02/09/2021
Discutere dei problemi di appeal della nostra professione, senza tenere conto del contesto generale, e cercare colpe e rimedi strettamente al nostro interno, è un esercizio poco utile ed ancor meno lungimirante.
Il contesto economico cambia: basta girare per le nostre città, i nostri paesi.
I negozi di prossimità sono chiusi da tempo, gli artigiani non ci sono più, gli ettari coltivabili necessari a garantire l'equilibrio economico di una sana azienda agricola sono sempre maggiori.
Lo stesso per i servizi. Lo stesso per la nostra professione.
Attendere che qualche illuminato provvedimento, per mano di qualche salvatore della patria, possa sovvertire questa china è scellerato, almeno quanto prometterlo. Altrettanto attendere e promettere un fantasioso tornare indietro nel tempo, una rinvigorita professione contabile, una disfatta luddista del processo di disintermediazione e di digitalizazione.
Ma sappiamo che il piferaio di Hamelin ha sempre un gran seguito, e di quel seguito conosciamo già la sorte.
Uscire dalla massa è il primo passo verso la salvezza.
Alzare lo sguardo dallo stretto contesto di categoria, e dal breve termine, il successivo.
La categoria, e con questo dobbiamo intendere ciascuno di noi, ha il dovere di trovare in se risposte concrete: migliorarsi, aggregarsi, distinguersi.
AIDC ha avviato un processo di riflessione, che coinvolge tutte le sezioni locali, aperto anche ai non associati, per confrontarsi, raccogliere idee e proposte, fare analisi e sintesi.
Partiremo con una riunione di presidenti del prossimo 6 settembre, seguiranno riunioni locali estese a tutti i colleghi che vorranno fornire un contributo, per concludere il 21 ottobre, nel nostro meeting nazionale a Roma.
"Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” – Lucio Anneo Seneca