Studio Legale Marina Terlizzi

Studio Legale Marina Terlizzi Attività professionale legale

Il caso dei tre cacciatoriProgramma: Incidente ProbatorioHo partecipato alla puntata dedicata al caso dei tre cacciatori...
19/02/2026

Il caso dei tre cacciatori

Programma: Incidente Probatorio

Ho partecipato alla puntata dedicata al caso dei tre cacciatori trovati senza vita durante una battuta di caccia.
Nel mio intervento ho analizzato i possibili profili di responsabilità penale, le dinamiche legate all’uso delle armi e l’importanza delle ricostruzioni balistiche nei casi in cui i fatti risultano inizialmente poco chiari.
Quando si affrontano tragedie di questo tipo è fondamentale mantenere rigore, equilibrio e rispetto per le indagini in corso.

Ho cercato di offrire una lettura giuridica chiara, distinguendo tra ipotesi investigative e responsabilità accertate.

04/03/2025

Presso la Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini,”
Convegno “Il superamento dei pregiudizi nel contrasto alla violenza”.

01/03/2025
Dove il diritto si fa guida.Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 19069 dell'11 luglio 2024: Il pernottamento dei mino...
25/02/2025

Dove il diritto si fa guida.
Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 19069 dell'11 luglio 2024: Il pernottamento dei minori sotto i tre anni e il principio di adattamento

La gestione della frequentazione tra genitori e figli minori, in particolare quando i bambini sono molto piccoli, richiede un’attenta considerazione delle loro necessità affettive e della loro capacità di adattamento. La Ordinanza n. 19069 dell'11 luglio 2024, emessa dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, affronta il delicato tema del pernottamento presso il genitore non collocatario per i minori di età inferiore ai tre anni, stabilendo un principio chiaro ma flessibile.
I fatti di causa
In questo caso, la madre aveva impugnato la decisione di permettere il pernottamento del figlio presso il padre, sostenendo che tale misura avrebbe potuto destabilizzare il bambino, considerata la sua giovane età. La madre temeva che l’assenza del proprio ambiente familiare primario potesse influire negativamente sul benessere del minore.
La decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha sottolineato che:
1. Non esistono regole rigide.
Il pernottamento presso il genitore non collocatario, anche per bambini sotto i tre anni, non deve essere escluso a priori, ma deve essere valutato caso per caso.
2. L’interesse del minore è prioritario.
La decisione deve essere presa considerando le specifiche necessità del bambino, il suo grado di maturità e capacità di adattamento, nonché la qualità del rapporto con il genitore non collocatario.
3. Equilibrio e gradualità.
La Corte ha evidenziato che, in assenza di circostanze particolari che possano compromettere il benessere del minore, il pernottamento può rappresentare un’opportunità per consolidare il rapporto genitoriale. Tuttavia, è essenziale adottare un approccio graduale, che tenga conto della capacità del bambino di affrontare il distacco.
Principio di diritto:
Il pernottamento di un minore di età inferiore ai tre anni presso il genitore non collocatario deve essere valutato in base alle specifiche esigenze del bambino e all’interesse superiore del minore, evitando generalizzazioni e adottando soluzioni personalizzate.
Le implicazioni pratiche
Questa pronuncia offre una guida importante per i giudici e i genitori. La Corte chiarisce che ogni decisione relativa ai minori, soprattutto nella prima infanzia, richiede una valutazione attenta e individualizzata. Non si tratta di applicare regole universali, ma di adottare misure che rispettino le peculiarità di ciascun bambino e del suo contesto familiare.
Cosa cambia per i genitori
Per i genitori, questa ordinanza rappresenta un invito alla collaborazione e alla flessibilità. Invece di opporsi per principio al pernottamento, è fondamentale lavorare insieme per individuare soluzioni che garantiscano la serenità del bambino. Un percorso graduale, eventualmente supportato da professionisti, può aiutare il minore ad adattarsi al cambiamento senza traumi.
Conclusioni
L’ordinanza n. 19069/2024 ribadisce un principio chiave della giurisprudenza familiare: l’interesse del minore deve sempre prevalere su ogni altra considerazione. Il pernottamento presso il genitore non collocatario, anche per i bambini più piccoli, può essere un’opzione valida, a patto che sia gestito con attenzione, gradualità e rispetto per le specifiche esigenze del minore.
Il diritto accompagna e protegge, per costruire un futuro sereno per i più piccoli.

