06/10/2026
๐๐ข๐๐๐ง๐ณ๐ข๐๐ฆ๐๐ง๐ญ๐จ: ๐ก๐๐ข ๐๐ ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐ข ๐ฉ๐๐ซ ๐ข๐ฆ๐ฉ๐ฎ๐ ๐ง๐๐ซ๐ฅ๐จ, ๐ฆ๐ ๐ฅ๐ ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ ๐ฅ๐๐ญ๐ญ๐๐ซ๐ ๐๐ข ๐๐จ๐ง๐ญ๐๐ฌ๐ญ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ง๐จ๐ง ๐๐๐ฌ๐ญ๐
Capita spesso che un lavoratore riceva una lettera di licenziamento e, convinto che le ragioni indicate siano pretestuose, lasci passare qualche settimana prima di decidere se contestarla.
Il licenziamento va comunicato per iscritto, con i motivi (art. 2 L. 604/1966). Dalla ricezione della lettera decorrono 60 giorni per impugnarlo con qualsiasi atto scritto, anche stragiudiziale, che manifesti la volontร di contestarlo (art. 6 L. 604/1966). Superato il termine, il licenziamento non รจ piรน contestabile, anche se ingiustificato.
Un errore comune รจ credere che basti quella lettera. Entro i successivi 180 giorni occorre depositare il ricorso in tribunale o chiedere il tentativo di conciliazione o l'arbitrato, altrimenti l'impugnazione perde efficacia. Le tutele ottenibili (reintegra o indennitร ) dipendono poi dalla data di assunzione e dalle dimensioni dell'azienda.
In concreto conviene annotare la data di ricezione, conservare la lettera con busta o ricevuta PEC, raccogliere contratto, buste paga e comunicazioni aziendali e inviare l'impugnazione via PEC o raccomandata A/R ben prima della scadenza. Rivolgersi subito a un legale permette di valutare i motivi e preparare il ricorso entro i 180 giorni.
Lo Studio Legale Avv. Michele Femminella si occupa anche di impugnazione dei licenziamenti e di diritto del lavoro: per una valutazione personalizzata del tuo caso puoi contattare lo Studio.