01/09/2026
ARTE E DIRITTO
Ecco in’ulteriore autorevole conferma di quanto la cultura sia imprescindibile per essere davvero buoni professionisti: perché la legge si studia sui codici, ma il diritto si comprende attraverso la cultura.
Nel maggio del 1954 Paul Claussen, un ragazzo americano di appena dodici anni, indirizzò una lettera a Felix Frankfurter (1882-1965), autorevole giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti. Desideroso di intraprendere un giorno la professione forense, il giovane Paul gli chiedeva quale percorso avrebbe dovuto seguire, già durante gli anni della scuola, per prepararsi nel modo più adeguato allo studio e all'esercizio del diritto.
La risposta di Frankfurter, tanto semplice nella forma quanto profonda nel contenuto, è una limpida dichiarazione del valore imprescindibile della cultura nella formazione del giurista. Il giudice invita il ragazzo a non preoccuparsi anzitempo di acquisire nozioni tecniche, poiché lo studio del diritto, per essere davvero fecondo, deve poggiare su solide fondamenta umanistiche.
Prima ancora di conoscere le leggi, occorre infatti imparare a conoscere l'uomo: le sue passioni, le sue fragilità, i suoi conflitti e le molteplici forme attraverso le quali egli ha dato espressione alla propria esperienza. La letteratura, la poesia, la pittura e la musica non costituiscono dunque ornamenti accessori del sapere, ma strumenti essenziali per affinare l'intelligenza, educare la sensibilità, alimentare l'immaginazione e acquisire quella chiarezza di pensiero senza la quale non può esservi autentica comprensione del diritto.
Nella visione di Frankfurter, il buon giurista non è un mero conoscitore di norme, bensì un interprete consapevole della complessità delle vicende umane. Solo una cultura ampia, viva e profondamente assimilata può offrirgli la capacità di cogliere le molte sfumature della realtà e di comprendere il diritto non come un sistema astratto e isolato, ma come espressione della storia, della società e dell'animo umano.
È questo il prezioso insegnamento racchiuso nella lettera che il giudice rivolse al giovane Paul:
Mio caro Paul,
Nessuno può considerarsi un giurista veramente competente se non è anche un uomo di cultura. Se fossi in te, dimenticherei qualsiasi preparazione tecnica in materia di legge.
Il modo migliore per prepararsi al diritto è quello di diventare una persona che legge molto. Solo così si può acquistare la capacità di usare la lingua inglese - nello scritto e nell'orale - e quell'abitudine al pensiero chiaro che solo una vera educazione liberale può donare.
Non meno importante per un avvocato è coltivare le proprie facoltà immaginative leggendo poesie, osservando grandi dipinti, nell'originale o in riproduzioni facilmente accessibili, e ascoltando ottima musica.
Riempi la tua mente con il patrimonio di molte buone letture, e amplia e approfondisci i tuoi interessi. Il tuo interesse professionale troverà poi ampi sbocchi in seguito.
Sinceramente tuo,
Felix Frankfurter
(Giuseppe Arcimboldo, Il bibliotecario, 1562, olio su tavola)