Avvocato Ivan Maria Delrio

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Avvocato Ivan Maria Delrio Avvocato penalista e civilista a Sassari

UN MODULO DI CONSENSO INFORMATO GENERICO NON PROVA IL CONSENSO INFORMATOIn tema di responsabilità professionale medica, ...
25/04/2026

UN MODULO DI CONSENSO INFORMATO GENERICO NON PROVA IL CONSENSO INFORMATO

In tema di responsabilità professionale medica, il medico ha l’obbligo di spiegare al paziente in modo chiaro e dettagliato la natura, la portata e l'estensione dell'intervento, i risultati conseguibili, i rischi possibili e, soprattutto, le alternative terapeutiche praticabili. Solo tale consapevolezza permette al paziente l'esercizio del diritto all'autodeterminazione sanitaria.
La firma del paziente su un modulo di consenso informato prestampato generico non è sufficiente per dimostrare che sia stato assolto questo obbligo informativo.
La valutazione sulla completezza di tale informativa non può neppure essere presunta in base a elementi indiziari quali il livello culturale del paziente, la sua specifica professione o la precedente relazione di fiducia con la struttura sanitaria.

Cassazione civile, sezione III, ordinanza 7 gennaio 2026, n. 316

In tema di responsabilità professionale medica, il medico ha l’obbligo di spiegare al paziente in modo chiaro e dettagliato la natura, la portata e l'estensione dell'intervento, i risultati conseguibili, i rischi possibili e, soprattutto, le alternative terapeutiche praticabili. Solo tale consape...

LA RESPONSABILITÀ PENALE DI CHI RICEVE TELEFONATE DA UN DETENUTOIl reato di uso illecito di dispositivi di comunicazione...
11/04/2026

LA RESPONSABILITÀ PENALE DI CHI RICEVE TELEFONATE DA UN DETENUTO

Il reato di uso illecito di dispositivi di comunicazione da parte dei detenuti può coinvolgere penalmente anche chi, pur essendo libero, comunica con loro.
Rispondere con regolarità alle chiamate illegali di un detenuto non rappresenta un comportamento neutro o trascurabile: può configurarsi come una forma di partecipazione al reato, soprattutto quando contribuisce a incoraggiare o rafforzare la volontà del detenuto di continuare a utilizzare il telefono.
La differenza tra un comportamento non punibile e una responsabilità penale vera e propria dipende dal tipo di contributo fornito. Chi, dall’esterno, si accorda sugli orari delle chiamate o invita il detenuto a ricontattarlo non è più un semplice spettatore passivo, ma offre un sostegno concreto, anche se di natura psicologica, che facilita la commissione del reato.
Di conseguenza, mantenere contatti telefonici frequenti con un detenuto, sostenendo la sua iniziativa e organizzando ulteriori comunicazioni in violazione delle regole carcerarie, può integrare il concorso nel reato, in quanto si fornisce un supporto che rende possibile la prosecuzione dell’attività illecita.

Cassazione penale, sezione I, sentenza 16 gennaio 2026, n. 1787

Il reato di uso illecito di dispositivi di comunicazione da parte dei detenuti può coinvolgere penalmente anche chi, pur essendo libero, comunica con loro. Rispondere con regolarità alle chiamate illegali di un detenuto non rappresenta un comportamento neutro o trascurabile: può configurarsi come...

INCIDENTE CON AUTO RUBATA: QUANDO IL PROPRIETARIO RISPONDE DEI DANNIIn caso di incidente causato da un veicolo rubato, s...
29/03/2026

INCIDENTE CON AUTO RUBATA: QUANDO IL PROPRIETARIO RISPONDE DEI DANNI

In caso di incidente causato da un veicolo rubato, se il furto è stato agevolato da una grave negligenza del proprietario stesso (come lasciare le chiavi inserite o l'auto aperta in luogo pubblico) il proprietario resta responsabile dei danni causati dall’incidente.
La polizza RCA si scioglie in caso di circolazione avvenuta contro la volontà del proprietario, ma la circolazione del veicolo avvenuta contro la volontà del proprietario non si configura se il proprietario non ha adottato le normali cautele per impedire l'uso del mezzo da parte di terzi. Perciò la compagnia assicurativa deve garantire il risarcimento ai terzi danneggiati e il Fondo di garanzia non può intervenire.

Cassazione civile, sezione III, ordinanza 12 marzo 2026, n. 5562

In caso di incidente causato da un veicolo rubato, se il furto è stato agevolato da una grave negligenza del proprietario stesso (come lasciare le chiavi inserite o l'auto aperta in luogo pubblico) il proprietario resta responsabile dei danni causati dall’incidente. La polizza RCA si scioglie in ...

