Avvocato Fabio Sarra

Avvocato Fabio Sarra Avvocato Patrocinante in Cassazione con studio legale a Roma, esperienza ultra ventennale in diritto esperienza in diritto penale, di famiglia e minorile

11/11/2019

Verità sulla riforma della prescrizione: nuova astensione dalle udienze dei penalisti.
L’Unione Camere Penali Italiane proclama l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2, 3, 4 ,5 e 6 dicembre 2019. Per rendere concreto e visibile l’appello al Legislatore e alle forze politiche ad assumere o sostenere iniziative legislative volte alla cancellazione della legge che abolisce la prescrizione in appello, l’Unione organizza, dal 2 all’8 dicembre, una “Maratona oratoria nazionale per la verità sulla prescrizione” a Roma in Piazza Cavour, per informare incessantemente, e senza sosta, la pubblica opinione circa i reali contenuti di una riforma sciagurata che renderà il processo penale senza fine e colpirà in modo irrimediabile diritti fondamentali di tutti, prolungando a tempo indeterminato, ben più di quanto già oggi accada, la definizione dei processi penali, con un danno incommensurabile sia per i diritti degli imputati che per quelli delle persone offese. Tutti gli avvocati, le loro rappresentanze e quanti vorranno essere protagonisti di questa battaglia di civiltà e di verità sono invitati a partecipare. In allegato la delibera di astensione completa.

