Punto Legale Malasanità

Punto Legale Malasanità Risarcimento per Malasanità o Errore Medico
Zero spese fino a risarcimento ottenuto
(1)

01/06/2026

Ogni anno in Italia migliaia di pazienti escono da sale operatorie con danni permanenti che non avrebbero dovuto subire. Non complicanze: errori. La differenza vale centinaia di migliaia di euro e può cambiare completamente il percorso di giustizia.

Complicanza e negligenza non sono la stessa cosa
La complicanza è un rischio noto, documentato nel consenso informato, che si verifica nonostante una tecnica operatoria corretta. L'errore chirurgico è una lesione causata da imperizia, imprudenza o negligenza: lesione di un nervo che una tecnica corretta avrebbe evitato, posizionamento operatorio sbagliato che causa danni neurologici, incisione in zona sbagliata. Quando il chirurgo dice "è una complicanza", ha l'onere di dimostrarlo con la documentazione. Se non può, è responsabilità.
Il valore economico della tua disabilità è calcolabile

Le tabelle del Tribunale di Milano 2023 — adottate in tutta Italia — assegnano un valore preciso a ogni punto percentuale di invalidità permanente, modulato per età. Una disabilità permanente al 30% in un paziente di 50 anni vale €180.000–€350.000 solo per il danno biologico, a cui si aggiungono danno morale, spese mediche future, perdita di capacità lavorativa. Al 60% i valori superano spesso €700.000–€1.000.000.
Dimostrare l'errore è possibile — senza un medico "amico"
La perizia medico-legale indipendente analizza la cartella operatoria, il verbale anestesiologico, le immagini diagnostiche pre e post intervento. In molti casi la responsabilità emerge dai documenti stessi, senza bisogno di testimonianze interne. Risarcimenti documentati: €150.000–€1.500.000. Prescrizione: 10 anni dalla scoperta del danno.

800 601 020 — Consulenza gratuita, confidenziale e senza impegno.

29/05/2026

In Italia le RSA ospitano oltre 280.000 anziani. Ogni anno migliaia di famiglie scoprono, spesso troppo tardi, che il loro caro è stato abbandonato, malnutrito o ferito in strutture che avevano il dovere legale di proteggerlo.
Le piaghe da decubito sono la prima prova documentabile
Le piaghe di stadio III o IV si sviluppano quando il paziente viene lasciato nelle stesse posizioni per ore. Il cambio posturale ogni 2 ore è un obbligo protocollare, non una buona prassi. Se compaiono piaghe avanzate, il personale non ha fatto il suo lavoro. Quella prova è già scritta nella cartella infermieristica.
Cosa richiedere subito e come farlo
Hai diritto a ricevere entro 30 giorni: cartella clinica, scheda PAI (Piano Assistenziale Individualizzato), registro delle terapie somministrate, schede di monitoraggio del peso e della pressione. Se la struttura nega o ritarda, quella condotta è già una violazione perseguibile.
La responsabilità è della struttura — non devi dimostrare tu ogni episodio
Per la Corte di Cassazione e la Legge 24/2017, la RSA risponde per ogni atto del suo personale. La colpa si presume: tocca alla struttura dimostrare di aver operato correttamente. Se non lo dimostra, deve risarcire. Risarcimenti documentati da €80.000 a €400.000. Prescrizione: 10 anni dalla scoperta del danno.
800 601 020 — Consulenza gratuita, confidenziale e senza impegno.

27/05/2026

Aprile 2025. Ricoverata in una casa di cura privata dopo una caduta accidentale. Condizioni iniziali stabili. Nessuna emergenza. Ma durante la degenza febbre, vomito e stato settico.
Il 29 aprile il trasferimento d'urgenza all'ospedale pubblico rivelò l'entità del disastro: cinque batteri nosocomiali — Escherichia coli, Pseudomonas, Stafilococco aureo, Acinetobacter baumannii e Klebsiella — tutti di origine ospedaliera. L'infezione rese impossibile trattare la patologia di base. I medici non poterono nemmeno iniziare la terapia specifica. Morì il 14 giugno 2025 per shock settico e insufficienza multiorgano.
Il principio che ha fatto la differenza:
La struttura sanitaria non ha dimostrato di aver adottato alcun protocollo di prevenzione infettiva. In base alla legge, quella mancanza di prova è già responsabilità.
Risarcimento ottenuto: €1.200.000

📞 800 601 020 — Consulenza gratuita e ZERO spese anticipate

25/05/2026

Ogni anno in Italia migliaia di famiglie perdono un congiunto in ospedale senza ricevere mai una spiegazione chiara. Alcune di queste morti erano evitabili. Tutte le famiglie hanno diritti che spesso non vengono esercitati — per mancanza di informazione.
Le 3 cose fondamentali da sapere se hai perso un familiare in ospedale:

① Hai diritto alla cartella clinica completa — entro 30 giorni
Cartella di degenza, referti di laboratorio, ECG, TAC, emocolture, foglio delle terapie somministrate con orari, annotazioni mediche e infermieristiche, verbale di pronto soccorso. Tutto. L'ospedale è obbligato per legge a consegnarlo entro 30 giorni dalla richiesta. Se ritarda o consegna documentazione lacunosa, quella stessa violazione è perseguibile.

