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Hai pagato la banca cessionaria a cui il tuo fornitore ha ceduto il credito? Attenzione: potresti doverlo pagare una sec...
25/10/2026

Hai pagato la banca cessionaria a cui il tuo fornitore ha ceduto il credito? Attenzione: potresti doverlo pagare una seconda volta...

Lo spiega la Cassazione con la sentenza n. 27603 del 22 ottobre 2026.

Il caso in breve. Un’azienda cede a una banca i crediti verso i propri clienti, per garantire un finanziamento. I clienti pagano direttamente la banca. Poi l’azienda chiede il concordato preventivo.

Il problema nasce se la cessione è stata notificata al cliente, o da lui accettata, solo dopo la domanda di concordato. In quel caso la cessione non vale nei confronti dei creditori dell’azienda. Il pagamento fatto alla banca può quindi non liberare il cliente, al quale potrebbe essere chiesto di pagare di nuovo.

E la banca? Trattiene le somme. Recuperare quanto versato tocca al cliente, con tempi e costi a suo carico.

👉 Cosa significa per te
Prima di pagare la banca cessionaria, controlla se il creditore sta cercando di accedere ad uno degli strumenti di regolazione della crisi e quando ti è stata notificata la cessione: la data deve essere certa e anteriore all’eventuale domanda di concordato del tuo fornitore.

In caso di dubbio, valuta con un legale chi devi pagare.

Per un consiglio sulla tua situazione, scrivici.

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Avere milioni di crediti non significa poter pagare i debiti.Lo ha ribadito la Cassazione con l’ordinanza n. 26893 del 1...
18/10/2026

Avere milioni di crediti non significa poter pagare i debiti.
Lo ha ribadito la Cassazione con l’ordinanza n. 26893 del 15 ottobre 2026.

Il caso in breve. Una cooperativa aveva a bilancio circa 190 milioni di crediti da Superbonus. Ma sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate ne risultavano solo 25 circa, molti erano contestati e in cassa c’era pochissimo. I debiti superavano gli 86 milioni. La società si è difesa così: è solo una mancanza temporanea di liquidità, i crediti ci sono.

La Cassazione non è d’accordo. Un’impresa è insolvente quando non riesce a pagare i debiti con regolarità e con mezzi normali. Conta quanto e quando i crediti possono diventare denaro, non la cifra scritta a bilancio.

C’è poi un secondo punto, importante per ogni imprenditore in difficoltà. Quando un creditore chiede la liquidazione giudiziale, l’impresa può ancora proporre un concordato, ma solo entro la prima udienza, anche se quel giorno il giudice si limita a rinviare. Qui la domanda è arrivata oltre due mesi dopo: troppo tardi.

👉 Cosa significa per te
Se la tua impresa attraversa una crisi, non aspettare l’iniziativa dei creditori. Gli strumenti per uscirne esistono, ma hanno tempi precisi.

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Il Notaio non deve solo rendere valido un atto. Deve renderlo anche utile.Lo ha ribadito la Cassazione con l’ordinanza n...
11/10/2026

Il Notaio non deve solo rendere valido un atto. Deve renderlo anche utile.

Lo ha ribadito la Cassazione con l’ordinanza n. 26423 del 7 ottobre 2026.

Il caso in breve. Una società prende in affitto un’attività di ristorazione con affittacamere, immobile compreso. Fa lavori, chiede un mutuo. Poi deve andarsene: l’immobile era già pignorato, e risultava dai registri pubblici.

Il Notaio si era difeso così: non era una vendita, quindi non dovevo controllare. E poi la parte aveva dichiarato che non c’erano vincoli.

La Cassazione non è d’accordo. Se l’immobile è indispensabile per l’attività, il Notaio deve verificare che non ci siano ostacoli, anche quando non c’è una compravendita. E la semplice dichiarazione della parte non basta a liberarlo dalla responsabilità.



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🏠 Hai ereditato un immobile con problemi di irregolarità edilizìa?Non bloccare tutto in attesa di risolvere quell'unico ...
05/10/2026

🏠 Hai ereditato un immobile con problemi di irregolarità edilizìa?

Non bloccare tutto in attesa di risolvere quell'unico problema.

La Cassazione lo conferma: l'abuso su un immobile non paralizza la divisione dell'intera eredità. Si può procedere con gli altri beni, anche senza il consenso di tutti gli eredi.

E non è l'unico principio utile da conoscere:

📌 Chi gestisce un bene ereditario deve rendere conto dei frutti — ma ha diritto al rimborso delle spese sostenute.

📌 Le migliorie apportate da un erede si calcolano al netto delle detrazioni fiscali già percepite.

📌 La sentenza di divisione non è eseguibile subito: niente rilascio anticipato, niente conguaglio immediato prima del giudicato.

Una comunione ereditaria con un immobile irregolare non è una trappola senza uscita. È una situazione che si gestisce, con gli strumenti giusti.

(Cass. civ., Sez. II, n. 25955/2026)

Non si può scrivere di tutto sui social. Quando la critica diventa molestia discriminatoria. A volte evitare la diffamaz...
27/09/2026

Non si può scrivere di tutto sui social. Quando la critica diventa molestia discriminatoria. A volte evitare la diffamazione non basta.

Direi che in questo periodo è particolarmente interessante.

Criticare una religione, un'ideologia o un regime politico è lecito, anche con toni duri. È diverso attaccare le persone in quanto tali, per la loro origine o la loro fede.

