19/11/2025
Il sostegno di Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBTI+, Camera Minorile di Perugia e Omphalos LGBTI per gli eventi che hanno interessato la comunità umbertidese, sono stimoli importanti ad una riflessione collettiva che ci riguarda tuttə. Perché quando la discriminazione colpisce ad un'età così precoce, siamo tuttə responsabili di pretendere un cambiamento culturale ed un sistema di educazione affettiva e sessuale.
A Umbertide (PG) il cognome di un bambino di dieci anni è stato scritto su un palo dell’illuminazione pubblica, accompagnato da un insulto omofobico.
L’utilizzo del termine “finocchio” non costituisce solo un’offesa: si tratta di un meccanismo di stigmatizzazione che etichetta e ridicolizza una persona attribuendole dall’esterno un’identità presunta, con l’obiettivo di controllarne l’espressione e limitarne la libertà.
L’insulto omofobico, rivolto a una persona minorenne attraverso il richiamo a un presunto orientamento sessuale, costituisce un dispositivo sociale che colpisce chiunque si discosti dalle norme di genere dominanti.
È una forma di linguaggio d’odio che, anche quando utilizzata da persone giovanissime, nasce e si sviluppa in un contesto culturale che la tollera e la riproduce.
Nei piccoli centri urbani, inoltre, la gravità dei fatti si amplifica: le persone LGBTQIA+ vivono spesso condizioni di maggiore solitudine e invisibilità, con reti di supporto meno strutturate e maggiore pressione a conformarsialle aspettative sociali.
Un insulto esibito nello spazio pubblico della città diventa così un messaggio indirizzato indistintamente alla comunità: “chiunque esca dagli schemi può essere esposto e colpito”.
In osservanza ai propri principi statutari Rete Lenford richiama le istituzioni competenti – il Comune di Umbertide, l’Assessorato alle Pari Opportunità e il Garante Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza dell’Umbria – a una presa di posizione pubblica, chiara e immediata.
È fondamentale riconoscere la natura discriminatoria di un simile gesto, evitando letture minimizzanti che rischiano di legittimare ulteriori manifestazioni di ostilità.
Rete Lenford ritiene inoltre urgente attivare percorsi educativi rivolti alle scuole e alle famiglie, con particolare attenzione alla decostruzione degli stereotipi di genere, alla prevenzione del bullismo discriminatorio e alla promozione di un linguaggio rispettoso.
Parlare apertamente di affettività e identità non è un’opzione ideologica, ma un atto di tutela nei confronti di tutte le persone minorenni.