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Il divorzio breve è arrivato in Gazzetta Ufficiale.La legge 6 maggio 2015 recante “disposizioni in materia di scioglimen...
16/05/2015

Il divorzio breve è arrivato in Gazzetta Ufficiale.
La legge 6 maggio 2015 recante “disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi” è stata pubblicata ed entrerà in vigore il prossimo 26 maggio.
Le nuove disposizioni intervengono direttamente sulla legge n. 898 del 1970 che introdusse il divorzio in Italia e che a suo tempo fu frutto di una battaglia parlamentare. Il Legislatore ha previsto solo tre articoli che intervengono sulla legislazione in maniera significativa riducendo in modo considerevole il tempo che deve passare dalla separazione al divorzio: non più tre anni ma sei mesi se si tratta di una separazione consensuale e dodici mesi in caso di separazione giudiziale, indipendentemente dalla presenza di figli.
La separazione inizia dal momento di comparizione dei due coniugi davanti al Presidente del Tribunale. Viene inoltre anticipato lo scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi al momento in cui il Presidente autorizza i coniugi a vivere separati.
Le nuove disposizioni hanno efficacia retroattiva e si applicano anche ai procedimenti attualmente in corso che, quindi, potrebbero subire delle vere e proprie accelerazioni in vista della risoluzione del rapporto matrimoniale.

Prossima apertura nuovo Ufficio in Jesolo Lido  via Tritone 1 - Torre Mizar - Jesolo
12/05/2015

Prossima apertura nuovo Ufficio in Jesolo Lido
via Tritone 1 - Torre Mizar - Jesolo

Responsabilità civile dei magistrati, ok definitivo della Camera alla nuova legge.La nuova legge riforma la legge Vassal...
25/02/2015

Responsabilità civile dei magistrati, ok definitivo della Camera alla nuova legge.

La nuova legge riforma la legge Vassalli del 1988 adeguandola alla disciplina comunitaria, dopo che l'Italia era già soggetta a procedura d'infrazione e rischiava l'applicazione di una sanzione stimata in 37milioni di euro.

I punti principali del provvedimento:

Responsabilità indiretta
Resta il principio della responsabilità indiretta: il cittadino che ha patito un danno ingiusto potrà esercitare l’azione risarcitoria esclusivamente nei confronti dello Stato, che in seconda battuta si rifarà sul magistrato.

Obbligo di rivalsa
L’azione di rivalsa dello Stato verso il magistrato diventa obbligatoria. Il risarcimento al magistrato dovrà essere chiesto entro due anni dalla sentenza di condanna nel caso di diniego di giustizia o quando la violazione è stata determinata da dolo o negligenza inescusabile. Quanto all’entità della rivalsa, cresce la soglia attualmente fissata a un terzo: il magistrato risponderà ora con lo stipendio netto annuo fino alla metà. Se vi è dolo, l’azione risarcitoria è però totale.

Soppressione del “filtro”
Niente più controlli preliminari di ammissibilità della domanda di risarcimento contro lo Stato. L’attività di “filtro” (verifica dei presupposti e valutazione di manifesta infondatezza) oggi affidata al tribunale distrettuale è cancellata.

Confini della colpa grave
Si ridefiniscono e integrano le ipotesi di colpa grave. Oltre che per l’affermazione di un fatto inesistente o la negazione di un fatto esistente, scatterà la colpa grave in caso di violazione manifesta della legge e del diritto comunitario e in caso di travisamento del fatto o delle prove. Colpa grave sarà anche l’emissione di un provvedimento cautelare personale o reale al di fuori dei casi consentiti dalla legge o senza motivazione.

Travisamento fatto o prove
I lavori parlamentari, richiamandosi a un’interpretazione costituzionalmente orientata della norma, hanno chiarito come il “travisamento” rilevante ai fini della responsabilità civile del magistrato sia unicamente quello macroscopico ed evidente, tale da non richiedere alcun approfondimento di carattere interpretativo o valutativo.

Clausola salvaguardia
Viene ridelineata la portata della `clausola di salvaguardia´: pur confermando che il magistrato non è chiamato a rispondere dell’attività di interpretazione della legge e di valutazione del fatto e delle prove, si escludono espressamente da tale ambito di irresponsabilità i casi di dolo, di colpa grave e violazione manifesta della legge e del diritto della Ue.