Il Tribunale di Torino (sent. n. 4423/2026) si è occupato di un personaggio noto che aveva pubblicato su Facebook post rivolti in modo generalizzato a musulmani e nordafricani. Uno di questi post collegava la nazionalità alla commissione di reati, un altro definiva un uomo "l'ennesimo nordafricano islamico delinquente".

Per il giudice questa non è libertà di opinione. È molestia discriminatoria, perché contribuisce a creare un clima ostile e offensivo verso un intero gruppo di persone.

👉 Non conta se chi scrive voleva offendere: conta l'effetto delle sue parole.
👉 Anche una sola parola, come "ennesimo", può trasformare un fatto di cronaca in un giudizio su tutta una categoria.
👉 Più l'autore è seguito e più il post circola, più il danno è grave.

Il risultato è stato una condanna a pagare 20.000 euro di risarcimento, a rimuovere i post e a pubblicare il dispositivo della sentenza sulla propria pagina Facebook per 60 giorni.

Sui social si risponde di ciò che si scrive come in qualunque altro luogo. Anche senza diffamazione.

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Sono un consumatore e ho perso una causa senza sapere che il contratto aveva clausole abusive: posso rimediare anni dopo...
20/09/2026

Sono un consumatore e ho perso una causa senza sapere che il contratto aveva clausole abusive: posso rimediare anni dopo?

Una domanda interessante che ora dovrà affrontare la Corte di Cassazione.

Il caso: una persona firma un finanziamento, non riesce più a pagare le rate, arriva un decreto ingiuntivo. Si oppone in tribunale, ma perde: la sentenza diventa definitiva. Il problema? Nessuno si è mai accorto che il contratto conteneva clausole potenzialmente "abusive" (interessi di mora sproporzionati, penali troppo alte per un ritardo minimo).

Ecco il nodo: se la causa esiste già ed è finita con una sentenza definitiva, si può comunque tornare indietro per far valere quelle clausole?

Le regole attuali sembrerebbero dire di no: una volta che una sentenza passa in giudicato (cioè non è più impugnabile), normalmente "copre" tutto quello che si poteva sollevare e non si è sollevato. Ma la Corte di giustizia europea ha più volte affermato che, quando si tratta di proteggere i consumatori da clausole abusive, un controllo che non c'è mai stato non può essere "sanato" solo perché il tempo è passato.

Il Tribunale di Napoli ha quindi chiesto alla Cassazione di sciogliere il nodo, prima che la stessa domanda si ripresenti in tanti altri processi.

Attendiamo cosa dirà la Cassazione, ma nel frattempo controlliamo i contratti

13/09/2026

Ho ristrutturato casa prima di venderla: sono comunque responsabile se emergono difetti?

Sì, secondo la Cassazione (n. 25140/2026).

Il caso: una società compra un complesso alberghiero appena ristrutturato. Dopo un po' iniziano i problemi: infiltrazioni, impianti che non funzionano bene. La società che ha venduto si difende dicendo "io ho venduto una casa, non ho costruito niente — rispondo solo delle regole della compravendita".

La Cassazione dice di no: se hai fatto tu i lavori di ristrutturazione (anche solo dirigendoli, senza fare i lavori materialmente), rispondi come farebbe un'impresa edile. Non conta l'etichetta del contratto (vendita), conta la sostanza (hai costruito/ristrutturato tu).

E c'è un secondo punto interessante, utile a sapere per chiunque compri casa: quanto tempo hai per lamentarti dei difetti? Un anno — ma da quando? Non da quando noti la prima macchia di umidità, ma da quando capisci davvero cosa c'è che non va e perché. Nel caso specifico, il termine è partito solo dal momento in cui una perizia tecnica ha chiarito la causa delle infiltrazioni, non da quando si sono viste le prime tracce.

Una sentenza che tutela chi compra: i difetti gravi restano "coperti" più a lungo di quanto si pensi, perché serve davvero capire il problema prima di poter (e dover) agire.

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06/09/2026

Quando i debiti nascono dall'aver aiutato chi amiamo

Il Tribunale di Cuneo ha aperto una procedura di "liquidazione controllata" per una donna che si era indebitata per oltre 646.000 euro firmando garanzie a favore del marito imprenditore, poi finito in difficoltà economica.

Cosa dice il giudice? Due cose importanti:

✅ Il fatto di essersi esposta per aiutare il coniuge non le impedisce di accedere alla procedura che le permette di ripartire. Se ci sia stata o meno imprudenza si valuterà solo più avanti, quando si deciderà se cancellarle definitivamente i debiti residui.

✅ Nel calcolare quanto le resta ogni mese per vivere (700 euro netti, nel suo caso), il giudice ha guardato anche a quanto guadagnano marito e figlio che vivono con lei — perché le spese di casa si dividono, non ricadono su una persona sola.

Una vicenda che riguarda tante famiglie: chi firma per un parente o un coniuge in difficoltà può, senza colpa, ritrovarsi sommerso dai debiti altrui. Per fortuna, la legge prevede strumenti per uscirne.

Ogni situazione è diversa: se ti riconosci in questa storia, parlane con un professionista.

30/08/2026
27/08/2026

U.Di.S.I. organizza per i neo ds un incontro di supporto, uno Spazio di ascolto e confronto in cui saranno chiariti dubbi e fornite indicazioni operative. Iscriviti link al primo commento

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Turin
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Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
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