12/07/2026
[IN RICORDO DI GIORGIO AMBROSOLI]
La figura di Giorgio Ambrosoli emerge i tutta la sua semplice grandezza in questa lettera:
“… sono pronto per il deposito dello stato passivo della BPI, atto che ovviamente non soddisferà molti e che è costato una bella fatica. Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che il dover trattare con gente di ogni colore e risma non tranquillizza affatto. E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica per fare qualcosa per il Paese.
Ricordi i giorni dell’UMI (Unione Monarchica Italiana), le speranze mai realizzate di far politica per il Paese e non per i partiti: ebbene, a quarant’anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito… Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto. (…) Abbiano coscienza dei lori doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il Paese, si chiami Italia o si chiami Europa.
Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell’altro… Sarà per te una vita dura, ma sei una brava ragazza te la caverai…”
Sono questi alcuni dei passaggi più significativi della lettera-testamento, datata 25 Febbraio 1975, che l’avvocato Giorgio Ambrosoli, scrisse alla moglie Annalori, e che lei un giorno scoprì tra le sue carte.
📰 L’11 luglio 1979 a Milano veniva assassinato l’Avv. Giorgio Ambrosoli, commissario unico liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona.
Studio Legale Alagna