BONIFICO RICEVUTO PER ERRORE: CONSEGUENZE LEGALI DELLA MANCATA RESTITUZIONE DELLA SOMMATrattenere una somma di denaro ri...
28/03/2026

BONIFICO RICEVUTO PER ERRORE: CONSEGUENZE LEGALI DELLA MANCATA RESTITUZIONE DELLA SOMMA

Trattenere una somma di denaro ricevuta per sbaglio non configura il reato di appropriazione indebita, poiché nel momento in cui avviene il trasferimento manca un vincolo di destinazione specifico o la volontà stessa del trasferimento.
Dal punto di vista giuridico, questa condotta si inquadra nell'ipotesi di "appropriazione di cose ricevute per errore". Essendo questa specifica fattispecie stata ufficialmente depenalizzata nel 2016, il fatto non è più previsto dalla legge come reato penale.
La questione assume quindi una natura esclusivamente civilistica: chi ha trattenuto la somma commette un illecito civile e il soggetto danneggiato dovrà agire in tale sede per il recupero e la restituzione dell'importo.

Cassazione penale, sezione II, sentenza 13 marzo 2026, n. 9843

Trattenere una somma di denaro ricevuta per sbaglio non configura il reato di appropriazione indebita, poiché nel momento in cui avviene il trasferimento manca un vincolo di destinazione specifico o la volontà stessa del trasferimento. Dal punto di vista giuridico, questa condotta si inquadra nell...

LA "DROGA PARLATA" E IL DUBBIO DI MILLANTERIA DELL'IMPUTATONei casi di "droga parlata" (quando, cioè, l'accusa di traffi...
14/03/2026

LA "DROGA PARLATA" E IL DUBBIO DI MILLANTERIA DELL'IMPUTATO

Nei casi di "droga parlata" (quando, cioè, l'accusa di traffico di stupefacenti si basa esclusivamente sul contenuto di intercettazioni e, quindi, non vi sono stati sequestri di sostanze stupefacenti), le conversazioni captate dove l'imputato dichiara di vendere sostanze stupefacenti non possono tradursi automaticamente in una condanna.
Tali dichiarazioni intercettate costituiscono un mero indizio.
Il giudice non può condannare l'imputato semplicemente scegliendo l'ipotesi ricostruttiva che ritiene più probabile. È necessario che la colpevolezza sia provata al di là di ogni ragionevole dubbio. Questo significa che ogni spiegazione alternativa deve essere scartata in quanto ipotesi irrazionale e priva di riscontri concreti.
Nei casi di "droga parlata", quindi, se esiste il dubbio che l'imputato, durante la conversazione intercettata, stesse solo millantando le proprie imprese criminali, egli dovrà essere assolto.

Cassazione penale, sezione VI, sentenza 30 gennaio 2026, n. 3924

Nei casi di "droga parlata" (quando, cioè, l'accusa di traffico di stupefacenti si basa esclusivamente sul contenuto di intercettazioni e, quindi, non vi sono stati sequestri di sostanze stupefacenti), le conversazioni captate dove l'imputato dichiara di vendere sostanze stupefacenti non possono tr...

DONAZIONE AL FIGLIO E SUCCESSIVA SCOPERTA DELLA NON PATERNITÀ BIOLOGICAPer poter richiedere l'annullamento di una donazi...
11/03/2026

DONAZIONE AL FIGLIO E SUCCESSIVA SCOPERTA DELLA NON PATERNITÀ BIOLOGICA

Per poter richiedere l'annullamento di una donazione a causa di un errore sul motivo, è indispensabile soddisfare due requisiti: la ragione che ha spinto a donare deve risultare in modo inequivocabile dal testo dell'atto e deve rappresentare l'unico fattore ad aver determinato la volontà di compiere il gesto.
L'impiego del termine "figlio" per indicare il beneficiario all'interno dell'atto di donazione assume una funzione puramente descrittiva, volta a identificare chi riceve il bene, ma non esprime automaticamente la causa fondante dell'atto di liberalità.
Ne consegue che, qualora il contratto non specifichi espressamente che l'attribuzione patrimoniale è dettata in via esclusiva dal legame biologico, l'eventuale e successiva scoperta dell'insussistenza di tale vincolo di parentela non costituisce un presupposto valido per annullare la donazione.

Cassazione civile, sezione II, ordinanza 26 gennaio 2026, n. 1682

Per poter richiedere l'annullamento di una donazione a causa di un errore sul motivo, è indispensabile soddisfare due requisiti: la ragione che ha spinto a donare deve risultare in modo inequivocabile dal testo dell'atto e deve rappresentare l'unico fattore ad aver determinato la volontà di compie...

CONDANNA PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA SENZA ALCOL TESTLo stato di ebbrezza può essere accertato anche senza etilometro...
08/03/2026

CONDANNA PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA SENZA ALCOL TEST

Lo stato di ebbrezza può essere accertato anche senza etilometro, sulla base di soli indici sintomatici osservati dagli agenti che rendano evidente l’ubriachezza. Tale accertamento sintomatico è possibile per tutte le fasce del reato; quindi non solo per la fascia a) (tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l), costituente solo un illecito amministrativo, ma anche per le fasce b) (tra 0,8 e 1,5 g/l) e c) (oltre 1,5 g/l), che sono invece reati. Pertanto, manifestazioni eclatanti di ebbrezza, ad esempio la perdita dell’equilibrio e delle condotte autolesioniste, sono idonee a far ritenere superata la soglia di cui alla lett. b) dell'art. 186 C.d.S.

