10/09/2026
CASE VUOTE E AFFITTI BREVI: FIN DOVE PUÒ ARRIVARE LO STATO NEL DECIDERE COSA FACCIAMO DELLA NOSTRA CASA?
La crisi abitativa esiste. Negarlo sarebbe assurdo.
A Venezia, forse più che altrove, vediamo ogni giorno quanto sia diventato difficile per una famiglia, un giovane o un lavoratore trovare una casa a un prezzo sostenibile.
Ma c’è una domanda che continuo a farmi: siamo sicuri che limitare gli affitti brevi o intervenire sulle case non utilizzate sia davvero il punto da cui partire?
Perché dietro una casa “vuota” non c’è necessariamente qualcuno che specula.
Può esserci un’eredità ancora da sistemare, una comproprietà, una ristrutturazione, una casa destinata ai figli, una persona che vive all’estero. Oppure semplicemente un proprietario che ha paura di affittare per quattro anni perché teme morosità, tempi lunghissimi per riavere l’immobile e regole che cambiano continuamente.
E allora forse dovremmo capovolgere la domanda.
Invece di chiederci come obbligare o limitare il proprietario, perché non chiedersi cosa servirebbe per convincerlo spontaneamente ad affittare a lungo termine?
Garanzie vere contro la morosità. Tempi certi per riavere l’immobile. Meno burocrazia. Una fiscalità conveniente. Regole stabili.
Probabilmente avremmo molte più case sul mercato senza bisogno di trasformare il proprietario nel responsabile della crisi abitativa.
Il diritto di proprietà non è assoluto e la nostra stessa Costituzione ne riconosce la funzione sociale.
Ma funzione sociale della proprietà non può significare che le inefficienze delle politiche abitative pubbliche vengano automaticamente trasferite sui privati.
Ed è qui che la nuova proposta europea diventa molto interessante.
Non c’è, come qualche titolo potrebbe far pensare, un “divieto europeo di Airbnb”. E nessuno sta stabilendo che una casa vuota debba obbligatoriamente essere affittata.
Si sta però costruendo un quadro che potrebbe consentire interventi molto più incisivi nelle zone dove esiste una reale pressione abitativa.
La questione, quindi, sarà capire quando una limitazione è davvero necessaria e proporzionata.
Perché una cosa è combattere gli abusi.
Un’altra è stabilire progressivamente che acquistare una casa non significhi più poter decidere liberamente, nei limiti della legge, come utilizzarla.
È un confine sottile. E credo che nei prossimi anni sarà uno dei grandi temi del diritto immobiliare.
Ho approfondito la proposta europea e soprattutto le conseguenze che potrebbe avere per proprietari, affitti brevi, case inutilizzate e città turistiche nel nuovo articolo della Biblioteca giuridica dello Studio Legale Busetto.
Leggi l'approfondimento completo 👉Affitti brevi e case vuote, l'Europa entra nella politica della casa
Voi cosa ne pensate? È giusto limitare maggiormente l’utilizzo delle abitazioni private per affrontare l’emergenza casa, oppure il problema dovrebbe essere affrontato prima con incentivi e maggiori garanzie per chi affitta?
Affitti brevi, case vuote e crisi abitativa: analisi approfondita della proposta europea, tra diritto di proprietà, proporzionalità, turismo e funzione sociale della casa.