Divorzio breve: ritirato l'emendamento al Senato.Solo una settimana fa si parlava dell'approvazione del divorzio breve c...
27/10/2014

Divorzio breve: ritirato l'emendamento al Senato.
Solo una settimana fa si parlava dell'approvazione del divorzio breve come di una formalità, finalmente anche l'Italia si sarebbe adeguata ai tempi degli altri Paesi Europei. E invece no. Il provvedimento sul 'divorzio breve' - che prevedeva la riduzione dei tempi di attesa da 3 anni a 6 mesi in caso di precedente separazione consensuale, e da 3 a 1 anno in caso di precedente separazione giudiziale - viene espulso dal Decreto Legge sulla giustizia civile e torna ad essere un disegno di legge ordinario.
Sopravvive l'emendamento sul cd. 'divorzio facile' ossia la possibilità riconosciuta ai divorziandi di 'saltare' il passaggio dal giudice e rivolgersi per la separazione consensuale e, nei casi di avvenuta separazione personale ai sensi delle disposizioni vigenti, anche di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio (nonché di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio) alla negoziazione assistita dall'avvocato.

Stress test, la Bce boccia 25 banche europee tra cui Mps e CarigePer Bankitalia i due istituti di credito avranno bisogn...
26/10/2014

Stress test, la Bce boccia 25 banche europee tra cui Mps e Carige
Per Bankitalia i due istituti di credito avranno bisogno di un rafforzamento di capitale rispettivo di 2.111 milioni di euro e di 814 milioni per superare lo scenario avverso della valutazione
La Banca centrale europea ha bocciato 25 istituti, tra cui Mps e Carige, negli stress test su 131 banche dell'Unione. Dodici di queste hanno gà varato misure di rafforzamento del capitale. Secondo Bankitalia, Montepaschi ha bisogno di un ulteriore rafforzamento del capitale da 2.111 milioni, mentre a Carige servono altri 814 milioni per superare lo scenario avverso degli stress test.
Entro due settimane le banche che non hanno superato lo stress test della Bce dovranno presentare i piani per la ricapitalizzazione, avverte l'Eurotower, secondo cui 12 delle 25 banche hanno già coperto 15 miliardi di carenza capitale nel 2014. Per le altre scatta la necessità di approntare misure.
Bankitalia: "Italia male per crescita" - Il risultato degli stress test, secondo Fabio Panetta, vicedirettore generale di Bankitalia, è "dovuto alla mancanza di crescita". L'esito nel complesso "è comunque rassicurante, per noi non inatteso. Dà l'immagine di un sistema bancario nel complesso solido. Per abbattere il rischio di credito bisogna quindi pensare alla crescita nel Paese".
"I risultati infatti - dicono a Bankitalia - confermano la solidità complessiva del sistema bancario italiano, nonostante i ripetuti shock subiti dall'economia italiana negli ultimi sei anni: la crisi finanziaria mondiale, la crisi dei debiti sovrani, la doppia recessione".

Panetta: "Alle banche italiane non serve aiuto Stato" - La carenza di patrimonio di vigilanza che i test della Bce hanno evidenziato per l'Italia, pari a 2,9 miliardi complessivi, "non necessita di alcuna iniezione di conti pubblici", sempre secondo Panetta. A suo parare, lo scenario avverso dei test Bce "implica per le banche italiane un impatto di circa tre miliardi e mezzo dai titoli pubblici, perdite non verificate, anzi ci sono state plusvalenze". Secondo il vicedirettore, l'ipotesi di fusioni e acquisizioni bancarie dopo i test troverebbe il pieno sostegno della Banca d'Italia, "se servisse a rafforzare l'economia".

Tesoro: "Le carenze saranno coperte dal mercato" - Il ministro del Tesoro "confida che le residue carenze patrimoniali" delle banche italiane nello stress test della Bce "saranno coperte con ulteriori operazioni di mercato, e che la trasparenza assicurata dal Comprehensive Assessment permetterà di portarle a compimento agevolmente."

Banche Italia, meno 12 miliardi - Le banche italiane hanno subito la svalutazione dei loro attivi più forte tra gli istituti europei dalla asset quality review della Bce, come dice una nota che indica in 12 miliardi di euro (3,5% degli asset) la correzione. Seconda la Grecia con 7,6 miliardi. La Germania è a 6,7 miliardi di riduzione.

Intesa e Unicredit guidano le banche promosse - Intesa e Unicredit guidano le banche italiane promosse a pieni voti. Nella valutazione dell'istituto centrale sui dati a fine 2013 figurano rispettivamente con 8.724 milioni e 5.580 milioni quanto a eccedenze minime di capitale, seguite da Ubi (1.743 milioni), Credem (463 milioni), Iccrea (256 milioni) e Mediobanca (205 milioni).

A valle anche degli aumenti di capitale considerati dalla Bce hanno capitali minimi in eccesso per 10,48 miliardi Intesa, per 6,8 miliardi Unicredit e Ubi (1,761 miliardi). Il dato finale, considerando infine tutte le misure di rafforzamento valutate anche da Bankitalia vede per Intesa un capitale minimo in eccedenza per 10.897 milioni, per 8.747 milioni in Unicredit, per 1.761 Ubi.

