02/09/2026
Riforma multe, autovelox, e notifiche entro 30 giorni
La riforma del Codice della strada cambia le regole. Telecamere attive su più infrazioni, multe a casa in 30 giorni e sconti sui ricorsi respinti.
Gli automobilisti italiani si preparano a una vera e propria rivoluzione sulle strade. La bozza di riforma del Codice della strada introduce telecamere capaci di sanzionare più infrazioni in contemporanea e taglia i tempi di notifica dei verbali. Le nuove regole accorciano i termini per ricevere le multe a casa e cambiano in modo radicale le procedure per presentare ricorso.
Come funzionano i nuovi autovelox multipli?
Il nuovo impianto normativo cancella i vecchi limiti tecnologici degli occhi elettronici. Fino a oggi, un dispositivo in grado di rilevare diverse violazioni doveva mantenere attiva una sola funzione per volta. Con le nuove regole, gli apparecchi funzioneranno in modalità simultanea e totale. Chi accelera in prossimità di un semaforo con la speranza di passare prima dello scatto del rosso, rischia una doppia sanzione se l’autovelox rileva allo stesso tempo l’eccesso di velocità e il passaggio vietato.
Svanisce anche l’obbligo inderogabile, in vigore dall’agosto 2007, di segnalare in anticipo le postazioni di controllo della velocità. Il sistema passerà sotto il controllo di semplici decreti ministeriali, con la prospettiva di disseminare sensori a distanza ravvicinata lungo le future strade intelligenti.
Entro quanti giorni arriva la multa a casa?
I tempi di attesa per il postino subiscono un taglio drastico. Accanto al termine ordinario di 90 giorni per la contestazione differita, la legge introduce una scadenza abbreviata a 30 giorni. Questa corsia veloce si applica in via esclusiva a tutte le violazioni accertate con dispositivi automatici, come autovelox fissi, telecamere per le Zone a Traffico Limitato (Ztl), semafori e corsie di emergenza. Il ministero delle Infrastrutture giustifica il termine ridotto con due motivazioni ben precise. Da un lato, l’istituzione vuole prevenire il protrarsi di condotte pericolose, come la circolazione con revisione scaduta. Dall’altro, si tutela in modo diretto il cittadino ignaro, il quale evita di accumulare decine di sanzioni identiche prima di ricevere la prima notifica. Per le infrazioni rilevate dagli agenti in assenza di macchinari, il termine generale resta ancorato a 90 giorni dal momento dell’accertamento.
Come fare ricorso al Prefetto senza errori?
Le modalità per contestare un verbale cambiano in modo profondo. Il cittadino conserva il diritto di rivolgersi al giudice di pace o al Prefetto, ma in questo secondo caso scattano nuove trappole procedurali. Il ricorso prefettizio va presentato, a pena di inammissibilità, al comando di polizia da cui dipende l’agente accertatore, con il divieto assoluto di spedirlo in modo diretto alla Prefettura. Le regole limitano i canali di trasmissione alle seguenti modalità:
• raccomandata con ricevuta di ritorno;
• posta elettronica certificata (Pec);
• altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato.
La Prefettura perde l’obbligo di concedere un’audizione personale al ricorrente e la convocazione diventa una semplice facoltà del funzionario.
I tempi procedimentali diventano molto rigidi: l’organo di polizia ha 60 giorni per trasmettere il fascicolo istruito alla Prefettura, la quale deve decidere entro i successivi 120 giorni. L’eventuale ordinanza-ingiunzione va poi notificata al cittadino entro 150 giorni dalla decisione. In caso di rigetto del ricorso, la nuova bozza alleggerisce la sanzione finale. Invece del raddoppio della multa previsto oggi, scatterà un aumento fisso e obbligatorio pari a un terzo dell’importo originale per ogni singola violazione.
Se un automobilista contesta una multa da 150 euro al Prefetto e perde la causa, con le vecchie regole si trovava a pagare 300 euro. Con la nuova riforma, subirà un rincaro di un solo terzo: l’importo da versare salirà quindi a 200 euro, con un netto risparmio economico rispetto al passato.
È possibile annullare una multa palesemente errata?
La riforma mette ordine anche nel caos burocratico dei provvedimenti di autotutela. La procedura assume il nome formale di archiviazione e manda in soffitta le vecchie e disomogenee prassi amministrative dei singoli comandi. L’iter si attiva d’ufficio oppure su richiesta diretta del trasgressore. La normativa elenca in modo preciso i casi ammessi e copre gli scenari più comuni come un palese errore di notifica o l’errata applicazione della norma stradale. La richiesta di archiviazione non blocca la possibilità di presentare il ricorso formale e l’organo accertatore conserva il potere di annullare la multa fino al momento esatto di inizio delle procedure per la riscossione coattiva.
Quanto entra in vigore la nuova riforma del codice della strada?
Le novità scritte nella bozza di Dlgs attuativo della delega alla riforma contenuta nella legge 177/2024 sono tantissime e stanno emergendo in questa fase di consultazione avviata dal ministero delle Infrastrutture con le associazioni di categoria, aperta a inizio agosto e destinata a chiudersi il 13 settembre. Ti**re le somme ora sarebbe arduo, anche perché su alcune il ministro Matteo Salvini ha annunciato una retromarcia appena hanno fatto clamore. Il sistema è del tutto nuovo, ma non certo semplificato rispetto all’attuale. D’altro canto, c’è da regolamentare la complessità della mobilità e della condivisione dello spazio pubblico, con variabili umane poco prevedibili e dominata dall’effetto farfalla (piccoli cambiamenti iniziali possono portare conseguenze future molto impattanti).
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