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𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐢 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢. “Non arrivo a fine mese, non posso p...
17/10/2026

𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐢 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢.

“Non arrivo a fine mese, non posso pagare l'assegno."
Poi, su Facebook: l'estate in barca a Favignana, il SUV nuovo, le cene al ristorante ogni fine settimana.

Succede più spesso di quanto si pensi. Ed è qui che entra in gioco l'OSINT: la ricerca e l'analisi di informazioni da fonti pubbliche, come social, registri camerali, siti aziendali e annunci online.

In una causa di famiglia può aiutare a dimostrare:
▪️ un tenore di vita ben diverso dai redditi dichiarati
▪️ un lavoro "in nero" o un'attività non dichiarata
▪️ l'indipendenza economica di un figlio maggiorenne
▪️ condotte rilevanti per l'affidamento dei figli

Attenzione però: vale solo ciò che è pubblico. Entrare nel telefono o nell'account dell'altro, leggere chat private o creare profili falsi non è OSINT. Sono condotte che possono costituire reato e rendere la prova inutilizzabile.

Una prova raccolta male non aiuta: si ritorce contro chi la produce. Prima di muoverti, parlane con il tuo avvocato.

𝐓𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢? 𝐏𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐥'𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚. La decadenza dalla responsabilità ge...
15/10/2026

𝐓𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢? 𝐏𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐥'𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚.

La decadenza dalla responsabilità genitoriale è una delle misure più dolorose che un tribunale possa adottare. Con l'ordinanza n. 1671 del 25 gennaio 2026, la Corte di Cassazione ricorda che non è una punizione per i genitori "inadeguati", ma una misura di extrema ratio: si può disporre solo quando c'è un pregiudizio grave, attuale e concreto per il minore, e solo se ogni altro intervento di sostegno si è rivelato insufficiente.

Il caso riguardava una bambina il cui padre e la cui madre erano stati dichiarati entrambi decaduti, con affidamento della piccola ai nonni paterni. A pesare erano soprattutto i precedenti provvedimenti sugli altri figli della madre, le difficoltà nel percorso al Ser.D., il degrado abitativo e la presunta passività del padre. Tribunale per i Minorenni e Corte d'Appello avevano confermato tutto.

La Cassazione ha annullato la decisione, per tre ragioni che vale la pena conoscere:
• il passato non basta: i provvedimenti riguardanti altri figli non possono tradursi automaticamente in un giudizio negativo sul genitore oggi;�• la negligenza di un genitore non si "trasferisce" all'altro: ciascuno va valutato per ciò che ha fatto;�• l'onere della prova spetta all'autorità giudiziaria, non ai genitori, che non devono dimostrare di "non essere colpevoli".
La Corte ha anche censurato una motivazione ritenuta solo apparente, che si limitava ad aderire alla decisione di primo grado senza esaminare le prove portate dalla madre, tra cui il monitoraggio medico di una successiva gravidanza e la nascita di un figlio sano.

Il principio di fondo è chiaro: il minore ha diritto a crescere nella propria famiglia d'origine, e lo Stato può interrompere quel legame solo dopo un accertamento rigoroso, attuale e motivato.

Se stai affrontando un procedimento davanti al Tribunale per i Minorenni, è importante farsi assistere fin dall'inizio: ogni elemento di cambiamento e di recupero può fare la differenza.

𝐋𝐞𝐢 𝐥𝐨 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐚. 𝐏𝐞𝐫 𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐫𝐚 "𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀". 𝐋𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐧𝐨.Schiaffi, graffi, colpi. Episodi in va...
11/10/2026

𝐋𝐞𝐢 𝐥𝐨 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐚. 𝐏𝐞𝐫 𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐫𝐚 "𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀". 𝐋𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐧𝐨.

Schiaffi, graffi, colpi. Episodi in vacanza, in casa, persino alla laurea di una figlia. In parte documentati da fotografie, e uno confermato dal consulente tecnico durante le operazioni peritali.