Dove il diritto si fa guida.Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 22083 del 5 agosto 2024: La frequentazione paritaria...
18/02/2025

Dove il diritto si fa guida.
Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 22083 del 5 agosto 2024: La frequentazione paritaria tra genitori e figli e l'interesse superiore del minore

Nel delicato equilibrio delle relazioni familiari, il tema della frequentazione paritaria tra genitori e figli è sempre più centrale nei procedimenti di separazione e affidamento. Con l’Ordinanza n. 22083 del 5 agosto 2024, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione chiarisce un principio fondamentale: l’obiettivo della parità deve sempre cedere il passo alle esigenze specifiche del minore.
I fatti di causa
Un padre aveva richiesto che la frequentazione con il figlio fosse paritaria rispetto a quella della madre, sostenendo che tale modalità fosse nell’interesse del bambino. Tuttavia, il tribunale di primo grado aveva disposto una frequentazione non paritaria, con collocamento prevalente del minore presso la madre, ritenendo che questa soluzione fosse più adeguata alle necessità del figlio.
La decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del tribunale, precisando che:
1. La frequentazione paritaria è un obiettivo tendenziale.
La legge prevede il diritto del minore a mantenere rapporti equilibrati e continuativi con entrambi i genitori. Tuttavia, la parità nella frequentazione non rappresenta un automatismo, ma un obiettivo da perseguire solo quando risulti conforme all’interesse superiore del minore.
2. La valutazione è caso per caso.
Ogni decisione deve essere adottata sulla base delle circostanze concrete, tenendo conto dell’età del minore, delle sue necessità affettive ed educative, della distanza geografica tra i genitori, nonché delle loro capacità di garantire stabilità e continuità.
Principio di diritto:
La frequentazione paritaria tra genitori e figli è un obiettivo da perseguire, ma la sua applicazione concreta deve essere subordinata a un’attenta valutazione delle specifiche esigenze e dell’interesse superiore del minore.
Le implicazioni pratiche
La pronuncia sottolinea l’importanza di mettere al centro il benessere del figlio, piuttosto che le aspettative o le richieste dei genitori. Questo approccio consente di adattare le decisioni giudiziarie alle caratteristiche uniche di ogni situazione familiare, evitando soluzioni che, seppur apparentemente equilibrate, potrebbero risultare dannose o inadeguate per il minore.
Cosa cambia per i genitori
Questa ordinanza invita i genitori a considerare il tempo trascorso con il figlio non come una questione di rivendicazioni personali, ma come un’opportunità per garantire stabilità, serenità e crescita armoniosa. La collaborazione tra le parti, anche attraverso il supporto di professionisti, può facilitare l’individuazione di soluzioni che rispettino il diritto del minore a un rapporto significativo con entrambi i genitori.
Conclusioni
L’ordinanza n. 22083/2024 ribadisce che l’interesse del minore è il criterio supremo nelle decisioni di affidamento e frequentazione. La frequentazione paritaria, pur essendo un obiettivo auspicabile, non può essere imposta a scapito delle esigenze specifiche del figlio.

Dove il diritto si fa guida.Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 23017 del 21 agosto 2024: L'importanza della chiarez...
11/02/2025

Dove il diritto si fa guida.
Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 23017 del 21 agosto 2024: L'importanza della chiarezza negli interventi dei servizi sociali

Quando si tratta di tutelare i minori, ogni decisione giudiziaria deve essere accompagnata da disposizioni chiare e attuabili. La Ordinanza n. 23017 del 21 agosto 2024, emessa dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, si concentra su un aspetto cruciale: il ruolo dei servizi sociali e la necessità di specificare con precisione i loro compiti e i tempi di intervento.
I fatti di causa
In un procedimento relativo all'affidamento di un minore, il tribunale aveva disposto il coinvolgimento dei servizi sociali per monitorare la situazione familiare. Tuttavia, l'ordinanza non aveva definito nel dettaglio né i compiti affidati ai servizi sociali né i tempi entro cui questi avrebbero dovuto intervenire. Tale genericità aveva portato uno dei genitori a contestare la decisione, evidenziando il rischio di inefficacia e di incertezza nell’attuazione del provvedimento.
La decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha ribadito che il coinvolgimento dei servizi sociali nei procedimenti riguardanti i minori deve essere accompagnato da disposizioni dettagliate e precise.
Principio di diritto:
Nei provvedimenti che richiedono l’intervento dei servizi sociali, è indispensabile:
1. Definire i compiti assegnati: Indicare chiaramente le attività che i servizi sociali devono svolgere, come monitoraggi, colloqui con il minore o con i genitori, e relazioni periodiche al giudice.
2. Stabilire tempi certi: Specificare i termini entro cui devono essere effettuati gli interventi o presentati i report, per garantire un efficace controllo della situazione familiare.
3. Evitare genericità: Un’ordinanza generica rischia di compromettere non solo l’attuazione del provvedimento, ma soprattutto la tutela del minore, che potrebbe trovarsi esposto a situazioni di disagio senza un’adeguata supervisione.
Le implicazioni pratiche
La pronuncia della Corte richiama l’attenzione su una questione di grande rilevanza pratica. La chiarezza delle disposizioni non è solo una garanzia per i genitori coinvolti, ma soprattutto uno strumento per proteggere il minore e assicurare un monitoraggio tempestivo ed efficace della sua situazione.
I giudici, dunque, devono adottare un approccio rigoroso nella formulazione dei provvedimenti, evitando ambiguità e prevedendo soluzioni che consentano ai servizi sociali di operare in modo mirato e responsabile.
Cosa cambia per i genitori
Per i genitori, questa ordinanza rappresenta una tutela aggiuntiva, poiché impone al giudice di fornire indicazioni precise, riducendo il rischio di interventi approssimativi o inefficaci. Allo stesso tempo, li invita a collaborare attivamente con i servizi sociali per agevolare l’attuazione delle misure stabilite.
Conclusioni
L’ordinanza n. 23017/2024 ribadisce che la tutela dei minori passa anche attraverso la precisione e la chiarezza delle decisioni giudiziarie. Coinvolgere i servizi sociali è fondamentale, ma il loro intervento deve essere guidato da disposizioni dettagliate, capaci di garantire un’efficace protezione e il rispetto dell’interesse superiore del minore.

NON COMINCIA MAI CON UNO SCHIAFFO!!!Quando l’amore diventa una gabbia!Il volto invisibile della violenzaLa dipendenza ec...
07/02/2025

NON COMINCIA MAI CON UNO SCHIAFFO!!!
Quando l’amore diventa una gabbia!
Il volto invisibile della violenza
La dipendenza economica è una delle armi più efficaci nelle mani di un manipolatore. Privare una persona dell'accesso alle proprie risorse finanziarie significa toglierle la libertà di scelta e di movimento.
Storia di Anna e Marco
Anna e Marco erano una coppia felice, finché lui l’ha convinta a lasciare il lavoro per occuparsi della casa. Marco ha promesso di prendersi cura di lei, ma con il tempo ha iniziato a limitare le sue spese, controllando ogni acquisto e impedendole di avere denaro proprio. Anna si è ritrovata priva di indipendenza, senza possibilità di scelta.
Come difendersi
• Mantenere sempre una propria indipendenza economica.
• Creare un fondo di emergenza nascosto.
• Chiedere aiuto ad un legale
Il diritto tutela
Il Codice Rosso tutela le vittime di violenza domestica, compresa quella economica. L’art. 570 del Codice Penale punisce chi priva il coniuge dei mezzi di sussistenza.
Conclusione
Il controllo economico è una violenza silenziosa ma devastante. Riconoscere i segnali precoci può salvare una persona da una vita di sottomissione e paura.

Dove il diritto si fa guida.Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 26517 dell'11 ottobre 2024: La conflittualità genito...
06/02/2025

Dove il diritto si fa guida.

Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 26517 dell'11 ottobre 2024: La conflittualità genitoriale e i limiti dell'affidamento condiviso

Nelle delicate dinamiche di una separazione coniugale, i giudici sono chiamati a bilanciare il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori e le difficoltà che possono derivare da un contesto familiare conflittuale. La Ordinanza n. 26517 dell'11 ottobre 2024, emessa dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, riafferma un principio fondamentale: l'affidamento condiviso resta una scelta prioritaria, anche in presenza di conflittualità, purché questa non comprometta il benessere del minore.
I fatti di causa
Il caso ha origine da una controversia in materia di separazione, in cui il tribunale di primo grado aveva disposto l'affidamento condiviso dei figli minori nonostante il conflitto esistente tra i genitori. La decisione è stata impugnata da uno dei genitori, che sosteneva che la conflittualità avrebbe reso impossibile una gestione condivisa della responsabilità genitoriale.
La decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato che:
La conflittualità genitoriale non esclude automaticamente l'affidamento condiviso.
L'affidamento condiviso può essere disposto finché il livello del conflitto non raggiunge un'intensità tale da compromettere il benessere psicofisico del minore.
Principio di diritto: l'interesse del minore resta il criterio guida. Questo significa che, in ogni decisione, il giudice deve valutare in concreto se la conflittualità tra i genitori possa essere gestita senza danneggiare la serenità e lo sviluppo equilibrato del figlio.
In presenza di conflitti gestibili, l'affidamento condiviso rappresenta uno strumento per garantire al minore il diritto a una relazione stabile con entrambi i genitori, favorendo anche un miglioramento del dialogo tra le parti.
Le implicazioni della pronuncia
La Corte riafferma che la conflittualità, pur essendo spesso una realtà nelle separazioni, non deve automaticamente tradursi in una rinuncia all'affidamento condiviso. Tuttavia, quando la tensione tra i genitori rischia di trasformarsi in un fattore destabilizzante per il minore, il giudice ha il dovere di adottare soluzioni alternative, come l'affidamento esclusivo, accompagnate da misure che tutelino i legami familiari.
Cosa possono fare i genitori
Questa pronuncia invita i genitori a riflettere sull'importanza del loro comportamento e sulla necessità di adottare, anche con il supporto di esperti, strategie che minimizzino il conflitto per il bene del minore. L'affidamento condiviso, infatti, non è solo un diritto, ma anche una responsabilità che richiede maturità e collaborazione.
Conclusioni
Con questa ordinanza, la Cassazione ribadisce che il benessere del minore è il faro che guida ogni decisione in materia di affidamento. La conflittualità, sebbene inevitabile in molte separazioni, non deve diventare una barriera insormontabile, a meno che non metta in pericolo la serenità del figlio.

Dove il diritto si fa guida.Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 31571 del 9 dicembre 2024: L'affidamento condiviso e...
04/02/2025

Dove il diritto si fa guida.
Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 31571 del 9 dicembre 2024: L'affidamento condiviso e il limite della conflittualità genitoriale
La separazione coniugale, soprattutto nei casi caratterizzati da forte conflittualità, pone al centro dell'attenzione dei giudici il superiore interesse dei figli minori. La recente Ordinanza n. 31571 del 9 dicembre 2024, pronunciata dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, offre un'importante conferma dell'orientamento giurisprudenziale sull'affidamento condiviso e i limiti che la conflittualità genitoriale può imporre.
I fatti di causa
Nel caso in esame, il tribunale di primo grado aveva disposto l'affidamento condiviso dei figli minori, stabilendo il collocamento prevalente presso la madre. Tuttavia, il padre aveva impugnato questa decisione, sostenendo che l'elevata conflittualità tra i genitori rendeva inattuabile l'affidamento condiviso, chiedendo una revisione del provvedimento.
La decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale: l'affidamento condiviso rappresenta la soluzione preferibile per tutelare il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, salvo che la conflittualità tra questi non raggiunga un livello tale da pregiudicare l'interesse del figlio.
Il criterio guida è sempre il benessere del minore.
Secondo la Corte, non è sufficiente che tra i genitori vi sia tensione o disaccordo per escludere l'affidamento condiviso. Piuttosto, è necessario che la conflittualità si traduca in comportamenti concretamente dannosi per lo sviluppo psicofisico del minore.
In questi casi, il giudice può adottare soluzioni più flessibili, come il ricorso all'esercizio separato della responsabilità genitoriale per le questioni di ordinaria amministrazione, mentre si continua a perseguire un modello condiviso per le decisioni di maggiore rilevanza.
Le implicazioni pratiche
L'ordinanza ribadisce che l'affidamento condiviso non deve essere abbandonato di fronte a ogni conflitto, bensì richiede un'attenta valutazione del contesto familiare. Per i genitori, questo si traduce in un invito a cercare, anche con l'ausilio di professionisti o mediatori familiari, modalità di comunicazione e collaborazione funzionali al benessere del figlio.
Dal punto di vista giuridico, l'ordinanza sottolinea il ruolo centrale del giudice nel bilanciare i diritti e i doveri dei genitori con l'interesse primario del minore, adottando misure che consentano di preservare i legami affettivi con entrambi i genitori senza esporlo a situazioni di tensione o disagio.
Conclusioni
La sentenza n. 31571/2024 offre un'importante conferma della centralità del minore nelle decisioni relative all'affidamento, ribadendo che il conflitto tra i genitori, pur significativo, non deve necessariamente precludere l'affidamento condiviso. Un messaggio chiaro: la conflittualità può essere gestita, mentre il legame genitoriale è un valore da preservare con ogni mezzo possibile. Al contempo, però, la sentenza offre un monito a quelle coppie che antepongono al preminente benessere dei propri figli una conflittualità non gestibile e nociva per i minori: ciò può incidere sula modalità di affido

Indirizzo

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Rome
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Lunedì 08:30 - 19:30
Martedì 08:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 19:30
Giovedì 08:30 - 19:30
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