08/10/2026
"Quella non è la sua scrittura."
Molte contestazioni di un testamento olografo, quello scritto a mano, cominciano così. Ed è anche il caso in cui si sbaglia più spesso strada.
Per anni si è discusso su come si contesta l'autenticità di un olografo. Nel 2015 le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza 12307, hanno chiuso la questione: chi sostiene che il testamento non l'ha scritto il defunto deve proporre una domanda di accertamento, e la prova spetta a lui. Non basta dire "non la riconosco".
Di solito la prova si costruisce con una perizia grafologica, e la perizia ha bisogno di scritture di confronto sicuramente autentiche: lettere, assegni, moduli firmati, atti sottoscritti davanti al notaio. Senza quel materiale la perizia diventa molto più difficile, e a volte non arriva a una conclusione. Conviene cercarlo subito, prima che finisca in uno scatolone durante lo sgombero della casa.
Poi ci sono i termini, e qui si decide quasi tutto.
1. Olografo non scritto per intero di mano del testatore, o senza firma: il testamento è nullo, e la nullità si può far valere senza limiti di tempo.
2. Data mancante o incompleta, oppure testatore incapace di intendere e di volere quando ha scritto: il testamento è annullabile, entro cinque anni dal giorno in cui le disposizioni sono state eseguite.
3. Violenza, dolo o errore: cinque anni anche qui, ma dal giorno in cui si è scoperto il vizio.
Anche quando l'azione non si prescrive, aspettare ha un costo: nel frattempo chi possiede i beni può arrivare a usucapirli.
In materia di successioni, prima del giudice si passa dalla mediazione obbligatoria. Se però il termine dei cinque anni è vicino, la prima cosa da fare è interromperlo.
La guida, con la tabella dei termini, è nel primo commento.
Avv. Paolo D'Agostino, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma
Sapreste dire oggi dove si trova una lettera o un assegno scritto a mano da un vostro genitore?