Avv. Matteo Allegretti

Avv. Matteo Allegretti Studio Legale Tributario Allegretti

La Gerarchia dei Metodi nel Transfer Pricing è al Tramonto?La Gerarchia dei Metodi nel Transfer Pricing ha rappresentato...
27/07/2026

La Gerarchia dei Metodi nel Transfer Pricing è al Tramonto?
La Gerarchia dei Metodi nel Transfer Pricing ha rappresentato, per decenni, un dogma quasi inattaccabile brandito dall’Agenzia delle Entrate per contestare le politiche di prezzo intercompany dei grandi gruppi multinazionali. Infatti, imponendo meccanicamente il Metodo del Confronto del Prezzo (CUP) come standard assoluto, l’Amministrazione Finanziaria ha storicamente generato pesantissime riprese a tassazione, ignorando deliberatamente la reale complessità funzionale e l’allocazione dei rischi tra le consociate. Nondimeno, questo rigido scenario presuntivo è già da tempo giunto al suo definitivo epilogo.

Di recente, infatti, l’Ordinanza della Corte di Cassazione, Sez. V Civile, n. 18145 del 5 giugno 2026 ha scardinato alla radice tale automatismo erariale, sancendo il trionfo della Best Method Rule e della sostanza economica sull’astrattezza formale. Pertanto, per i CEO, i CFO e i General Counsel, comprendere i risvolti tecnico-strategici di questa pronuncia diviene oggi vitale per blindare i bilanci aziendali e neutralizzare preventivamente le contestazioni in tema di prezzi di trasferimento. Scopriamo nel dettaglio come i giudici di legittimità hanno ribadito l’osservanza delle regole della fiscalità internazionale, sconfessando un’ormai obsoleta ma pur sempre reiterata impostazione dell’Amministrazione finanziaria.

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Abuso del Diritto nelle Operazioni M&A.Nel complesso scenario delle riorganizzazioni societarie e delle acquisizioni ad ...
27/07/2026

Abuso del Diritto nelle Operazioni M&A.
Nel complesso scenario delle riorganizzazioni societarie e delle acquisizioni ad alta intensità di capitale, la gestione del rischio fiscale non è più un mero adempimento formale, ma rappresenta il vero crocevia per il successo di un’operazione straordinaria. Infatti, il labile confine tra la legittima pianificazione strategica e il tanto temuto Abuso del Diritto nelle Operazioni M&A ha storicamente rappresentato un terreno minato per le multinazionali, le Direzioni Legali e i Board of Directors.

Tuttavia, il biennio 2025-2026 ha registrato uno storico revirement giurisprudenziale e di prassi. Nello specifico, una serie di dirompenti pronunce della Corte di Cassazione e i recentissimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate hanno radicalmente riscritto le regole d’ingaggio tra Fisco e Imprese. Le novità sono assolute: dalla definitiva validazione dogmatica degli schemi di Merger Leveraged Buy Out (MLBO) e Leveraged Cash Out (LCO), passando per la delicatissima riqualificazione dell’imposta di registro tra Share Deal e Asset Deal, fino ad arrivare alla perentoria e imminente scadenza dell’agosto 2026 per salvare il recupero dell’IVA sui transaction costs.

Pertanto, in questo approfondimento tecnico, esamineremo l’attuale architettura logico-giuridica dettata dalle Magistrature Superiori. L’obiettivo è fornire ai General Counsel e ai CFO le direttive strategiche e i presidi negoziali indispensabili per blindare i propri assetti societari, neutralizzando in radice ogni contestazione erariale.

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L’Esterovestizione Cede alla Sostanza Economica.L’Esterovestizione Cede alla Sostanza Economica: questo è il cruciale pr...
27/07/2026

L’Esterovestizione Cede alla Sostanza Economica.
L’Esterovestizione Cede alla Sostanza Economica: questo è il cruciale principio di diritto, dal profondo impatto strategico per le multinazionali e i gruppi societari italiani, che emerge con forza dalla recentissima Sentenza della Corte di Cassazione, Sez. V, n. 7692 del 30 marzo 2026.

