31/08/2026
📈 Il Terzo settore cresce, cambia pelle, e lo fa soprattutto grazie ai giovani.
✅ 855.887 lavoratori nel non profit nel 2025, +25,3% rispetto al 2019, +4,3% sull'anno precedente
✅ 173mila posizioni in più in poco più di un quinquennio.
Questi i numeri del XXV Rapporto INPS, elaborato in collaborazione con la Fondazione Terzjus.
Al 15 agosto 2026 gli enti iscritti al Runts sono 151.731, di cui 21.703 imprese sociali: appena il 15% degli enti, ma con l'80% dell'occupazione complessiva del settore.
Cambia anche il volto del volontariato.
Il Rapporto Istat 2025 racconta una trasformazione, non un semplice declino: il volontariato organizzato coinvolge il 6,2% degli over 15 (-1,7 punti in dieci anni), ma il calo colpisce soprattutto la fascia 45-64 anni, un tempo la più attiva, mentre crescono gli over 64. Tra i 15-24enni il calo c'è, ma è tra i più contenuti (dal 7,5% al 5,3%).
Perché i giovani non si tirano indietro: si impegnano in altre forme. Il 35% dei 18-24enni esprime online opinioni su temi sociali e politici, contro l'11% degli over 75. È il fenomeno del "netattivismo": impegno civico che passa da campagne, raccolte fondi e mobilitazione sui social, spesso attivato dalla fiducia verso gli enti del Terzo settore. Il digitale non sostituisce l'impegno tradizionale: lo affianca.
Di fronte a un Terzo settore sempre più complesso resta però da colmare il gap delle competenze giuridiche, fiscali e manageriali. Servono esempi capaci di formare questa nuova classe dirigente: è il caso dell'Università Pontificia Salesiana che con il suo corso di laurea in Terzo settore, economia sociale e cooperazione (giunto al quarto anno) coniuga fisco, diritto, amministrazione e valutazione d'impatto sociale.
👉 Ne parliamo su Il Sole 24 ORE, leggi l’articolo https://gabrielesepio.com/giovani-e-terzo-settore-nel-sociale-nuovi-saperi-per-fare-innovazione/