Avvocato Luisa Di Giacomo

Avvocato Luisa Di Giacomo Esperta nella protezione e sicurezza dei Dati. Tips per la vostra tutela nel mondo digitale e non solo. Nuovi video ogni settimana.

Apro gli occhi sul mio cinquantesimo compleanno e, siccome non era per niente scontato arrivarci, già mi sembra cosa buo...
29/07/2026

Apro gli occhi sul mio cinquantesimo compleanno e, siccome non era per niente scontato arrivarci, già mi sembra cosa buona e giusta.

Da bambina mi sembrava l’età degli adulti veri. Da grande ho scoperto che gli adulti veri non esistono.

Esistono persone che fanno del loro meglio, sbagliano parecchio, cambiano idea, ricominciano, perdono, ritrovano, si innamorano, si disinnamorano, costruiscono case, comunità, sogni e, ogni tanto, anche se stesse.

Io oggi sono qui.

Con qualche ruga in più, qualche cicatrice che non avevo preventivato, molte persone da ringraziare, una curiosità che non mi ha mai abbandonata e una gran voglia di vedere dove porta la strada da qui in avanti.

Se i primi cinquant’anni mi hanno insegnato qualcosa è che quasi niente va come avevi programmato. E, a pensarci bene, per fortuna.

Pensavo che a quest’età avrei avuto risposte.

Invece ho molte più domande.

Per fortuna, però, ho imparato che non tutte hanno bisogno di una risposta immediata: alcune hanno solo bisogno di tempo, altre di silenzio e altre ancora di un cane che ti guarda come se fossi la persona più importante del mondo.

Per il resto, vedremo. Non lo so se i cinquanta sono i nuovi quaranta, non lo so se è vero che la vita comincia adesso, non lo so se “il meglio deve ancora ve**re”.

So, però, che ho ancora voglia di scoprirlo. E, per oggi, mi sembra che vada benissimo così.

Buon compleanno a me 🎂🎁🎉

29/06/2026

ANONIMIZZARE I DATI QUANDO SI USA L’AI

Ci sono frasi che fanno sorridere un DPO. E poi ci sono frasi che gli fanno ve**re un tic all’occhio.

“Abbiamo anonimizzato.”

Davvero?

Perché sostituire i nomi con delle iniziali, cancellare una colonna di Excel o togliere il codice fiscale non significa automaticamente aver anonimizzato i dati.

Nella maggior parte dei casi si tratta di pseudonimizzazione, non di anonimizzazione. E la differenza è enorme: i dati pseudonimizzati sono ancora dati personali e continuano a essere soggetti al GDPR.

Prima di caricare documenti su uno strumento di AI, vale sempre la pena fermarsi un minuto e chiedersi: quei dati sono davvero anonimi oppure potrebbero ancora essere ricondotti, direttamente o indirettamente, a una persona?

Perché tra “abbiamo anonimizzato” e “abbiamo davvero anonimizzato” passa tutta la differenza tra una buona pratica e un problema.

🌈 Oggi è il Pride. E la truppa della Restanza ha qualcosa da dire.Salvador, il lama q***r, è salito sul tavolo della cuc...
06/06/2026

🌈 Oggi è il Pride. E la truppa della Restanza ha qualcosa da dire.

Salvador, il lama q***r, è salito sul tavolo della cucina con un boa di piume e ha dichiarato:

“Essere sé stessi non dovrebbe richiedere coraggio. Dovrebbe richiedere soltanto spazio.”

Restanzo ha annuito lentamente.

Bertilla ha aggiunto che anche le galline hanno diritto a farsi gli affari propri.

E in fondo è questo il punto.

I diritti civili e la privacy hanno una radice comune: la libertà.

La libertà di dire chi sei.
La libertà di non dirlo.
La libertà di amare chi ami.
La libertà di custodire parti di te che appartengono solo a te.

Alla Restanza pensiamo che una società civile sia quella in cui nessuno deve nascondersi e nessuno deve essere costretto a mostrarsi.

Come dice sempre Salvador:

“Il Pride è il diritto di essere visibili. La privacy è il diritto di scegliere quando esserlo.”

🌈🐾

Con affetto, piume, zoccoli e un po’ di glitter,
la Truppa della Restanza 🌈

Ho aperto una newsletter.Lo so. Nel 2026 non sembra esattamente l’idea più rivoluzionaria del mondo.Viviamo circondati d...
05/06/2026

Ho aperto una newsletter.

Lo so. Nel 2026 non sembra esattamente l’idea più rivoluzionaria del mondo.

Viviamo circondati da informazioni, notifiche, contenuti, aggiornamenti e opinioni. Abbiamo strumenti straordinari per produrre, condividere e consumare conoscenza. Eppure continuo ad avere l’impressione che stiamo dedicando sempre meno tempo a una domanda fondamentale: che cosa sta succedendo alle persone?

Da anni mi occupo di privacy, protezione dei dati, cybersecurity, intelligenza artificiale e diritto digitale. Continuerò a farlo. Ma negli ultimi tempi mi sono accorta che tutte queste discipline mi portavano sempre più spesso verso la stessa domanda:

come restiamo umani mentre costruiamo tecnologie sempre più potenti?

