04/06/2026
Una precisazione affettuosa (ma necessaria) sugli avvocati.
Gli avvocati non danno consigli al bar, non dispensano opinioni come fossero commentatori sportivi e, soprattutto, non fanno previsioni del futuro.
Gli avvocati rilasciano pareri ed effettuano consulenze.
Dietro una risposta che spesso arriva in pochi minuti, ci sono ore di studio, fascicoli da leggere, giurisprudenza da analizzare, strategie da valutare, udienze da affrontare e decisioni tecniche da assumere. Molto spesso quando gli altri hanno già spento il computer e sono a cena.
Per questo, ogni tanto, un semplice "grazie Avvocato" è gradito. Ma da solo non basta a comprendere il valore del lavoro svolto.
C'è poi un altro equivoco da chiarire.
L'avvocato non è un amico. Può essere cordiale, disponibile, persino empatico. Può condividere le vostre preoccupazioni e combattere con determinazione la vostra battaglia. Ma non lo fa perché vi vuole bene.
Lo fa perché ha ricevuto un incarico professionale.
Non è "dalla vostra parte" per affetto, ma per mandato.
E attenzione: non sempre è tenuto a dirvi ciò che pensa intimamente del vostro caso. Ciò che conta davvero non è il suo stato d'animo, ma la qualità tecnica con cui esercita la difesa e tutela i vostri interessi.
La professione forense è una cosa seria. Non banalizziamola e non commettiamo l'errore di confondere il rapporto professionale con quello personale.
Se il vostro avvocato vi ascolta, vi rassicura, risponde alle telefonate improbabili il sabato e affronta problemi che non sono suoi come se lo fossero, non significa che sia diventato un familiare.
Significa che sta facendo bene il suo lavoro.
E, credetemi, spesso lo sta facendo mettendo la sua vita privata dopo le esigenze dei clienti.