② La presunzione di responsabilità è dalla tua parte
Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione (sent. 6386/2023) e la Legge 24/2017, nelle infezioni ospedaliere e in molti casi di malasanità, la responsabilità è presunta in capo alla struttura. Non tocca a te dimostrare che l'ospedale ha sbagliato — tocca all'ospedale dimostrare che ha fatto tutto correttamente. Se non lo prova: deve risarcire.

③ Hai 10 anni — ma agire subito è decisivo
Il termine di prescrizione civile è 10 anni dalla scoperta del danno. Ma le testimonianze sfumano, i medici cambiano reparto, i registri di sterilizzazione e protocollo diventano difficili da reperire. La prima consulenza è gratuita, confidenziale e senza impegno. Chiama prima che le prove si perdano.

📞 800 601 020 — Consulenza GRATUITA e ZERO spese anticipate

22/05/2026

In Italia, ogni anno 500-600 nascite riportano danni evitabili per negligenza medica. La paralisi cerebrale da ipossia perinatale rappresenta il 40-50% di tutti i danni prevenibili nel parto. Eppure quasi nessun genitore sa cosa cercare nella cartella clinica o quando i propri diritti sono stati violati.
Le 3 cose fondamentali da sapere se tuo figlio è nato con danno cerebrale:

① Il monitoraggio fetale continuo non era facoltativo
Il cardiotocografo durante il travaglio attivo è obbligatorio. I segni di sofferenza fetale — bradicardia (

20/05/2026

Giugno 2022. Intervento programmato di sostituzione della valvola aortica. "Tutto sotto controllo." Ma durante l'operazione si verificò una lesione iatrogena al ventricolo destro — emorragia massiva, sutura d'urgenza, e poi una spirale inarrestabile.
Il lungo ricovero in terapia intensiva reso necessario dall'errore aprì la porta a tre batteri nosocomiali: Escherichia coli, Klebsiella e Pseudomonas. La profilassi antibiotica pre-operatoria era stata carente. Polmoniti, setticemia, piaghe da decubito. 180 giorni di sofferenze. Morì il 15 dicembre 2022.

Cosa abbiamo dimostrato:
① La lesione ventricolare è stata l'evento scatenante — "più probabile che non" — di tutta la catena infettiva
② Imperizia chirurgica e carenze nella prevenzione del rischio infettivo: doppia responsabilità accertata
③ Risarcimento ottenuto: €790.000 per il figlio e a titolo ereditario

📞 800 601 020 — Zero spese anticipate

18/05/2026

In Italia, 90.000 persone l'anno vengono ricoverate per ictus. Il 15% non viene diagnosticato in tempo utile per ricevere terapie salvavita. Alcune di queste persone rimangono paralizzate. Per una diagnosi che si fa in 30 secondi con il test FAST.

Le 3 cose fondamentali da sapere sull'ictus non diagnosticato:
① Il test FAST salva vite — e il medico lo sa (o dovrebbe saperlo)
F (Face): asimmetria del sorriso. A (Arm): un braccio che non si solleva. S (Speech): parole incomprensibili. T (Time): se anche uno solo di questi segni è presente, è ictus fino a prova contraria. Il medico del pronto soccorso ha l'obbligo di ordinare TAC cerebrale entro 1 ora dall'arrivo. Se non lo fa, è negligenza.

② La finestra terapeutica è 4,5 ore — e i numeri non mentono
Ictus ischemico trattato con trombolisi entro 4,5 ore: 80% sopravvive senza disabilità permanente. Ictus non trattato entro quella finestra: paralisi, afasia, stato vegetativo. Ogni minuto, 1,9 milioni di neuroni muoiono irreversibilmente. Un triage sbagliato da "codice rosso" a "codice giallo" può costare un'intera vita di autonomia.