Per la Corte d'Appello di Milano erano solo il segno di una crisi "già irreversibile", dentro una generica "conflittualità di coppia". Il motivo? A essere violenta, secondo quanto dedotto dal marito, era la moglie.

La Cassazione non è stata d'accordo. Con l'ordinanza n. 24783 del 26 agosto 2026 ha cassato la sentenza e ha rinviato la causa a Milano. I giudici d'appello dovranno esaminare quegli episodi uno per uno, perché non lo avevano fatto e non avevano motivato il rigetto delle prove chieste dal marito.

Il principio è chiaro e consolidato. Le violenze fisiche e morali ripetute sono di per sé incompatibili con i doveri coniugali. Possono bastare da sole a rendere intollerabile la convivenza e a far pronunciare l'addebito della separazione a chi le commette. Questo vale chiunque sia l'autore.

C'è anche una conseguenza economica. La questione dell'assegno di mantenimento, che in appello era stato portato a 25.000 euro al mese, resta aperta. Dovrà essere rivalutata insieme alle responsabilità nella crisi coniugale.

Il messaggio va oltre il singolo caso. La violenza non può essere archiviata come "semplice litigio", e chi la subisce ha diritto che il giudice la guardi in faccia, uomo o donna che sia.

⚖️ In una separazione, chi ha la responsabilità della fine del matrimonio conta, e va provato con rigore.

𝐔𝐧 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨, 𝐮𝐧'𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨, 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨. 𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚?Il padre non aveva dato il consenso. La madre aveva ant...
10/10/2026

𝐔𝐧 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨, 𝐮𝐧'𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨, 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨. 𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚?

Il padre non aveva dato il consenso. La madre aveva anticipato tutto: retta universitaria, affitto, trasferimento. In primo grado il giudice le aveva riconosciuto solo metà delle somme. La Corte d'Appello di L'Aquila ha deciso diversamente.

Il caso, deciso con la sentenza n. 953/2025, ruota attorno a una clausola molto frequente negli accordi di separazione: il padre era tenuto al rimborso integrale delle spese straordinarie per il figlio, ma solo se concordate. Non avendo condiviso la scelta dell'accademia milanese e dell'alloggio fuori sede, si era opposto al pagamento. Il Tribunale di Lanciano gli aveva dato parzialmente ragione, riducendo il rimborso alla metà.

La Corte ha riformato la decisione, riconoscendo alla madre il diritto al rimborso integrale. Il fondamento è nell'art. 30 della Costituzione: il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli secondo le loro capacità e inclinazioni prevale sulla clausola del "preventivo concerto". Il difetto di consenso, dunque, non determina di per sé la perdita del diritto al rimborso. Spetta al giudice verificare, a posteriori, che la spesa risponda all'interesse del figlio e sia proporzionata alle risorse economiche dei genitori. Nel caso esaminato, entrambe le condizioni risultavano pienamente soddisfatte.

Si tratta di una pronuncia di merito, in linea con l'orientamento della Corte di Cassazione, che va sempre calata nelle circostanze del caso concreto. Il dialogo tra genitori resta la via maestra, ma il disaccordo dell'uno non può tradursi in un ostacolo alle legittime aspirazioni formative del figlio.

Per un approfondimento sulla propria situazione, è possibile contattare lo studio.

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La Cassazione ha fatto chiarezza con una sentenza recente (n. 18410/2026), distinguendo il conflitto genitoriale dal reato vero e proprio.

👉 Ne parliamo nella pillola di oggi.

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👨‍👩‍👧 Nella pillola di oggi facciamo chiarezza, anche alla luce della recente Cassazione.

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11/08/2026

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informativa e divulgativa e non costituisce consulenza legale. Ogni caso concreto presenta elementi peculiari che richiedono una valutazione specifica da parte di un professionista.

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