In un’epoca in cui l’Agenzia delle Entrate intensifica i controlli sulle catene di fornitura internazionali e sulle consociate estere, tacciandole spesso di essere mere “scatole vuote” (o wholly artificial arrangements), la Suprema Corte traccia un confine netto: l’Ufficio deve evitare di confondere il fisiologico coordinamento infragruppo con l’eterodirezione una consociata esterovestita. Per i CEO e i membri dei CdA che operano su scala globale (dal settore marittimo all’Oil & Gas, dal lusso alla robotica), comprendere i limiti del sindacato fiscale italiano sulla residenza delle società estere è vitale. Analizziamo come e perché la genuina operatività di una sub-holding o consociata estera disinneschi le più aggressive pretese del Fisco.

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Detrazione IVA su Cessione del Magazzino è Negata.Nelle complesse operazioni di M&A, riorganizzazione aziendale o acquis...
27/07/2026

Detrazione IVA su Cessione del Magazzino è Negata.
Nelle complesse operazioni di M&A, riorganizzazione aziendale o acquisizione di asset strategici, la gestione della fiscalità indiretta rappresenta spesso il vero spartiacque tra un’operazione di successo e un disastro finanziario. Uno degli errori più frequenti è quello di considerare la Detrazione IVA su Cessione del Magazzino come un automatismo procedurale, un diritto quasi scontato a fronte della semplice emissione di una fattura.

Ebbene, la recente Ordinanza della Corte di Cassazione, Sez. 5, n. 9008 depositata il 10/04/2026, ridisegna i confini dell’imposizione indiretta e lancia un monito inequivocabile, sia ai CEO, CFO e membri dei CdA di multinazionali e sia alle aziende di piccole e medie dimensioni: la riqualificazione negoziale operata dall’Agenzia delle Entrate può spazzare via il diritto alla detrazione in un istante, trasformando un presunto “vantaggio” fiscale in un contenzioso dagli esiti “svantaggiosi”.

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Riorganizzazione Societaria Senza Abuso del Diritto.Nel complesso scacchiere del wealth management e del passaggio gener...
27/07/2026

Riorganizzazione Societaria Senza Abuso del Diritto.
Nel complesso scacchiere del wealth management e del passaggio generazionale, strutturare una Riorganizzazione Societaria Senza Abuso del Diritto rappresenta la vera sfida per i fiscalisti d’impresa. Fino a dove può spingersi la legittima pianificazione fiscale prima di varcare il confine dell’elusione sancito dall’art. 10-bis della Legge n. 212/2000? La recentissima Risposta ad Interpello n. 42/2026 dell’Agenzia delle Entrate, letta alla luce del dirompente Atto di Indirizzo MEF del 27 febbraio 2025, traccia una linea di demarcazione epocale.

Immaginate di combinare il regime di “realizzo controllato” ex art. 177, comma 2, del TUIR per la costituzione di una holding newco, con la successiva donazione ai figli della nuda proprietà delle quote societarie ai sensi dell’art. 16 del TUSD, ottenendo un drastico e geometrico abbattimento della base imponibile. Un’operazione di tale portata è un capolavoro di ingegneria societaria o una fattispecie abusiva censurabile? L’Agenzia, pur riscontrando in limine un “indebito vantaggio fiscale”, ha clamorosamente validato l’operazione, escludendo l’abuso grazie alla blindatura della “sostanza economica” e delle “valide ragioni extrafiscali” non marginali.

Per tali ragioni, ritengo il documento di prassi estremamente interessante e meritevole di approfondimento.

In questo contributo, pertanto, esplorerò i dettagli tecnici, i risvolti giurisprudenziali e le specifiche pattuizioni statutarie (come le clausole “antistallo”) che hanno permesso ai contribuenti di superare il severo vaglio dell’Amministrazione Finanziaria. Analizzerò in profondità come l’interazione tra la neutralità indotta del conferimento e le metriche di valutazione del TUSD possa generare un risparmio d’imposta inattaccabile, fornendo a CEO, membri di CdA e giuristi d’impresa le coordinate ermeneutiche avallate dall’Ufficio, al fine di progettare e difendere una perfetta Riorganizzazione Societaria Senza Abuso del Diritto.

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Transfer Pricing nel Commodity Trading Oil & Gas.Nel complesso e dinamico scenario della fiscalità internazionale contem...
26/07/2026

Transfer Pricing nel Commodity Trading Oil & Gas.
Nel complesso e dinamico scenario della fiscalità internazionale contemporanea, la corretta gestione del transfer pricing nel commodity trading rappresenta, senza dubbio, la sfida più ardua e sofisticata per le Multinazionali del Settore Energetico. La convergenza tra l’estrema volatilità dei mercati delle materie prime, la strutturazione di catene del valore verticalmente integrate (dall’Upstream al Downstream) e l’aggressività sempre crescente degli accertamenti fiscali, richiede infatti un approccio difensivo proattivo e tecnicamente ineccepibile.

I rilievi mossi dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza verso le Multinational Enterprises dell’Energia vanno ormai oltre la semplice congruità numerica del prezzo di trasferimento (Transfer Price) nella singola operazione cross border. Oggi l’Amministrazione finanziaria, supportata da una giurisprudenza di legittimità e di merito sempre più analitica, mette in discussione la sostanza economica delle transazioni, la qualificazione dei flussi finanziari e la legittimità delle strutture intercompany. Per le Major Energetiche, comprendere i trend giurisprudenziali è dunque una necessità vitale per proteggere il valore e garantire la tax compliance.

Occorre guardare alla giurisprudenza non soltanto come a una somma di decisioni su casi specifici. Ogni pronuncia è, invece, uno «scrigno prezioso» che custodisce pattern logico-giuridici utilizzabili per la difesa in sede di contenzioso, ma soprattutto per costruire una contrattualistica intercompany e una politica di transfer pricing idonee a prevenire, a monte, contestazioni e verifiche fiscali.

Nel presente contributo analizzerò alcune recenti sentenze e ordinanze della Cassazione, delle Corti di Giustizia Tributaria e della Corte UE approfondite nella mia attività professionale e di ricerca. Si tratta di arresti potenzialmente molto utili per le realtà dell’Oil & Gas, dai quali estrapolerò i principi di diritto applicabili alle specificità del Transfer Pricing nel Commodity Trading, proponendo altresì alcune soluzioni operative concrete.

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Sulle Accise L’Onere della Prova è del Contribuente.Il principio cardine secondo cui sulle accise l’onere della prova è ...
26/07/2026

Sulle Accise L’Onere della Prova è del Contribuente.
Il principio cardine secondo cui sulle accise l’onere della prova è del contribuente rappresenta oggi la chiave di volta nella gestione del rischio fiscale per le grandi multinazionali del settore Oil & Gas. Nel panorama sempre più complesso e interconnesso della fiscalità energetica globale, infatti, un singolo disallineamento nei dati di stoccaggio o una lacuna nella tracciabilità dei flussi di gas naturale possono generare passività di proporzioni enormi.

A tal riguardo, l’Ordinanza della Corte di Cassazione n. 34654/2025, depositata il 29 dicembre 2025, costituisce un precedente giurisprudenziale di capitale importanza. Il Supremo Collegio, infatti, ha ribadito con estremo rigore la regola per cui spetta al contribuente provare sia la vendita effettiva del gas acquistato e sia la destinazione industriale o civile della commodity. Non sono ammesse deroghe. A mio avviso, la decisione in rassegna offre alle Multinazionali dell’Energia direttive operative estremamente utili per ripensare le proprie strategie di compliance, di contrattualistica intercompany e di difesa tributaria.

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La Nozione di Controllo nel Transfer Pricing per la Cassazione.La disciplina del transfer pricing, o dei prezzi di trasf...
26/07/2026

La Nozione di Controllo nel Transfer Pricing per la Cassazione.
La disciplina del transfer pricing, o dei prezzi di trasferimento infragruppo, rappresenta uno dei fronti più caldi e complessi della fiscalità internazionale e d’impresa. Al centro di questa materia, la cui finalità è garantire una corretta allocazione del reddito imponibile tra le diverse giurisdizioni in cui opera un gruppo multinazionale, vi è un concetto cardine: la nozione di controllo nel transfer pricing. La corretta interpretazione di questo presupposto soggettivo è il discrimine che determina l’applicabilità dell’intera, e spesso onerosa, normativa sui prezzi di trasferimento.

In un contesto di crescente attenzione da parte delle Amministrazioni Finanziarie globali, comprendere a fondo quando due società possano considerarsi “controllate” ai fini fiscali è di vitale importanza strategica. Recentemente, la Corte di Cassazione italiana è intervenuta con una serie di pronunce illuminanti, che hanno delineato con precisione i contorni di questo istituto fondamentale, distaccandosi nettamente dalla più formale nozione civilistica. L’analisi che segue, infatti, si basa su un corpus di sentenze e ordinanze chiave della Suprema Corte in subiecta materia.

Le pronunce della Cassazione che si menzioneranno, ribadiscono principi di massimo interesse, sia per i CEO (Chief Executive Officer) e i CFO (Chief Financial Officer) delle multinazionali, sia per i funzionari pubblici dell’Amministrazione Finanziaria e sia per i professionisti che si trovano spesso ad operare tra i predetti soggetti. Vedremo come la giurisprudenza del Supremo Collegio abbia abbracciato un approccio eminentemente sostanzialistico, fondato sul concetto di “influenza economica dominante”, per definire la nozione di controllo nel transfer pricing.

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Il Segreto Professionale Blocca I Controlli del Fisco negli Studi.La Corte di Cassazione, con la recente Ordinanza n. 17...
25/07/2026

Il Segreto Professionale Blocca I Controlli del Fisco negli Studi.
La Corte di Cassazione, con la recente Ordinanza n. 17228 del 26 giugno 2025, ha scolpito nella pietra un principio giuridico di civiltà. Questo principio funge da scudo a tutela dei professionisti e, di riflesso, dei loro clienti. In termini inequivocabili, la Corte ha ribadito che il segreto professionale blocca i controlli fiscali. Ciò accade quando le procedure di ispezione non rispettano le precise e inderogabili garanzie previste dalla legge. Questa decisione, lungi dall’essere un mero tecnicismo, offre spunti di riflessione cruciali per tutti gli operatori del diritto e dell’economia, confermando che il segreto professionale blocca i controlli dell’Agenzia delle Entrate in modo efficace.

La pronuncia definisce con chiarezza il momento esatto in cui l’acquisizione di documenti presso uno studio professionale diventa illegittima. Essa si pone come una vera e propria bussola per avvocati, commercialisti, notai e consulenti del lavoro. In un contesto di crescente pressione fiscale, conoscere i propri diritti è fondamentale. La sentenza esamina un caso emblematico, dimostrando in pratica come il segreto professionale blocca i controlli del Fisco.

L’accertamento si basava su documenti acquisiti durante un accesso della Guardia di Finanza. Tra questi, spiccava un «block notes» contenente nominativi di clienti e annotazioni di compensi. Questo documento è stato immediatamente qualificato dagli inquirenti come la prova regina di una “contabilità parallela”. La Corte ha però smontato l’intero impianto accusatorio. Ha stabilito che la procedura di acquisizione di tale documentazione, coperta da segreto, era irrimediabilmente viziata. Questo vizio ha portato alla conseguenza più drastica: la nullità dell’avviso di accertamento. Approfondiamo ora, passo dopo passo, i passaggi salienti di questa fondamentale ordinanza.

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