③ I risarcimenti per ictus non diagnosticato sono tra i più alti d'Italia
Emiplegia + afasia per ictus mancato: €1.200.000–€1.800.000. Paralisi grave (75%+): €2.000.000–€2.800.000. Stato vegetativo: €2.500.000–€3.500.000. Decesso per ictus non diagnosticato: €2.000.000–€3.000.000 ai familiari. Hai 10 anni dalla scoperta del danno per agire.

📞 800 601 020 — Consulenza gratuita, confidenziale e senza impegno

15/05/2026

Ogni anno in Italia più di 110.000 pazienti passano dal pronto soccorso con sintomi compatibili con infarto. Una parte viene dimessa con diagnosi errate. Alcune di queste persone muoiono. È malasanità evitabile.
Le 3 cose fondamentali da sapere se ti hanno detto che il dolore al petto era gastrite:

① ECG + troponina sono obbligatori — non opzionali
Le linee guida ACC/AHA e le linee guida italiane sono chiare: nessun paziente adulto con dolore toracico può essere dimesso senza ECG e dosaggio della troponina. Se il medico non li ha prescritti, ha violato i protocolli. Se li ha prescritti ma mal interpretati, è imperizia.

② I minuti contano più di qualsiasi altra cosa
Un infarto trattato entro 90 minuti (angioplastica primaria) ha sopravvivenza >95% e spesso recupero completo. Lo stesso infarto non diagnosticato per 12 ore causa danni cardiaci irreversibili, insufficienza cardiaca cronica, invalidità permanente. La differenza è spesso solo una diagnosi tempestiva.

③ Hai diritto a risarcimento — e le cifre sono importanti
Casi documentati con dimissione errata da pronto soccorso seguita da infarto: risarcimenti tra €400.000 e €1.400.000 per invalidità, tra €720.000 e €1.400.000 per decesso dei familiari. Il termine di prescrizione è 10 anni dalla scoperta del danno.

📞 800 601 020 — Consulenza gratuita, confidenziale e senza impegno

13/05/2026

In Italia, 7.000 persone muoiono ogni anno per infezioni contratte in ospedale. La stragrande maggioranza di questi decessi era completamente prevenibile. Eppure i medici continuano a dire alle famiglie: "è normale, passerà".
Ecco le 3 cose che devi sapere se un tuo familiare ha avuto la febbre dopo un intervento chirurgico:

① La febbre post-operatoria non è mai banale
Se il paziente ha febbre >38,5°C, brividi, sudorazione, confusione o pressione bassa — il medico aveva l'obbligo di ordinare emocolture urgenti e avviare antibiotico entro 60 minuti. Il protocollo si chiama "Surviving Sepsis Campaign" ed è adottato in tutto il mondo.

② Ogni ora conta — e i numeri lo dimostrano
Ogni ora di ritardo nella diagnosi di sepsi aumenta la mortalità del 7-10%. Se il paziente ha mostrato i sintomi alle 8 di mattina e l'antibiotico è arrivato alle 4 di pomeriggio, stai già parlando di un ritardo che può raddoppiare il rischio di morte.

③ Non sei tu a dover dimostrare la colpa dell'ospedale
Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione e la Legge 24/2017, la responsabilità dell'ospedale è presunta. Deve essere la struttura a provare di aver adottato tutti i protocolli. Se non lo prova, il risarcimento può arrivare fino a €1.500.000.

📌 Il termine di prescrizione è 10 anni. Ma le prove si perdono col tempo — agisci subito.

📞 800 601 020 — Consulenza gratuita, confidenziale e senza impegno

10/05/2026

Dicembre 2023. Una donna ricoverata d'urgenza per calcolosi biliare. Una procedura endoscopica di routine — la CPRE — con un rischio di mortalità dello 0,3%. Praticamente zero.

Due giorni dopo la seconda procedura: doppia perforazione duodenale causata dalle manovre del chirurgo. Operazione d'urgenza per peritonite purulenta. Sessantatré giorni in terapia intensiva, lucida e consapevole fino alla fine. Morì il 1° marzo 2024.

Cosa ha accertato la nostra analisi:
① La perforazione è stata l'unica causa del decesso — escluse tutte le patologie pregresse
② Riconosciuto il danno biologico terminale per 63 giorni di agonia cosciente
③ Riconosciuto il danno da perdita del rapporto parentale per figli, fratelli e nipoti

Risarcimento ottenuto: €1.400.000

Non era una malattia inguaribile. Era un errore evitabile.
📞 800 601 020 — Consulenza gratuita

Indirizzo

Via Vittoria Colonna 32
Rome
00193

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

+39800601020

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Punto Legale Malasanità pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Punto Legale Malasanità:

Condividi

Digitare