18/08/2026
E-Evidence: da oggi cambia il modo di acquisire le prove digitali nell’Unione europea
Da oggi 18 agosto 2026 è applicabile il Regolamento (UE) 2023/1543 sull’e-Evidence, relativo agli ordini europei di produzione e di conservazione delle prove elettroniche nei procedimenti penali.
È un passaggio importante per la cooperazione giudiziaria europea. Le autorità competenti di uno Stato membro potranno rivolgersi, secondo le condizioni stabilite dal Regolamento, direttamente ai prestatori di servizi stabiliti o rappresentati in un altro Stato dell’Unione, chiedendo la produzione o la conservazione di dati elettronici. Il nuovo sistema affianca così agli strumenti tradizionali di cooperazione un meccanismo molto più diretto nel rapporto tra autorità giudiziaria e provider.
Il Regolamento introduce due strumenti principali: l’European Production Order, per ottenere dati già nella disponibilità del prestatore, e l’European Preservation Order, per impedirne la cancellazione in attesa della successiva acquisizione. Il termine ordinario per dare seguito a un ordine di produzione è di 10 giorni, ridotto a 8 ore nei casi di emergenza.
La novità è particolarmente significativa per dati di traffico e contenuti, rispetto ai quali il Regolamento prevede condizioni più rigorose e specifiche garanzie, anche in ragione della particolare incidenza dell’acquisizione sui diritti fondamentali.
L’Italia ha adeguato il proprio ordinamento con il d.lgs. 30 dicembre 2025, n. 215, che individua le autorità competenti e disciplina le procedure nazionali di emissione, ricezione, esecuzione e riesame degli ordini. A questo si affianca il d.lgs. n. 216/2025, attuativo della direttiva (UE) 2023/1544 sulla designazione degli stabilimenti e dei rappresentanti legali dei provider.
Per chi opera nella difesa penale, tuttavia, la maggiore rapidità nell’accesso ai dati pone anche una questione essenziale: alla semplificazione della circolazione della prova deve corrispondere una effettiva possibilità di controllo sulla legalità, necessità e proporzionalità dell’acquisizione.
La prova digitale attraversa ormai i confini molto più rapidamente delle tradizionali procedure di cooperazione giudiziaria. Da oggi anche il diritto processuale europeo prova a fare altrettanto. La sfida sarà assicurare che rapidità ed efficacia investigativa procedano insieme alla tutela dei diritti della difesa.