03/09/2021
Io, avvocato, chiedo: perché il green pass al bar e non in tribunale?
Green pass, il ministro Bianchi: «Lo controlleranno i presidi»
La lettera di un avvocato preoccupato per la gestione "disinvolta" degli accessi in tribunale in tempo di Covid.
Oggi, nella imminenza dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del green pass, per accedere nei vari locali, in particolare, Bar e ristoranti, mi chiedo e Vi chiedo, (sperando che riusciate a sciogliere il dubbio): che differenza c’è tra un locale adibito a bar o a ristorante al chiuso e le anguste, in alcuni casi, aule di Giustizia. Perché per poter gustare anche un solo caffè seduto all’interno del bar debbo esibire il green pass mentre per accedere in Tribunale rischio di trovarmi a contatto con persone che non solo non sono vaccinate ma che non hanno nemmeno fatto il tampone e che hanno libero accesso. È noto che per gli accessi in Tribunale, a parte le diverse misure di prevenzione per ogni Foro adottate dai vari Presidenti in piena autonomia, è sufficiente la misurazione della temperatura che, come è altrettanto noto, per la variante delta non è più un sintomo. Ciò significa che portatori del virus (avvocati, parti, testimoni, ecc.) hanno libero accesso in locali chiusi con piena facoltà di diffondere il virus attesa la inevitabile co-presenza degli stessi in aule e corridoi affollati e non aerati e non disinfettati. Lascio a Voi la facoltà di sciogliere questo mio dubbio che si sostanzia nel seguente quesito: il Bene Giustizia, lato sensu, è superiore anche alla salute dei cittadini che vengono invece privati della più elementare e diffusa abitudine di prendere un caffè o sedersi al ristorante? Chissà cosa ne pensano il Presidente del Consiglio, il Ministro della Giustizia e soprattutto quello della Salute Con cordialità,
avvocato Vittorio Supino