamento integrale.

Il condominio ha strumenti diversi a disposizione — dalla richiesta di sistemare i difetti, alla riduzione proporzionale del compenso — ma "smettere di pagare" senza una valutazione tecnica e giuridica del caso espone a un contenzioso che spesso si rivolge contro chi ha sospeso il pagamento.

Un tema che vale la pena approfondire caso per caso, prima di prendere una decisione che può costare più del previsto.

Professionalità e disponibilità: due cose che si dimostrano sul campoDire di essere disponibili è facile, esserlo davver...
06/10/2026

Professionalità e disponibilità: due cose che si dimostrano sul campo

Dire di essere disponibili è facile, esserlo davvero significa farsi trovare quando serve: al telefono, su WhatsApp, in un messaggio, e anche di persona quando la situazione lo richiede.

È così che lavora Vito Lucente, ogni giorno: si sposta tra condomìni e impegni, con l'auricolare sempre attivo, pronto a rispondere a una segnalazione senza aspettare che la pratica arrivi in studio.

Per noi la professionalità è fatta di cose concrete: verificare di persona prima di decidere, gestire un guasto appena viene segnalato, tenere ogni passaggio documentato. La disponibilità è la parte che i condòmini vedono subito: una risposta in tempi ragionevoli.

Hai un dubbio su un intervento o su una spesa del tuo condominio? Scrivici o chiamaci: se preferisci non spostarti, possiamo parlarne anche in videochiamata.

Lavori sulle parti comuni: l'operaio può entrare in casa tua?Capita spesso: per un intervento sulle parti comuni serve a...
05/10/2026

Lavori sulle parti comuni: l'operaio può entrare in casa tua?

Capita spesso: per un intervento sulle parti comuni serve accedere anche a un'unità privata — un balcone, un terrazzo, un muro interno. Puoi opporti?

Una recente pronuncia chiarisce il confine: il condominio ha diritto di far accedere operai e tecnici per gli interventi sulle parti comuni ma questo non equivale a una servitù permanente. Il condòmino può opporsi se il personale tecnico resta stabilmente all'interno della sua proprietà, oltre il tempo strettamente necessario all'intervento.

Un principio che tutela entrambe le parti: il condominio può eseguire i lavori necessari, il singolo condòmino non perde il controllo sulla propria abitazione.

Hai un caso simile nel tuo condominio e non sai fino a dove può spingersi la richiesta di accesso? Parliamone, anche in una consulenza online.

Amministrare un condominio oggi: perché la tecnologia non è un optionalC'è un'idea diffusa secondo cui l'amministrazione...
02/10/2026

Amministrare un condominio oggi: perché la tecnologia non è un optional

C'è un'idea diffusa secondo cui l'amministrazione condominiale sia fatta soprattutto di carta, firme e telefonate. In realtà, chi lavora ancora così oggi rischia di offrire un servizio più lento, meno preciso e meno trasparente di quanto i condòmini abbiano diritto ad aspettarsi.

Cosa significa, in pratica, amministrare con strumenti aggiornati

💻 Rendiconti digitali e tracciabili
Un software gestionale evita errori di calcolo, permette controlli incrociati e rende ogni voce di spesa facilmente verificabile — non solo a fine anno ma in qualsiasi momento.

📲 Comunicazioni rapide e documentate
PEC, portali online e canali digitali significano convocazioni che arrivano in tempo, risposte più veloci alle richieste dei condòmini e una tracciabilità che tutela sia l'amministratore che chi vive nel palazzo.

🔍 Accesso semplificato ai documenti
Come ha ribadito di recente anche la Cassazione, il condòmino ha diritto di consultare la documentazione senza formalismi eccessivi — ed è molto più facile garantirlo con un archivio digitale organizzato che con faldoni cartacei sparsi.

📊 Pagamenti tracciati e conti sempre verificabili
Meno margine per contestazioni, meno tempo perso a ricostruire movimenti bancari a distanza di mesi.

Perché conviene a chi vive in condominio
Un'amministrazione arretrata non è solo scomoda: è anche più esposta a errori, ritardi e difficoltà nel dimostrare la correttezza della gestione, proprio nei momenti in cui la trasparenza conta di più.