Cassazione penale, sezione IV, sentenza 24 novembre 2025, n. 38177

Lo stato di ebbrezza può essere accertato anche senza etilometro, sulla base di soli indici sintomatici osservati dagli agenti, come l’assenza di lucidità, che rendano evidente l’ubriachezza. Tale accertamento sintomatico è possibile per tutte le fasce del reato; quindi non solo per la fascia...

MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: LA STABILE CONVIVENZAIl reato di maltrattamenti in famiglia richiede, come presupposto impre...
06/03/2026

MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: LA STABILE CONVIVENZA

Il reato di maltrattamenti in famiglia richiede, come presupposto imprescindibile, una stabile convivenza, intesa in senso rigoroso: non basta una relazione sentimentale, anche intensa o prolungata, ma occorre una vera comunanza di vita, con una duratura condivisione dell'abitazione, reciproca solidarietà e un progetto affettivo condiviso.

Cassazione penale, sezione VI, sentenza 19 dicembre 2025, n. 40822

Il reato di maltrattamenti in famiglia richiede, come presupposto imprescindibile, una stabile convivenza, intesa in senso rigoroso: non basta una relazione sentimentale, anche intensa o prolungata, ma occorre una vera comunanza di vita, con una duratura condivisione dell'abitazione, reciproca solid...

PORTARE CON SÉ CON UN COLTELLO PUÒ ESSERE UN DELITTOPortare lame superiori a 8 centimetri fuori casa, tenendole prontame...
04/03/2026

PORTARE CON SÉ CON UN COLTELLO PUÒ ESSERE UN DELITTO

Portare lame superiori a 8 centimetri fuori casa, tenendole prontamente disponibile e utilizzabili, senza un valido motivo è un delitto punibile con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Il divieto di porto è assoluto, quindi prescinde dal motivo, per i coltelli a serramanico lunghi più di 5 centimetri, se muniti di meccanismo di meccanismo di blocco della lama o di apertura a scatto o se apribili con una sola mano. Lo stesso divieto assoluto vige per i coltelli a farfalla e per le lame affilate e appuntite camuffati come fossero altri strumenti o nascosti in altri oggetti.
In aggiunta alle sanzioni penali, il Prefetto può sospendere la patente di guida (o il patentino) e il porto d'armi fino a un anno.
Se a commettere questo delitto è un minorenne, chi esercita la responsabilità genitoriale è punibile con una sanzione amministrativa che va da 200 a 1.000 euro.
Inoltre, è vietato vendere o regalare strumenti da taglio ai minori.
A meno che la maggiore età dell'acquirente non sia palese, i negozianti fisici devono chiedere il documento d'identità. Chi non rispetta il divieto rischia una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro e la chiusura del locale fino a 15 giorni. In caso di infrazioni ripetute da parte dei commercianti, si arriva fino alla revoca della licenza commerciale. Il divieto vale anche per le compravendite tra privati.
I siti web che vendono questi articoli dovranno adottare sistemi efficaci per verificare l'età di chi acquista. L'AGCOM avrà il compito di vigilare e potrà oscurare i siti che non si adeguano.
Infine, i reati legati a queste violazioni diventano motivo di impedimento per l'ingresso in Italia o per il rilascio del permesso di soggiorno.

Decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23

Portare lame superiori a 8 centimetri fuori casa, tenendole prontamente disponibile e utilizzabili, senza un valido motivo è un delitto punibile con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Il divieto di porto è assoluto, quindi prescinde dal motivo, per i coltelli a serramanico lunghi più di 5 centimet...

OFFRIRE CARNE D'ASINO A UN PUBBLICO UFFICIALE È ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE?Il principio di proporzionalità della pena i...
01/03/2026

OFFRIRE CARNE D'ASINO A UN PUBBLICO UFFICIALE È ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE?

Il principio di proporzionalità della pena impone al giudice di interpretare le norme penali in modo da escludere dalla fattispecie astratta tutte quelle condotte non così gravi da giustificare la severità della sanzione prevista dalla norma.
Sulla base di questo canone, nel caso dell'istigazione alla corruzione, offerte prive di reale serietà e capacità di incidere sul comportamento del pubblico ufficiale non possono integrare il reato.
L’offerta di un po' di carne d’asino fatta a un pubblico ufficiale per evitare una sanzione amministrativa legata alla macellazione non autorizzata è troppo generica e modesta per mettere a repentaglio l’imparzialità del pubblico ufficiale. Pertanto tale condotta non integra il reato.

Cassazione penale, sezione VI, sentenza 19 dicembre 2025, n. 40822

Il principio di proporzionalità della pena impone al giudice di interpretare le norme penali in modo da escludere dalla fattispecie astratta tutte quelle condotte non così gravi da giustificare la severità della sanzione prevista dalla norma. Sulla base di questo canone, nel caso dell'istigazione...

Indirizzo

Via Giovanni Antonio Carbonazzi 25
Sassari
07100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00

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