L'eccedenza di capitale considerata evidenziata da Bankitalia a valle delle misure di rafforzamento resta di 463 milioni per il Credem, e di 256 milioni per Iccrea. Sale a 765 milioni l'eccedenza nel caso di Mediobanca, dopo misure di rafforzamento patrimoniale per 560 milioni, derivanti dal rimborso dell'ibrido assicurativo, la cessione di interessenze bancarie e l'autofinanziamento generato al 30 giugno al netto del dividendo.

Vicenza e Milano salve con misure aggiuntive - Banca Popolare di Vicenza e la Popolare di Milano, per cui Francoforte aveva individuato carenze di capitale, si sono salvate grazie alle misure di rafforzamento patrimoniale aggiuntive varate, come dice la Banca d'Italia secondo la quale i 233 milioni e i 166 rispettivamente mancanti sono stati coperti appunto da misure aggiuntive.

Bene il Banco Popolare - Il Banco Popolare ha superato gli esami della Bce con ampio margine grazie alle misure di rafforzamento patrimoniale realizzate nei primi sei mesi del 2014.

Carige: il cda vara l'aumento di capitale - Il cda di Carige ha approvato all'unanimità il Capital Plan che verrà sottoposto all'approvazione Bce, che prevede la copertura dello shortfall tramite un aumento di capitale per un importo non inferiore a 500 milioni garantito da Mediobanca ed altre operazioni di asset disposal.

Carige ha acquisito l'impegno di Mediobanca a pregarantire, come global coordinator e bookrunner, fino a 650 milioni l'integrale sottoscrizione delle azioni "rivenienti dall'aumento di capitale, qualora il maggiore importo venisse ritenuto necessario ai fini della validazione da parte della Bce delle misure del Capital Plan". Così si legge nel documento conclusivo del cda di Banca Carige tenuto dopo le decisioni della Banca centrale europea.

Bpm, Panetta: "Misure pronte" - Riferendosi alla cessione di una quota di Bpm nel risparmio gestito e alla rimozione dei requisiti aggiuntivi prudenziali, Panetta ha detto che la Popolare di Milano ha "chiuso i test Bce con una carenza, ma si hanno le misure per coprirla".

Bper, risultato positivo - Esito positivo per la Banca popolare dell'Emilia Romagna, per cui si conferma la solidità patrimoniale dell'istituto che non dovrà procedere ad alcuna operazione sul capitale. Rispetto allo stress test nello scenario "avverso" al 2016, la Banca evidenzia un surplus di capitale pari a circa 630 milioni grazie, appunto, all'azione di rafforzamento patrimoniale, e senza tenere conto dei potenziali benefici derivanti dalla validazione dei modelli interni.

Decreto ingiuntivo: in caso di contestazione la banca deve provare il creditoCassazione civile , sez. I, sentenza 18.09....
23/10/2014

Decreto ingiuntivo: in caso di contestazione la banca deve provare il credito
Cassazione civile , sez. I, sentenza 18.09.2014 n° 19696.

L’onere della prova ricade in capo all’istituto di credito nel caso vi sia esplicita contestazione nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo.

Ogni qualvolta l’istituto bancario proceda giudizialmente contro il cliente tramite ricorso per decreto ingiuntivo che venga opposto dallo stesso cliente, la banca deve dimostrare il proprio credito nel caso in cui quest’ultimo sia stato contestato specificamente.

Nella decisione 18 settembre 2014, n. 19696 i giudici, richiamando precedenti sul tema (Cass. n. 1842/2011) ricorda che nei rapporti bancari in conto corrente, la banca non può sottrarsi all'onere di provare il proprio credito invocando l'insussistenza dell'obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni dalla data dell'ultima registrazione, in quanto tale obbligo volto ad assicurare una più penetrante tutela dei terzi estranei all'attività imprenditoriale non può sollevarla dall'onere della prova piena del credito vantato anche per il periodo ulteriore.

Il principio, con specifico riferimento alla nullità di clausole riguardanti interessi ultralegali non dovuti, è stato affermato anche nella pronuncia n. 23974/2010, secondo la quale non si può confondere l'onere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del proprio credito, cui la banca risulta gravata.

La banca deve dimostrare il “percorso” del calcolo del saldo negativo che imputa al proprio cliente, depositando tutti i documenti nonché gli estratti conto dall’inizio del rapporto; non solo la documentazione concernente gli ultimi dieci anni.

Ancora in tema di capitalizzazione trimestrale i giudici della I sezione civile della Cassazione con la decisione del 18 settembre 2014 n. 19696 hanno precisato che la nullità della clausola, appunto, di capitalizzazione trimestrale degli interessi, posti a carico del cliente dell’istituto bancario, produce i propri effetti sin dall’inizio del rapporto di conto corrente.

La dichiarata nullità della citata clausola originariamente applicata al rapporto rende indispensabile il recupero dell’intero saldo sin dall’attivazione del conto (Cass. civ. n. 21466/2013).

05/09/2013

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30027

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