Investire in strumenti aggiornati non è una scelta di immagine: è la base concreta su cui si costruisce un rapporto di fiducia duraturo tra chi amministra e chi vive nel palazzo.

Rumori molesti: non basta lamentarsi, va dimostratoIl vicino che fa chiasso, la musica alta, gli schiamazzi che si ripet...
30/09/2026

Rumori molesti: non basta lamentarsi, va dimostrato

Il vicino che fa chiasso, la musica alta, gli schiamazzi che si ripetono: chi ne è disturbato pensa spesso che basti l'evidenza del fastidio per ottenere un risarcimento. Non è così semplice.

Il Tribunale di Lucca, con sentenza n. 606 del 7 settembre 2026, ha ribadito un principio che ridimensiona molte richieste basate solo sull'emotività del momento: il superamento dei limiti acustici in un periodo circoscritto non dimostra, da solo, né la continuità delle immissioni né un danno reale alla vita familiare.

Chi chiede i danni per rumori intollerabili deve provare:
📊 la durata del disturbo — un episodio isolato non basta
🏠 l'incidenza concreta sulla vita domestica — non il fastidio percepito, ma un pregiudizio reale e dimostrabile

🔊 il superamento della normale tollerabilità prevista dall'articolo 844 del Codice Civile, non solo un picco occasionale

La giurisprudenza è chiara da tempo su questo punto: il disagio soggettivo non basta a fondare una richiesta di risarcimento, serve la prova di un pregiudizio serio, concreto e collegato in modo diretto al comportamento del vicino. Una singola misurazione fuori norma, senza continuità, non è sufficiente.

Per chi vive fianco a fianco con altri condòmini, questo principio invita alla concretezza: se un disturbo è reale e persistente, conviene documentarlo nel tempo — con più segnalazioni, testimonianze, eventuali rilevazioni tecniche — invece di affidarsi a un solo episodio, per quanto fastidioso.

Un buon promemoria anche per chi amministra: raccogliere con metodo le segnalazioni dei condòmini è spesso ciò che fa la differenza tra una lamentela che resta tale e una tutela concreta.

Il regolamento può disciplinare, non vietareCapita spesso: il regolamento del tuo condominio prevede che qualsiasi occup...
28/09/2026

Il regolamento può disciplinare, non vietare

Capita spesso: il regolamento del tuo condominio prevede che qualsiasi occupazione di uno spazio comune debba passare dall'autorizzazione dell'amministratore. Tuttavia, questo basta a renderla illegittima se non arriva? Non sempre.

La Corte d'Appello di Napoli, con sentenza n. 5752 del 18 settembre 2026, ha chiarito un principio molto pratico: una clausola regolamentare troppo generica, che subordina in modo assoluto l'uso di uno spazio comune a un'autorizzazione, non basta da sola a rendere illegittimo il comportamento del condòmino.

Il principio di fondo: l'articolo 1102 del Codice Civile
La norma cardine resta sempre questa: ogni condòmino ha diritto di servirsi di cortili, muri, marciapiedi e altri spazi comuni, a due condizioni — non alterarne la destinazione originaria, e non impedire agli altri di farne un pari uso.

Cosa può fare il regolamento, e cosa no
✅ Può disciplinare l'uso: stabilire modalità, orari, forme di occupazione compatibili con la convivenza
❌ Non può vietarlo in modo assoluto: una clausola che di fatto azzera il diritto di godimento di un condòmino, magari dietro il paravento di un'autorizzazione mai concessa, non regge

Perché è utile saperlo
Non tutto ciò che è scritto nel regolamento è automaticamente applicabile senza limiti. Anche i condòmini più attenti alle regole hanno diritto di conoscere fin dove può spingersi una clausola — ed è un buon promemoria anche per chi amministra: un regolamento redatto con equilibrio previene contestazioni, un regolamento troppo restrittivo le genera.

Hai un dubbio su una clausola del regolamento del tuo condominio? Scrivici, ne parliamo insieme.

Indirizzo

Via Piave N. 57
Valenzano
70010

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
17:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:00
17:00 - 19:00

Telefono

+390802223550

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