Da questa domanda nasce La Restanza – AI, diritto e persone.

Una newsletter in cui parleremo di tecnologia, diritto, lavoro, identità, attenzione, relazioni e di tutte quelle conversazioni che, almeno a me, sembrano sempre meno separabili.

E sì, a un certo punto compariranno anche uno yak filosofo, una gallina che dice sempre la verità, un lama teatrale e una casa sulle colline del Monferrato.

Il numero zero esce domani.

Se ti va di leggere, il link è in bio.

Se ti va di restare, ancora meglio.

IL MEGLIO È NEMICO DEL BENE.Lo ripeto da anni ai clienti, agli studenti, alle aziende e, a quanto pare, ogni tanto devo ...
31/05/2026

IL MEGLIO È NEMICO DEL BENE.

Lo ripeto da anni ai clienti, agli studenti, alle aziende e, a quanto pare, ogni tanto devo ricordarlo anche a me stessa.
Sono mesi che lavoro a cose nuove: un nuovo sito, una newsletter diversa, un progetto editoriale e una casa piena di idee che si chiama La Restanza. Ogni volta che pensavo di essere pronta, trovavo qualcosa da migliorare. Un dettaglio da sistemare. Un contenuto da riscrivere. Una strategia da perfezionare.
Poi mi sono resa conto di una cosa piuttosto scomoda. Molto spesso non aspettiamo la perfezione perché siamo scrupolosi. Aspettiamo la perfezione perché abbiamo paura.
Paura di partire. Paura di sbagliare. Paura che i nostri sforzi e le nostre idee non vengano riconosciuti…
Il problema è che, mentre aspettiamo la versione perfetta, la vita continua a passare e i progetti restano chiusi nei cassetti.
Così ho deciso di fare una cosa rivoluzionaria.

Partire.

Con una versione imperfetta. Con idee che cresceranno nel tempo. Con stanze ancora da arredare. Con qualche quadro ancora da appendere.

Ma partire.

Per questo oggi apro ufficialmente le porte di una nuova casa digitale.

📍 www.luisadigiacomo.it

Troverete articoli, riflessioni, tecnologia, diritto, intelligenza artificiale, privacy, cybersecurity e qualche domanda scomoda.
Troverete anche La Restanza, che è un luogo sulle colline del Monferrato e, allo stesso tempo, un modo di guardare il mondo.
E troverete una newsletter che nasce con un’ambizione molto semplice: provare a capire come restare umani nell’epoca artificiale.

Se vi va, accomodatevi.

La casa non è perfetta. Ma il caffè è già sul fuoco.

LA RESTANZA E LA@NUOVA FERRARI. Ferrari Luce. Sembra il nome di una lampada di design da 99,99 euro compatibile con Alex...
26/05/2026

LA RESTANZA E LA@NUOVA FERRARI. Ferrari Luce.

Sembra il nome di una lampada di design da 99,99 euro compatibile con Alexa.
E già questo dovrebbe preoccuparci.

Ma la parte più surreale è un’altra.

La Ferrari è una delle pochissime cose al mondo che nessuno ha mai comprato per razionalità. Tanto meno per necessità.

Se ti puoi permettere una Ferrari, te la compri per lo status, per il brivido e per il rumore. Per quel momento in cui accendi il motore e il vicinato capisce che hai problemi di ego importanti.
E chi non ti vede, sicuramente ti sente.

E invece oggi leggo: però il bagagliaio è spazioso.
Certo. Perché tutti almeno una volta nella vita hanno pensato: bella la Ferrari, ma le manca capacità di carico. Ma per favore.

Il punto non è il motore elettrico. (Cioè sì. Ma non solo.)
Il punto è cosa succede quando qualcosa di profondamente identitario inizia lentamente a trasformarsi in qualcosa di più adatto a tutti.

Succede ai brand. Succede alle persone.

Smussiamo gli angoli. Abbassiamo il volume.
Diventiamo più efficienti, più rassicuranti, più compatibili con il mercato.

E attenzione: spesso funziona.

Piacciamo a più persone. Disturbiamo meno.
Siamo più facili da consumare.

Ma a forza di renderci accessibili, rischiamo di diventare intercambiabili.

E il mondo si riempie di cose perfette, artificiali, intelligenti. Che però non lasciano nessuna traccia.

Finché una Ferrari non fa più rumore.

E noi nemmeno.

Oggi è l’8 marzo.  E come ogni anno compariranno mimose, citazioni motivazionali e qualche post sulla “forza delle donne...
08/03/2026

Oggi è l’8 marzo.
E come ogni anno compariranno mimose, citazioni motivazionali e qualche post sulla “forza delle donne”.

Permettetemi una piccola eresia.

Io non credo che le donne abbiano bisogno di essere celebrate.
Le donne hanno bisogno di essere prese sul serio. Anche se sanno essere belle, sexy, desiderabili.