➡️ http://bit.ly/2JVQWKf

GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE
Delibera del 6 novembre 2019
Premessa
1. L’astensione proclamata dall’Unione delle Camere Penali nello scorso mese di ottobre ha visto
la partecipazione compatta degli avvocati penalisti e la convinta adesione delle altre componenti
della vita associativa forense, le quali hanno condiviso le ragioni della protesta ed esteso
l’astensione anche ai settori della giurisdizione civile ed amministrativa. Le Camere Penali
territoriali hanno dato vita in quelle giornate ad incontri e manifestazioni per informare la società
civile dei motivi del fermo dell’attività giudiziaria, ribadendo la necessità che venga cancellata la
nuova disciplina sulla prescrizione, altrimenti destinata a rendere il processo penale una macchina
senza tempo.
Tali iniziative sono state l’occasione per presentare i risultati della recente ricerca condotta dalle
Camere Penali italiane con l’ausilio dell’Istituto di ricerca Eurispes sulle vere ragioni della lunga
durata dei processi in Italia. Nessuna attività difensiva contribuisce al tempo della prescrizione, i
motivi dei rinvii e dei tempi morti tra le fasi processuali hanno tutti a che fare con le disfunzioni
degli Uffici di Procura o degli organi giudicanti.
La prescrizione nel nostro ordinamento è indissolubilmente legata ai principi di presunzione di
innocenza e di inviolabilità del diritto di difesa. Essa contribuisce a definire la funzione della pena
ed è contrappeso alle inefficienze della macchina giudiziaria stabilendo un limite entro il quale
deve intervenire la definitiva risposta di giustizia.
2. Le forze che compongono la maggioranza di Governo sono rimaste estranee alla nostra
interlocuzione, non ritenendo di dover rispondere con posizioni precise agli appelli per
l’abrogazione di una norma di sicura ispirazione autoritaria. Il Ministro della Giustizia ha inteso
ribadire che il tema della prescrizione non è tra le priorità del Governo e della sua azione,
nonostante che egli, pure al tempo sostenuto da una diversa maggioranza politica, avesse
rappresentato quantomeno la necessità di accompagnare l’operatività della nuova disciplina della
prescrizione con una riforma del processo penale finalizzata a ridurne i tempi morti e ad
individuare meccanismi per limitare il numero dei dibattimenti.
Misure queste non certo alle viste e sulle quali non si è ritenuto di dover ulteriormente coinvolgere
i diversi operatori del processo e l’Accademia.
3. E’ ineludibile la battaglia per il diritto penale liberale e il giusto processo. La consapevolezza di
esprimere la cultura che ha a cuore i principi costituzionali del diritto penale come extrema ratio,
della pena non solo come emenda ma come strumento di rieducazione e reinserimento sociale, del
processo come insieme di garanzie finalizzate alla realizzazione del contraddittorio, ci assegna il
compito di protestare e di informare i cittadini del vero significato di quell’insieme di diritti
chiamati a realizzare il giusto processo e del ruolo che la prescrizione svolge nell’ordinamento
penale.
E’ questa sulla disciplina della prescrizione una battaglia tra due concezioni dello Stato e del
diritto, che da una parte vede la cultura delle garanzie, dall’altra il populismo, che vuole il
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processo eterno, che scommette sull’imputato colpevole, che non consente a nessuno di sottrarsi
alla potestà punitiva, che assegna al processo il compito di vendetta sociale; dunque il ritratto di
una società spaventata e sofferente che non sa immaginare soluzioni diverse dalla rappresentazione
del processo come strumento di vendetta, che identifica la pena esclusivamente con il carcere.
La cultura dei diritti appartiene a tutta la comunità dei giuristi. Contro la riforma della prescrizione
e in nome dei principi costituzionali, con l’Unione delle Camere Penali si sono mobilitati i
tantissimi professori di tutte le Università italiane, che hanno sottoscritto un appello al Presidente
della Repubblica in occasione della promulgazione della nuova legge, sottolineandone i profili di
illegittimità costituzionale. Le rappresentanze della Magistratura, ed in particolare il Consiglio
Superiore della Magistratura, hanno in più occasioni avuto modo di esprimere la loro contrarietà al
meccanismo della nuova prescrizione, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2020.
E’ questa stessa comunità dei giuristi a dirci che la civiltà del diritto si compone di principi che
non possono essere oggetto di alcun compromesso.
4. L’Unione delle Camere Penali non si è sottratta al confronto su possibili interventi atti a
garantire la ragionevole durata del processo.
Al tavolo ministeriale abbiamo presentato ipotesi di riforme – condivise con la magistratura
associata – per il rafforzamento della regola di giudizio dell’udienza preliminare al fine di
renderne effettiva la funzione di filtro, per estendere la premialità e i casi di ricorso ai riti
alternativi, per l’individuazione di ulteriori ipotesi di depenalizzazione, così favorendo le
condizioni per la riduzione del numero dei processi al dibattimento.
Debbono inoltre essere previsti interventi che rendano certo il tempo delle indagini e dell’esercizio
dell’azione penale e l’effettività delle garanzie nell’attività dell’acquisizione della prova in
contraddittorio. Modifiche queste che non sono confluite nelle proposte del Ministro della
Giustizia, nonostante siano le uniche misure in grado di incidere sui tempi morti
dell’organizzazione giudiziaria.
5. L’assenza di un qualsiasi segnale da parte delle forze politiche, che fino ad oggi hanno inteso
ignorare la richiesta di bloccare la nuova norma sulla prescrizione, nell’ormai imminente
approssimarsi della data del 1 gennaio 2020, impone all’Avvocatura penale di continuare nella
protesta e nella denuncia presso l’opinione pubblica per chiarire la reale portata della riforma che,
per come concepita, renderà il processo penale senza fine.
E’ dunque necessario, di fronte a questa irresponsabile sordità della politica, dare corso ad un
ulteriore periodo di astensione per continuare nell’opera di corretta informazione della pubblica
opinione e per richiedere alle forze politiche di assumere o sostenere iniziative legislative volte
alla cancellazione della legge sulla prescrizione.
Per rendere concreto e visibile l’appello al Legislatore l’Unione organizzerà, nel periodo di
astensione, una “Maratona Oratoria” per l’intera durata della astensione nazionale dalle udienze,
dinanzi ai luoghi della Politica, per consentire agli avvocati, alle loro rappresentanze e a quanti
vorranno essere protagonisti di questa battaglia di informare incessantemente e senza sosta la
pubblica opinione circa i reali contenuti di una riforma sciagurata che colpirà in modo
irrimediabile diritti fondamentali di ciascuno di noi, prolungando a tempo indeterminato, ben più
di quanto già oggi accada, la definizione dei processi penali, con un danno incommensurabile sia
per i diritti degli imputati che per quelli delle persone offese.
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Per queste ragioni la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
proclama
secondo le vigenti regole di autoregolamentazione, nel rispetto delle recenti pronunce della Corte
Costituzionale, e dunque, in attesa di una più certa e consolidata loro interpretazione, con
esclusione dei processi contro imputati detenuti in custodia cautelare, l’astensione dalle udienze e
da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2,3,4,5 e 6 dicembre 2019 (esclusi i
circondari di Trapani e Cassino, interessati da astensioni indette rispettivamente dall’Ordine degli
Avvocati di Trapani con delibera del 10 ottobre 2019 e dall’Ordine degli Avvocati di Cassino con
delibera del 30 ottobre 2019, per mancanza del termine di 15 giorni tra la fine delle suddette
astensioni e l’inizio dell’astensione proclamata dall’Unione).
Invita
tutte le Camere Penali territoriali a promuovere, nella settimana di astensione, iniziative volte ad
informare la pubblica opinione delle ragioni della protesta e ad individuare le modalità per favorire
la partecipazione alla manifestazione oratoria continua organizzata in Roma nelle medesime date
dell’astensione e per le giornate di sabato 7 e domenica 8 dicembre.
Dispone
la trasmissione della presente delibera al Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Camera e
del Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia, ai Capi degli Uffici
giudiziari.
Roma, 6 novembre 2019
Il Segretario
Avv. Eriberto Rosso
Il Presidente
Avv. Gian Domenico Caiazza

03/06/2016
11/11/2012

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Indirizzo

Via Panfilo Castaldi 8
Rome
00153

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