18/02/2026
LA MAGISTRATURA NON È LA SOLA CUSTODE DELLA GIURISDIZIONE. SEPARAZIONE DELLE CARRIERE E GIUSTO PROCESSO DI PARTI.
di Francesco Iacoviello
Per l’autore, già Sostituto Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, la giurisdizione ha una funzione sociale che appartiene alla collettività servente rispetto al fine del giusto processo, non è uno “strumento” della magistratura, di cui quest’ultima è solo uno dei garanti. Da qui l’idea che il modello di ordinamento giudiziario debba essere continuamente rimodulato per migliorare la qualità della giurisdizione, senza considerare intangibile l’assetto attuale delle carriere. La terzietà del giudice, introdotta dall’art. 111 Cost. come valore ulteriore rispetto a indipendenza e imparzialità, viene valutata come implicante la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ritenendo incompatibile un vero processo di parti con un giudice appartenente allo stesso ordine e agli stessi organi del pubblico ministero. Nessun ordinamento che adotti seriamente il processo accusatorio conosce una coabitazione strutturale tra giudici e pubblici ministeri. La separazione delle carriere è una risposta necessaria a un conflitto interno tra norme costituzionali: da un lato l’art. 111, dall’altro la previsione di un unico ordine e di un unico CSM, che ha ragioni storiche legate al precedente modello inquisitorio. La terzietà riguarda il presente istituzionale del giudice, non il suo passato professionale; la qualità del processo prevale sulla sola efficienza; l’obbligatorietà dell’azione penale tutela, comunque, l’autonomia del pm; la vera fonte di squilibrio è la zona grigia delle indagini preliminari non sottoposta a un effettivo controllo giurisdizionale. Nella parte finale l’autore collega il tema della terzietà al problema del CSM dominato dalle correnti: critica l’uso difensivo delle parole “delegittimazione” e “attentato all’indipendenza”, propone di spostare il focus sulla “fiducia” che la società ripone nella giurisdizione e denuncia il ruolo deformante delle correnti come centri di potere interni che condizionano le carriere dei magistrati. In quest’ottica, il sorteggio rappresenta il “male minore” per ridurre il peso delle correnti, restituire al CSM, che non è il parlamento dei giudici, la natura di organo di alta amministrazione e riportare le correnti al loro ruolo originario di associazioni culturali aperte anche ad avvocati e studiosi, in una visione della “cultura della giurisdizione” come cultura delle regole e degli ideali, non del potere.
Sommario: 1. La magistratura non è la sola custode della giurisdizione. 2. La prima domanda è: cosa c’entra la separazione delle carriere con la giurisdizione? 3. L’indipendenza è la precondizione del giudice. 3.1. Ma non si può pretendere che il giudice sia indipendente da sé stesso. 4. L’imparzialità del giudice. Essere imparziale, apparire imparziale, agire imparzialmente. 5. Una parola innocua pronunciata a bassa voce: la terzietà del giudice. 6. Terzietà significa una sola cosa: separazione delle carriere. 7. Nella storia dei sistemi processuali non c’è mai stato nulla di simile. Il processo di parti è incompatibile con la unificazione delle carriere. 8. La separazione delle carriere è una necessità che deriva dal principio costituzionale della terzietà del giudice. Il giusto giudice per un giusto processo. 9. Le obiezioni alla separazione delle carriere. 10. C’è un argomento -molto quotato- a favore del mantenimento della unificazione delle carriere. Essa, si dice, favorirebbe una medesima cultura della giurisdizione. 11. In questo discorso sulla cultura della giurisdizione ci sono retropensieri pensati e non detti. 12. Un futuribile improbabile della separazione delle carriere: a) il pubblico ministero servo dell’esecutivo: b) il pubblico ministero come potere autonomo con la vocazione del superpoliziotto. 13. Separazione delle carriere, delegittimazione dei giudici e attentato all’indipendenza della magistratura. 13.1. Sorteggio e correnti. Il CSM non è il Parlamento dei giudici.
⬇️
https://dirittodidifesa.eu/la-magistratura-non-e-la-sola-custode-della-giurisdizione-separazione-delle-carriere-e-giusto-processo-di-parti-di-francesco-iacoviello/