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Studio Legale Bellacci Diritto civile

11/10/2026

Non saremo spettatori! Contro la pena di morte e la barbarie della fucilazione in diretta.

L’annuncio del Pentagono di voler trasmettere in diretta la fucilazione di un condannato è di una gravità inaudita. Non basta più togliere la vita a un uomo: si pretende di trasformare la sua uccisione in un macabro e disumano spettacolo, al quale il mondo intero è invitato ad assistere. Riproporre oggi l’esecuzione pubblica significa normalizzare, legittimare e perfino incoraggiare la violenza.
La pena deve lasciare al condannato la possibilità di cambiare. La pena di morte cancella l’uomo e con lui quella possibilità. Accettare che lo Stato possa uccidere in nome della giustizia apre la strada anche a questo ulteriore scempio della dignità umana, fino a considerare normale che un’esecuzione diventi uno spettacolo televisivo.

Oggi, nella Giornata mondiale contro la pena di morte, l’Unione delle Camere Penali Italiane lancia “180 secondi per la civiltà” e chiama le avvocature europee e americane a una mobilitazione comune.
Invitiamo gli avvocati di tutto il mondo a fermarsi per tre minuti, in un giorno che sarà concordato con le organizzazioni forensi aderenti, riunendosi in toga, in silenzio, voltando simbolicamente le spalle allo spettacolo della morte.
Chiediamo ai governi e ai parlamenti dei Paesi che ancora applicano la pena di morte, a partire dagli Stati Uniti, di abolirla. Al Presidente degli Stati Uniti chiediamo di impedire la trasmissione dell’esecuzione e alle emittenti televisive e alle piattaforme digitali di rifiutarsi di diffonderla.
La giustizia non può trasformarsi in barbarie. Chi crede nella giustizia non può restare a guardare.
Roma, 10 ottobre 2026
La Giunta

18/09/2026
Quando acquistare la nuda proprietà di una novantenne non è un affare 😖😖. La vecchina fantastica 😅😂
31/08/2026

Quando acquistare la nuda proprietà di una novantenne non è un affare 😖😖. La vecchina fantastica 😅😂

Arles, Francia, 1965. Jeanne Calment ha 90 anni, è vedova e non ha più eredi diretti.

Il suo avvocato, André-François Raffray, ha 47 anni. I due stringono un accordo che, almeno sulla carta, sembra decisamente favorevole a lui: Jeanne continuerà a vivere nella sua casa e Raffray le verserà 2.500 franchi ogni mese. Alla morte dell'anziana, l'appartamento diventerà suo.

Ma Jeanne non muore.

Passano dieci anni, poi venti, poi trenta. Raffray continua a versare puntualmente la somma, mentre quella donna che aveva già 90 anni al momento dell'accordo continua a vivere.

Nel 1995 accade l'impensabile: è Raffray a morire, per un tumore, all'età di 77 anni. Jeanne Calment ha ormai 120 anni ed è ancora viva.

E l'accordo non finisce nemmeno lì: la vedova dell'avvocato deve continuare a pagare le rate fino alla morte di Jeanne. Complessivamente la famiglia Raffray arriva a versare circa 918mila franchi, più del doppio del valore dell'appartamento.

Jeanne Calment muore il 4 agosto 1997, a 122 anni e 164 giorni, stabilendo il record di longevità umana verificata che ancora oggi le viene riconosciuto.

Aveva smesso di fumare soltanto a 117 anni e raccontava di aver conosciuto Vincent van Gogh quando era ragazza.

Quanto all'incredibile accordo che aveva fatto perdere una fortuna a Raffray e alla sua famiglia, Jeanne lo liquidò con una frase perfetta:

"Nella vita a volte si fanno cattivi affari".

Concetto di scarpa
25/08/2026

Concetto di scarpa

F. Croce
13/08/2026

F. Croce

Fulvio Croce, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino, fu assassinato dalle Brigate Rosse nel 1977 perché aveva accettato di garantire la difesa d’ufficio dei brigatisti nel processo al «nucleo storico» delle BR, dopo che gli imputati avevano ricusato i loro difensori.

Fu ucciso perché difendere il diritto alla difesa, anche di chi rifiutava la difesa, significava rendere possibile il processo e affermare lo Stato di diritto contro la strategia delle BR.

In poche parole: lo uccisero perché aveva scelto la legge contro la violenza.

01/08/2026
Dal 7 giugno il datore di lavoro deve indicare lo stipendio (mi sembrava già ragionevole, invece era mal visto chi chied...
14/06/2026

Dal 7 giugno il datore di lavoro deve indicare lo stipendio (mi sembrava già ragionevole, invece era mal visto chi chiedeva l’entità dello stipendio

La nuova legge sulla trasparenza salariale obbliga le aziende a indicare lo stipendio già nell’annuncio di lavoro. Finisce il luogo comune del giovane che pensa solo ai soldi: era il sistema a essere opaco.

Il condizionatore: il benessere termico è bene superiore
14/06/2026

Il condizionatore: il benessere termico è bene superiore

Scopri come installare il condizionatore senza rischiare denunce: la Cassazione spiega le regole su decoro e proprietà per evitare battaglie legali.

20/03/2026

Negli ultimi giorni si fa un gran parlare con i soliti toni sensazionalistici di una presunta “svolta” della Cassazione che favorirebbe un affidamento dei figli totalmente paritario tra i genitori.

Invece con ordinanza n. 6078/2026, la Suprema Corte mette fine a uno degli automatismi più radicati nel diritto di famiglia: la presunta preferenza per la madre, anche per i figli in tenera età.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚?

• 𝐒𝐭𝐨𝐩 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐬𝐦𝐢: la “maternal preference” non è più un dogma. L’art. 337-ter c.c. impone che la decisione sia basata solo sull’interesse concreto del minore.

• 𝐀𝐝𝐞𝐠𝐮𝐚𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞: il giudice valuta la reale capacità di cura. Orari di lavoro, supporto logistico, presenza quotidiana del padre o della madre diventano elementi decisivi.

• 𝐂𝐨𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞: diventa l’obiettivo ogni volta che le condizioni lo permettono, ma non un diritto automatico.

𝐃𝐮𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢:

• 𝐀𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢
L’affidamento riguarda le decisioni (educazione, salute, istruzione), non la distribuzione aritmetica del tempo.
• 𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚, 𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀
Può essere disposto solo quando è concretamente compatibile con la vita del minore (stabilità, scuola, distanza tra le abitazioni, conflittualità genitoriale).

𝐈𝐧 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐮𝐨𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.

A San Giovanni V.no auditorium BCC VIA MONTEGRAPPA - dibattito aperto alla cittadinanza
13/02/2026

A San Giovanni V.no auditorium BCC VIA MONTEGRAPPA - dibattito aperto alla cittadinanza

Indirizzo

Via Enrico Rosai 10
San Giovanni Valdarno
52027

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:30 - 13:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 09:30 - 13:00
16:00 - 19:00
Giovedì 09:30 - 13:00
16:00 - 19:00
Venerdì 09:30 - 13:00

Telefono

+393391120813

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