24/12/2024
All'udienza del 31 ottobre 2024, un avvocato ben più anziano di me mi disse che non avrei potuto vincere la causa che avevamo appena discusso; che il mio assistito avrebbe fatto bene a riconoscere le proprie responsabilità (vi assicuro, insussistenti) e a cercare un accordo, rinunciando all'appello della sentenza penale emessa in primo grado; che avrei dovuto mettermi l'anima in pace perché "i giudici decidono per antipatia e simpatia". Pochi giorni dopo è stato pubblicato il dispositivo della sentenza, che riconosce l'estraneità del mio assistito ai fatti che gli venivano penalmente imputati (non sono ancora note le relative motivazioni, per le quali sicuramente seguirà un post a parte, data la rilevanza della vicenda nelle vite di ciascuno di noi).
Con oggi, a parte qualche leggero impegno previsto per il 27 dicembre, terminano le attività professionali di questo studio legale previste per il 2024. Oggi, dunque, alla luce delle brillanti vittorie e delle inevitabili sconfitte ottenute, termina un anno densissimo di impegni. Mai come quest'anno la formazione continua e lo studio "matto e disperatissimo" hanno potuto davvero fare la differenza, tanto nella vita di questa attività legale, quanto nelle vite delle persone che a questo studio legale hanno affidato le loro esistenze.
Sono orgoglioso dei risultati raggiunti, e un po' triste per quelli che non sono riuscito ad ottenere; tuttavia, mai come quest'anno mi sento maturamente consapevole che valori (umani, prima che professionali) come l'impegno, la passione, la dedizione, lo spirito di iniziativa e la costanza possono cambiare il nostro piccolo mondo e quello di chi ci affida, con stima e fiducia, la propria esistenza.
A come Lino, Giuseppina e Sabino, a come Mimmo, a come Massimo, a (neo) come Caterina, Elena e Lara, a come Dino, Giulia, Rosa, Oronzo, Claudio e Giuseppe, va il mio più sentito ringraziamento; è a loro che va il mio affetto, principalmente perché il loro iniziale senso di impotenza (condiviso con me, allora perfetto estraneo, quando, per la prima volta, hanno varcato l'ingresso di questo studio legale) si è oggi trasformato in certezza dei propri diritti e gioia smisurata; è a loro che si rivolge il mio cuore nel ringraziarli per quello che dicono di me e fanno per me (dai cornetti per me e mia moglie la domenica mattina fino alla "messa a disposizione" per ogni necessità pratica); è per loro (e grazie a loro) che questo studio legale vive di vita propria, nonostante il carico di lavoro a cui sono soggetto tra insegnamento a scuola e conduzione dell'attività forense.
Per tali ragioni, sono grato alla vita di ciò che ho; continuerò, perciò, a dare alla vita la stessa bellezza che sta mettendo nelle mie mani, senza mai dimenticare il motto del mio studio legale: «Aequam memento rebus in arduis servare mentem»!
Al netto di questi bilanci di fine anno, colgo l'occasione per porgere, anche da parte di mia moglie Ada Chimienti, i più cari auguri di buone feste 😊