06/08/2024
Oggi no.
Non vi parleremo di un caso seguito dallo studio o di inedite evoluzioni del panorama giurisprudenziale.
Questa è, semplicemente, la storia di un uomo: Christopher da Bo, Sierra Leone.
Come migliaia di coetanei, da bambino, viene strappato alla sua casa e arruolato a forza tra i rebels del Fronte Unito Rivoluzionario.
Da lì in poi è costretto a combattere una guerra fratricida, costata al paese più di 50.000 morti e una buona fetta di gioventù.
Alla firma degli accordi di pace torna alla sua città dove cerca di ricostruirsi una vita: una moglie e due figli a cui promette un futuro diverso dal suo passato.
Additato come “ribelle” da alcuni coetanei, un giorno viene trafitto da una profonda pugnalata alla spalla.
Per difendersi, con una pietra in mano, colpisce alla cieca il suo aggressore, uccidendolo.
Inizia allora una fuga lungo l’Africa tra mille pericoli, inseguito da chi gli ha giurato vendetta.
Addio alla famiglia, barcone, onde, sete e fame.
L’Italia sullo sfondo.
Torino, 2017: Christopher inizia una nuova vita in una comunità d’accoglienza; destina un sorriso a chiunque senza tradire l’amarezza e il fardello che si porta dietro: è un nuovo figlio dell’intero quartiere, un uomo esemplare, sempre pronto ad aiutare chiunque e a prodigarsi per tenere pulito, per dare supporto e conforto.
Con una parola, con un sorriso.
Desideri incontrarlo ogni giorno: è un uomo placido e riconoscente verso l’Italia che l’ha accolto.
Inizia a lavorare in un bar torinese, s’impegna ed è bravo.
Continua a parlare con orgoglio dei suoi figli, che sta facendo studiare nel miglior college di Bo per consentire loro un futuro diverso.
Estate 2019, questi giorni: un ictus, a soli 35 anni, se lo porta via in poche ore tra lo sconforto dei tanti a cui non aveva mai fatto mancare, ogni giorno, affetto e attenzioni.
Con una colletta, tra mille difficoltà, la salma di Christopher torna a Bo.
Da allora, con altri, sosteniamo gli studi dei suoi figli in diretto contatto col direttore del college che ci informa periodicamente dei progressi scolastici.
Facciamo semplicemente ciò che Christopher avrebbe voluto: permettere ai suoi ragazzi, orfani d’un bravo uomo e d’un ottimo padre, di vivere un domani migliore.
Crediamo di potere riscoprire, con Christopher e nella vita d’ogni giorno, il valore fondamentale dell’altruismo e dell’Umanità. Al di là del comodo, ma tristemente solitario, schermo dell’ego.
Buone vacanze da LazzariMarzano.
YIMBY: