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"La prescrizione che ha chiuso il processo per i tre poliziotti imputati di aver costruito il falso pentito Scarantino n...
22/09/2026

"La prescrizione che ha chiuso il processo per i tre poliziotti imputati di aver costruito il falso pentito Scarantino non è un’assoluzione», tiene a dire Fiammetta Borsellino, la figlia del giudice Paolo, che con i suoi fratelli, Lucia e Manfredi, con l’avvocato Fabio Trizzino, non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia sulla strage che il 19 luglio 1992 ha ucciso il padre e i cinque poliziotti della scorta.

«La sentenza della Cassazione, emessa mercoledì — spiega — certifica adesso in via definitiva che ci fu un depistaggio nelle indagini compiute dal “Gruppo Falcone e Borsellino” sulla strage di via D’Amelio. E i poliziotti imputati, oggi prosciolti per prescrizione, ne furono protagonisti, a vari livelli: la sentenza riconosce la loro responsabilità per aver operato in direzione opposta rispetto alla giustizia, lo scorrere inesorabile del tempo ha solo impedito la condanna».

Eppure, alcuni avvocati difensori hanno esultato per questo verdetto. Cosa ne pensa?

«Ho trovato del tutto fuori luogo le dichiarazioni soddisfatte dei legali che dopo il verdetto della Cassazione hanno parlato di “caso chiuso” solo perché è caduta l’aggravante “di aver commesso il fatto per favorire Cosa nostra”».

Invece, perché questo caso non è chiuso?

«Lo dice la sentenza della Corte d’appello di Caltanissetta che la Cassazione ha confermato. È vero, i giudici di secondo grado hanno negato che i poliziotti abbiano operato per favorire l’organizzazione mafiosa, ma nelle motivazioni della

sentenza hanno scritto una cosa ancora più pesante. Questa: “L’obiettivo principale dell’ex questore La Barbera era quello di dare corso ad una prospettazione minimalista che non intaccasse responsabilità di soggetti esterni in qualsiasi modo coinvolti nella strage”».

Un’ipotesi ancora più inquietante dell’aver favorito l’organizzazione mafiosa.

«Per il giudice Tona, nel processo ci sono tutti gli elementi per dire che La Barbera “volle agevolare — cito un altro passaggio della sentenza d’appello — chi intendeva tutelare assetti di interessi e di potere diversi e più compositi del sodalizio mafioso che procedette all’esecuzione dell’attentato”. Le indagini devono proseguire per accertare chi sono questi soggetti che La Barbera intendeva favorire. E sono sicura che la procura di Caltanissetta non si fermerà».

Si sarebbe potuto fare di più in questo processo appena concluso, per arrivare a un risultato diverso?

«Certo. Gli imputati avrebbero potuto collaborare per il pieno accertamento della verità. Invece, ad esempio, si è arrivati a negare l’esistenza di un telefono o di circostanze poi emerse nel corso del processo. E un’altra cosa voglio dire. Se gli imputati erano così sicuri di non aver fatto nulla, perché non rinunciavano alla prescrizione?».

Dopo la sentenza, gli avvocati difensori hanno detto pure che il decorso del tempo e il maturare della prescrizione ha

impedito agli imputati di veder dichiarata la loro totale estraneità nelle imputazioni contestate. Cosa ne pensa?

«Non è affatto vero che la prescrizione ha impedito l’accertamento della verità. Centinaia di udienze hanno sviscerato fatti e situazioni che sono cristallizzati nella sentenza d’appello. Voglio ricordare che in secondo grado è stata anche annullata l’assoluzione per uno dei poliziotti. Dunque, per tutti e tre gli imputati la prescrizione ha solo impedito la condanna».

Cosa è emerso in quest’ultima stagione di inchieste e processi?

«Adesso abbiamo chiaro non solo l’operato dell’ex questore Arnaldo La Barbera e di alcuni poliziotti a lui fedeli, ma anche il terreno in cui sono poi maturati determinati fatti ignobili, in quel covo di vipere che era la procura di Palermo. La richiesta di archiviazione per l’insabbiamento del dossier mafia e appalti è in realtà un atto d’accusa pesantissimo. E queste verità non possono essere cancellate».

Quanto è stato difficile arrivare sin qui?

«Dobbiamo dire grazie ai tanti giovani che non hanno mai smesso di sostenerci in questa battaglia difficile. Una battaglia per la verità, vale la pena ribadirlo, che non riguarda soltanto la famiglia Borsellino, ma l’intero Paese.

A chi altri vorrebbe dire grazie?

«Ai magistrati di Caltanissetta, che non si sono mai fermati, e che ancora continuano a fare tutto il possibile perché venga accertata la verità. Vorrei dire grazie anche

a quegli avvocati che difendevano gli imputati accusati ingiustamente della strage: avevano già capito tutto, e furono messi loro sotto accusa. Il nostro è davvero uno strano Paese»."
Fonte: La Repubblica (soblo a pagamento)
Centro studi F. Imposimato

Erano accusati di aver di aver costruito "a tavolino" falsi pentiti, inducendoli a mentire, per depistare le indagini sulla strage di via D'Amelio

Pubblichiamo la mappa dei luoghi identificati da   La "mappa di via Sicilia" si trova a pagina 46 del celebre saggio  sc...
20/06/2026

Pubblichiamo la mappa dei luoghi identificati da
La "mappa di via Sicilia" si trova a pagina 46 del celebre saggio scritto dall'ex giudice con Sandro Provvisionato.

A) Via Barberini, ufficio del colonnello Renzo Rocca, l'uomo a capo dell'ufficio REI del SIFAR.
B) Via Vittorio Veneto 121, Ambasciata degli Stati Uniti D'America.
C) Via Vittorio Veneto 125, Hotel Excelsior, quartier generale romano di Licio Gelli, capo della loggia P2.
D) Via Sicilia 22, nel 1944 lo statunitense James Jesus Angleton si insediò qui come capo dell'Unità Zeta del servizio X2, l'OSS (Office of Strategic Services, i servizi segreti americani prima della creazione della CIA).
E) Via Sicilia 42, base di Ordine Nuovo coperta attraverso la copertura della società Mondial Export di Mario Tedeschi e Romano Coltellacci.
F) Via Sicilia 20, residenza del cittadino Abdel Latif Leguel, ufficialmente commerciante, inserito in una lista di cittadini libici da esplellere consegnata da Mousa Salem, rappresentante del servizio informativo di Gheddafi.
G) Via Sicilia 50, sede la Alcione detective, un'agenzia di investigazioni a cui il 18 luglio 2001 giunge una telefonata partita dalla scheda telefonica sim venduta a Nadia Desdemona Lioce delle Nuove Brigate Rosse.
H) Vi Sicilia 66, domicilio della società Itavia SPA, con sede legale a Catanzaro.
I) Via Sicilia 59, sede del Protective Service dell'UR, comando del controspionaggio dell'OSS.
L) Via Sicilia angolo via Romagna, sede dell'OMPAM (Organizzazione mondiale per l'assistenza massonica), creata da Licio Gelli.
M) Via Sicilia 159, diviene nel primo dopoguerra sede dei servizi segreti americani in base a documenti dell'OSS. Qui fu creato creò il primo nucleo dei servizi segreti italiani, il SIFAR, in fase di ricostituzione
N) Via Sicilia 235, sede occulta del nuovo servizio militare italiano, SID, usata per dare copertura ai neofascisti.

La mappa illustra gli intrecci della strategia della tensione a Roma a metà degli anni '60. Mostra l'impressionante concentrazione, a pochi metri di distanza tra loro, delle sedi dei servizi segreti (SID, SIFAR), della CIA, della dimora di Licio Gelli, dell'organizzazione Gladio e di Ordine Nuovo.

Centro studi F. Imposimato

L'esigenza di parlare ai ragazzi della Costituzione esiste da quando è nata la Costituzione e Ferdinando Imposimato lo h...
11/06/2026

L'esigenza di parlare ai ragazzi della Costituzione esiste da quando è nata la Costituzione e Ferdinando Imposimato lo ha sempre fatto instancabilmente, in modo eccelso e passionale.
Grazie Giudice, ti vogliamo bene!


Così si rivolgeva al Presidente Napolitano: "Democrazia è governo della maggioranza nel rispetto dei diritti della opposizione e non tirannide della maggioranza nel disprezzo della opposizione, come accade adesso. Tra le funzioni del Presidente della Repubblica previste dall'art 87 della Costituzione, non vi è quella di accusare la opposione di settarismo. Ringrazio il M5S per la sua corretta e responsabile opposizione e le sue battaglie in difesa dell'eguaglianza dei diritti sociali, del lavoro dignitoso, delle forze dell'ordine, della indipendenza della magistratura, della scuola pubblica, dell'etica politica.“

Nel video Imposimato spiega con estrema lucidità le ragioni del No al referendum sulla revisione costituzionale (Renzi-Boschi 2016)

fonte >

Il giudice Ferdinando Imposimato spiega con estrema lucidità perché votare NO

Per   ancora oggi la verità inerente le sue ultime inchieste, qui riepilogata, è ignobilmente sepolta !Onore ai caduti d...
25/05/2026

Per ancora oggi la verità inerente le sue ultime inchieste, qui riepilogata, è ignobilmente sepolta !
Onore ai caduti della strage di Capaci 23-5-1992 tutti.
Francesca Morvillo, Giovanni Falcone, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo.
Onore agli agenti che sono sopravvisuti e che hanno continuato a cercare la verità senza mai dimenticare, ma messi all'angolo da un sistema che li considera scomodi: Angelo Corbo, Giuseppe Costanza, Gaspare Cervello, Paolo Capuzza.

Le domande che dobbiamo farci oggi sono:
1) a chi portavano i conti svizzeri inerenti le tre rogatorie internazionali;
2) chi chiamò G. Falcone dopo aver ricevuto e letto gli atti della prima rogatoria internazionale;
3) chi aveva le conoscenze, l'abilità e la spregiudicatezza di organizzare (e non fallire) un attentato simile con tritolo di tipo militare ?


Centro studi F. Imposimato
Una risposta, 34 anni fa, prima di andarsene, ce la diede Giovanni Falcone: "menti raffinatissime".

Grazie a tutti, l'assistente del Giudice Imposimato

Buon giorno a Questa pagina inizierà a pubblicare gli articoli di Francesca Toto, assistente e persona di fiducia del Gi...
22/04/2026

Buon giorno a
Questa pagina inizierà a pubblicare gli articoli di Francesca Toto, assistente e persona di fiducia del Giudice Ferdinando Imposimato per oltre 20 anni ed ex membro della Commissione Nazionale Antimafia in qualità di consulente part time (senza indennizzo).

Oggi volontaria della Organizzazione di volontariato che persegue il fine di arrivare alla verità storica.
La verità storica, ben diversa da quella giudiziaria, è vicina, gli ultimi eventi raccolti dalla Procura di Caltanissetta lo testimoniano, ci complimentiamo per il lavoro svolto dal Procuratore S. De Luca.

Negli articoli che pubblicheremo desideriamo offrire notizie utili a comprendere fatti documentatissimi, riguardo un personaggio chiave, sempre osannato e mai messo in dubbio, abilissima a costruire una coltre di fumo attorno a lei.

Iniziamo dallo zelante magistrato informatico Renzo Lombardi, messo all'angolo e costretto ad andarsene:
1° https://www.orticaweb.it/storie-di-mafie-2/



Rimaniamo a disposizione della stampa nazionale per ulteriori approfondimenti.
Quanto scritto è tutto documentato, non verranno divulgati approfondimenti del Centro studi F. Imposimato sui social.

Grazie per l'attenzione,
La segreteria del Giudice F. Imposimato

Tutti Fermi! Nella puntata precedente vi ho illustrato di come il tesoro di Salvatore Riina fosse enorme, tanto ingente da non poter credere, la scrivente, che fosse solo quanto sinora confiscato e ridursi, quindi, a meno di quello di Vito Ciancimino. Ma se da un lato abbiamo i mafiosi, rappresentan...

Indirizzo

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