08/05/2025
In qualità di ricorrenti incidentali nel giudizio di legittimità costituzionale tenutosi ieri mercoledì 7 maggio 2025 prendiamo atto con il dovuto rispetto istituzionale della decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato ammissibile ma non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla sesta sezione della Suprema Corte di Cassazione in merito all'abrogazione del reato di abuso d'ufficio, operata dalla legge n. 114/2024.
Il caso che ci ha visto coinvolti, riguardante l'illegittimo allontanamento di un consigliere comunale da parte di un segretario comunale condannato con doppia sentenza in primo ed in secondo grado per aver abusato dei propri poteri, rappresentava un esempio paradigmatico di quelle condotte abusive che, fino ad oggi, trovavano una risposta sanzionatoria nell'ordinamento penale.
In attesa di conoscere le motivazioni della Corte Costituzionale, che saranno pubblicate nelle prossime settimane, continueremo a vigilare utilizzando tutti gli strumenti giuridici ancora disponibili nell'ordinamento per tutelare i diritti dei cittadini e degli amministratori locali da comportamenti arbitrari.
In particolare, valuteremo attentamente le possibili azioni in sede civile per il risarcimento dei danni, considerato che, come stabilito dalla giurisprudenza anche in assenza di una specifica fattispecie penale, resta ferma l'illegittimità di condotte che, attraverso mezzi illegittimi, privino gli amministratori della possibilità di svolgere regolarmente le proprie funzioni.
La nostra fiducia nel sistema costituzionale e nel ruolo della Consulta rimane immutata, ma riteniamo doveroso sollecitate il legislatore a considerare l'introduzione di nuovi e più efficaci strumenti di tutela contro gli abusi nella pubblica amministrazione, nel rispetto dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità.