21/04/2026
Dopo il recente momento di confronto condiviso sul tema, con il convegno “La cucina italiana patrimonio culturale immateriale UNESCO: tutela giuridica in una prospettiva di sviluppo sostenibile”, organizzato, in qualità di componente, con la Commissione di Diritto Agroalimentare e Turismo Sostenibile COA Bari, coordinata dalla collega Feliciana Bitetto, torno su una riflessione che ritengo ormai centrale nel dibattito giuridico-culturale.
Un passaggio ulteriore, non una semplice ripresa.
La direttrice è chiara, la cucina italiana, nel suo riconoscimento quale patrimonio culturale immateriale UNESCO, non rappresenta un punto di arrivo, bensì un terreno operativo.
Un terreno in cui diritto, sostenibilità e identità territoriale si intrecciano in modo sempre più concreto.
E ciò implica una responsabilità precisa, trasformare un valore culturale diffuso in strumenti giuridici capaci di incidere realmente su filiere, territori e modelli di sviluppo.
Perché il valore, se non è governato, resta racconto. Se è governato, diventa sistema.