11/03/2022
🔴Le attiviste e gli attivisti di LabPuzzle accolgono con favore la nota del 𝘔𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘐𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘯. 381 𝘥𝘦𝘭 4 𝘮𝘢𝘳𝘻𝘰 2022 contenente indicazioni relative alle misure di accoglienza scolastica, supporto psicologico e mediazione linguistica e culturale, in favore dei minori provenienti dal conflitto ucraino, al fine di consentire un loro tempestivo ed efficace inserimento nella scuola pubblica italiana.
Tuttavia, sottolineano l’impropria limitazione dell’ambito applicativo della circolare agli “𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐮𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐢 𝐞𝐬𝐮𝐥𝐢” contenuta nell’oggetto e nel testo della circolare, che riecheggia improvvide limitazioni in altri testi normativi (decreto-legge 16/2022), parimenti criticate da tante associazioni della società civile, perché l'accoglienza e la protezione legale di tutti i rifugiati è dovuta sempre, senza discriminazioni su base etnica, politica, religiosa o di altra natura.
A ben vedere, le esigenze richiamate nella circolare non sono una novità, seppure oggi si impongano drammaticamente, ma sono strutturali nella scuola italiana. Da anni, se non decenni, le scuole si fanno carico dell’accoglienza di alunni stranieri, di ogni nazionalità, senza strumenti e soprattutto senza risorse dedicate, umane, strumentali ed economiche. Spesso sopperisce la buona volontà del personale scolastico, in collaborazione con enti e associazioni di volontariato, spesso semplicemente non si fa nulla. L’inclusione di alunni stranieri in una società multietnica necessita non di provvedimenti una tantum, ma di soluzioni sistemiche e di finanziamenti dedicati.
𝐋𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 è 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭à 𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐚𝐥 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐬𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚.
Ce lo dice, prima ancora che la nostra Costituzione agli articoli 3 e 34 e il Testo Unico Immigrazione all’art. 38, il senso etico e la nostra comune appartenenza all’unica razza umana. Lo dobbiamo a bambini e bambine ucrain*, come di altre nazionalità del mondo, che sono costretti a lasciare le loro case, i loro giochi e i loro amici per scappare da guerre e da altre umane sciagure causate da noi adulti. Discriminare bambini stranieri a scuola in base alla nazionalità aggiungerebbe ingiustizia ad ingiustizia, non lo possiamo permettere.
Ci auguriamo che gli uffici e i dirigenti scolastici, i docenti e tutta la comunità educante, compresi gli amministratori locali, che tanto hanno fatto in questi due anni passati per superare la crisi pandemica, siano in grado di interpretare la circolare garantendo parità di trattamento e non discriminazione nei confronti dei minori in fuga dall’Ucraina come dal resto del mondo. Il nostro sportello socio-legale è disponibile per qualunque segnalazione e necessità: 𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢 𝟑𝟑𝟒 𝟕𝟓𝟕𝟐𝟏𝟖𝟐 –𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨. 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨𝐜𝐢@𝐠𝐦𝐚𝐢𝐥.𝐜𝐨𝐦.
Non possiamo infine non sottolineare che le risorse economiche stanziate sono risibili – 1 milione di euro, per tutti i servizi di mediazione, sostegno psicologico e scolastico – e vanno prontamente adeguate all’eccezionalità e gravità del momento, tenuto conto dell’entità dei flussi che si prevede arriveranno nel nostro Paese, la gran parte dei quali riguarda minori stranieri, accompagnati e non accompagnati.
📄Il testo integrale della nota ministeriale nel primo commento sotto la foto.