Sul serio quando parlano in una riunione e qualcuno ripete la stessa idea cinque minuti dopo prendendosene il merito.
Sul serio quando firmano un contratto, guidano un’azienda o dirigono un team.
Sul serio quando studiano, lavorano, costruiscono competenze e non desiderano essere chiamate “quote”.

Sul serio quando fanno ricerca, quando scrivono codice, quando interpretano una norma, quando prendono decisioni difficili.

Perché il vero problema non è l’assenza di mimose.
Il problema è l’assenza di riconoscimento.

E questo tema oggi riguarda anche il mondo che studio e in cui lavoro: tecnologia, dati, intelligenza artificiale.

Gli algoritmi non sono neutrali.
I dataset non sono neutri.
Le scelte di progettazione non sono neutre.

Se i sistemi vengono progettati da gruppi omogenei, con le stesse esperienze, gli stessi bias e le stesse prospettive, il risultato è semplice: anche la tecnologia finirà per replicare quelle stesse asimmetrie.

Per questo la questione femminile non è una questione “di genere”.
È una questione di qualità delle decisioni.

Più pluralità significa sistemi migliori.
Più prospettive significa tecnologia più giusta.
Più competenze femminili significa innovazione più intelligente.

Non servono celebrazioni rituali.
Servono tavoli decisionali aperti.

Non servono slogan.
Servono spazio, voce e responsabilità.

E magari, un giorno, l’8 marzo smetterà di essere una festa.
Perché sarà diventato semplicemente un giorno normale.

Il giorno in cui nessuna donna dovrà più dimostrare due volte di meritare il posto che occupa.

La privacy non è un lusso da giuristi.Non è nemmeno una fissazione da “quelli che hanno qualcosa da nascondere”.È una co...
30/01/2026

La privacy non è un lusso da giuristi.
Non è nemmeno una fissazione da “quelli che hanno qualcosa da nascondere”.

È una condizione della libertà.

Ogni volta che normalizziamo la sorveglianza, ogni volta che diciamo “tanto non mi importa”, ogni volta che accettiamo che qualcuno sappia tutto di noi in nome della sicurezza, dell’efficienza, dell’algoritmo, o della SICUREZZA NAZIONALE stiamo spostando un confine.

E i confini, quando si spostano piano,
quasi non si vedono.

La storia insegna una cosa molto semplice:
il controllo totale non nasce mai come oppressione, nasce sempre come soluzione.

Oggi non servono schedature cartacee.
Bastano dati, profili, tracciamenti, correlazioni.
E un potere che decide come usarli.

Difendere la privacy oggi significa proteggere il futuro nostro e dei nostri figli, e la libertà.

Perché senza uno spazio non osservato,
senza una zona di opacità,
la libertà diventa solo una parola. Vuota, come ben stiamo vedendo in questo periodo storico buio.

Se ti sei laureato in giurisprudenza e ti senti confuso, spaesato, un po’ perso, lascia che te lo dica subito: è normale...
22/01/2026

Se ti sei laureato in giurisprudenza e ti senti confuso, spaesato, un po’ perso, lascia che te lo dica subito: è normale.
Non c’è niente che non va in te.

Non devi avere tutto chiaro adesso. Nessuno ce l’ha davvero, anche se molti fanno finta. La verità è che all’inizio ci si muove a tentoni, si sbaglia, si cambia idea, si pensa di aver scelto la strada sbagliata almeno una volta a settimana.

Sbagliare non rovina una carriera.
Essere incerti non significa essere incapaci.
Avere paura non vuol dire non essere portati.

Io non avevo punti di riferimento. Non sapevo che tipo di avvocato sarei diventata. Ho fatto scelte giuste e scelte discutibili, ho cambiato direzione più volte, ho dubitato spesso di me stessa. Eppure, passo dopo passo, la strada si è costruita camminando.

Il diritto è molto più ampio di come ve lo raccontano all’università. Non esiste un solo modo “giusto” di essere avvocati. Esiste il modo che, con il tempo, assomiglia a te.

Concediti il diritto di non sapere ancora.
Concediti il tempo di capire.
Concediti di crescere.

Se ti va, raccontami nei commenti dove sei adesso o cosa ti sta mettendo più in difficoltà.
Leggo tutto ❤️

07/01/2026

Gli USA hanno condotto un’operazione a Caracas, catturato Maduro e lo stanno processando a New York.
Nel diritto internazionale la regola è una: non puoi usare la forza nel territorio di un altro Stato, art. 2 Carta ONU.
Diventa legale solo in tre casi: autorizzazione ONU, legittima difesa con attacco armato e proporzionalità, o consenso valido del Venezuela.
Se manca una di queste basi, è una violazione della Carta ONU e della sovranità. E in più c’è un tema tecnico: le immunità del capo di stato. Provo a spiegarti quello che è successo in tre minuti solo da un punto di vista giuridico

Indirizzo

Corso Giacomo Matteotti, 44, Torino TO
Turin
10121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+390115623588

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Avvocato Luisa Di Giacomo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare