09/10/2026
𝗟’𝗔𝗴𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗘𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗥𝗶𝘀𝗰𝗼𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗽𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗲?
La risposta è sì, in presenza dei presupposti previsti dalla legge. Ed è una delle particolarità della riscossione fiscale che più spesso sorprende i contribuenti.
Se esiste un debito affidato alla riscossione e sono trascorsi i termini previsti senza che il contribuente abbia pagato, ottenuto una rateizzazione o sospeso la riscossione, Agenzia delle Entrate Riscossione può utilizzare una procedura speciale di pignoramento presso terzi. In sostanza, può notificare direttamente alla banca un atto con il quale le ordina, nei limiti del credito per cui si procede, di versare le somme dovute all’agente della riscossione. Non è necessario seguire integralmente il procedimento ordinario davanti al giudice previsto per un normale creditore privato.
Questo non significa, però, che il Fisco possa “prendere i soldi” senza regole. Il pignoramento deve fondarsi su un titolo valido, devono essere rispettati gli atti e i termini che precedono l’esecuzione e rimangono ferme le tutele previste dalla legge per determinate somme, in particolare quando sul conto vengono accreditati stipendi o pensioni.
Il vero problema è che spesso ci si accorge della situazione soltanto quando il conto è già bloccato. A quel punto bisogna muoversi rapidamente e ricostruire l’intera posizione: quali cartelle o altri atti sono alla base del debito, quando e come sono stati notificati, se esistano pagamenti non considerati, prescrizioni, sospensioni, rateizzazioni o altri motivi che possano incidere sulla legittimità della riscossione.
Un errore frequente è pensare: «Non ricordo di aver mai ricevuto quella cartella, quindi il pignoramento sarà sicuramente nullo». Non è necessariamente così. La validità delle notifiche va verificata documentalmente. Ma è altrettanto sbagliato ritenere che, una volta bloccato il conto, non ci sia più nulla da controllare.
La regola pratica è semplice: se ricevi un atto dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, non aspettare che il problema arrivi sul conto corrente. E se il pignoramento è già avvenuto, non limitarti a chiedere spiegazioni alla banca: la prima cosa da esaminare è la storia del debito e degli atti che hanno portato all’esecuzione.
Hai ricevuto un pignoramento, un’intimazione o un altro atto della riscossione e vuoi capire se la procedura è corretta? Scrivimi su WhatsApp indicando «RISCOSSIONE» e, se possibile, allegando l’atto ricevuto. Potremo verificare tempestivamente la situazione e valutare quali strumenti siano concretamente utilizzabili.
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Luca Tantalo
Avvocato cassazionista • Mediatore civile • Formatore