04/07/2024
Oggi è la giornata
Ogni anno si producono nel mondo 5 trilioni di borse di plastica delle quali solo una risibile percentuale, tra l'1 e il 3%, viene riciclata.
La restante parte finisce nelle discariche e nei mari rappresentando un rifiuto potenzialmente mortale per uccelli, pesci e per le tartarughe marine.
Per queste ultime, in particolare, è praticamente impossibile distinguere le borse di plastica dalle meduse perché hanno la stessa fluttuazione e, persino, lo stesso odore.
Una volta ingerita dagli animali, oltre a provocarne spesso la morte, la plastica finisce nella catena alimentare e, inevitabilmente, sulle nostre tavole.
Allo stesso modo, la plastica, degradandosi, origina micro e nano plastiche che troviamo nel cibo che mangiamo e nell'acqua che beviamo.
A riprova di quanto detto, un recente studio svolto in Svizzera (link nel primo commento) ha evidenziato che in quattro delle dieci diverse marche di acque minerali imbottigliate analizzate sono presenti dei contaminanti tra cui microplastiche, PFAS e residui di pesticidi.
Le sono particelle di materiale plastico delle dimensioni minori di un millimetro, formate da catene polimeriche di atomi di carbonio e idrogeno. Queste particelle originano dai composti plastici che usiamo ogni giorno, e sono diventate così numerose e diffuse da trasformarsi in un rischio per la salute umana.
Sono pericolose per la salute umana quando vengono ingerite e accumulate nell’organismo, che viene esposto ad un cocktail di sostanze chimiche altamente nocive come , , , e di fiamma.
Queste sostanze possono portare a problemi di stress epatico, processi infiammatori, interferenze con il sistema ormonale, danni al sistema immunitario e neurologico.
il nostro Pianeta, la nostra salute.