Punto Legale Malasanità

Punto Legale Malasanità Risarcimento per Malasanità o Errore Medico
Zero spese fino a risarcimento ottenuto
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03/09/2026

Molte persone si rivolgono a cliniche odontoiatriche con l'obiettivo di migliorare il proprio sorriso, ma non sempre il risultato è quello sperato. Riconoscere i segnali giusti può fare la differenza tra subire il danno in silenzio e ottenere un giusto risarcimento.
1. Formicolio o perdita di sensibilità persistente
Se dopo un impianto o un'estrazione senti formicolio al labbro o al mento che non passa in pochi giorni, potrebbe trattarsi di una lesione del nervo alveolare causata da un impianto mal posizionato.
2. Protesi incongrue o difficoltà di masticazione
Se il risultato finale compromette la funzione masticatoria o l'estetica in modo evidente, potrebbe indicare una pianificazione dell'intervento non corretta, non solo un problema di gusto.
3. Consenso informato incompleto
Verifica se ti sono state spiegate davvero tutte le alternative e i rischi prima di firmare. In un caso reale, questi elementi combinati hanno portato a un risarcimento di 29.400 euro senza processo, in via stragiudiziale.

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Punto Legale Malasanità — Roma e Lazio

02/09/2026

Uno dei casi più complessi in tema di malasanità riguarda i pazienti trasferiti da una struttura all'altra, dove diventa difficile stabilire con certezza dove sia nato l'errore. Una recente ordinanza della Cassazione offre una risposta importante a chi si trova in questa situazione.
1. Responsabilità solidale tra tutte le strutture
Se un paziente riceve cure in più ospedali o ASL per lo stesso problema, non è necessario distinguere il peso esatto di ciascuna condotta: si può ottenere la condanna solidale di tutte le strutture coinvolte.
2. Il caso concreto: danno terminale riconosciuto
Nel caso deciso dalla Cassazione, i familiari di un paziente deceduto hanno ottenuto la condanna solidale di due ASL con riconoscimento del danno terminale, la sofferenza patita prima del decesso.
3. Polizze troppo restrittive possono essere nulle
Se la polizza di una struttura prevede una retroattività di soli due anni invece dei dieci previsti dalla Legge Gelli-Bianco, quella clausola può essere dichiarata parzialmente nulla, garantendo maggiore tutela al paziente danneggiato.

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01/09/2026

Uno dei dubbi più frequenti di chi subisce un danno da malasanità in una struttura privata è capire chi risponderà davvero del risarcimento: il medico o la clinica? Una recente ordinanza della Cassazione fa chiarezza su questo punto, con importanti conseguenze pratiche per i pazienti.
1. La clinica paga almeno la metà del danno
Con l'ordinanza n. 8866 dell'8 aprile 2026, la Cassazione ha stabilito che la struttura sanitaria, salvo casi eccezionali, non può recuperare per intero dal medico la somma già versata ai danneggiati: deve farsene carico almeno per il 50%, per il principio del rischio d'impresa.

2. Vale anche nei casi più gravi
La decisione nasce da un caso di decesso dopo un intervento di chirurgia bariatrica: la clinica aveva pagato tutto ai familiari e voleva recuperare l'intera somma dal chirurgo, ma la Cassazione ha confermato che la responsabilità va divisa.

3. Per il paziente cambia poco, ma è una garanzia in più
Chi ha subito un danno può sempre rivolgersi direttamente alla struttura sanitaria per l'intero risarcimento, senza dover entrare nelle dispute interne su come clinica e medico si divideranno poi il conto.

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28/08/2026

Uno dei dubbi più frequenti di chi subisce un danno da malasanità in una struttura privata è capire chi risponderà davvero del risarcimento: il medico o la clinica? Una recente ordinanza della Cassazione fa chiarezza su questo punto, con importanti conseguenze pratiche per i pazienti.
1. La clinica paga almeno la metà del danno
Con l'ordinanza n. 8866 dell'8 aprile 2026, la Cassazione ha stabilito che la struttura sanitaria, salvo casi eccezionali, non può recuperare per intero dal medico la somma già versata ai danneggiati: deve farsene carico almeno per il 50%, per il principio del rischio d'impresa.
2. Vale anche nei casi più gravi
La decisione nasce da un caso di decesso dopo un intervento di chirurgia bariatrica: la clinica aveva pagato tutto ai familiari e voleva recuperare l'intera somma dal chirurgo, ma la Cassazione ha confermato che la responsabilità va divisa.
3. Per il paziente cambia poco, ma è una garanzia in più
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27/08/2026

Dal 14 marzo 2026 scade il periodo transitorio previsto dalla riforma della responsabilità sanitaria, e le strutture sanitarie devono adeguarsi a nuove regole molto più rigide sulle coperture assicurative. Una novità che riguarda direttamente chi ha subito un danno da malasanità, anche in anni passati.
1. Massimali minimi obbligatori più alti
Ogni struttura deve avere una polizza con un massimale minimo che arriva fino a 5 milioni di euro per sinistro nei reparti di chirurgia, ortopedia, anestesia e parto: una garanzia concreta che, in caso di risarcimento riconosciuto, i fondi per pagarlo siano realmente disponibili.
2. Retroattività decennale delle polizze
Le polizze devono avere una retroattività di dieci anni: se il fatto risale a qualche anno fa, la struttura resta comunque assicurata e responsabile del risarcimento.
3. Tutele aggiuntive se l'assicurazione non basta
Se la struttura non si è adeguata o la coperture non è sufficiente, la normativa prevede strumenti di tutela ulteriori per il paziente danneggiato: motivo in più per far verificare il proprio caso da un legale specializzato.

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26/08/2026

Tra tutte le domande che riceviamo, questa è forse la più ricorrente: è davvero possibile fare causa a un ospedale pubblico, o la struttura è in qualche modo "protetta" rispetto a una clinica privata? La risposta, chiarita dalla normativa italiana, è netta.
1. Sì, la responsabilità è identica
La Legge Gelli-Bianco qualifica il rapporto tra paziente e struttura sanitaria come contrattuale, senza alcuna distinzione tra ASL, policlinici universitari e cliniche private: la responsabilità giuridica per un errore medico è la stessa in ogni caso.
2. Il termine per agire non cambia
Hai 10 anni di tempo per richiedere il risarcimento, esattamente come per una struttura privata, secondo l'articolo 2946 del codice civile. Non esiste nessuna scadenza ridotta legata alla natura pubblica dell'ente.
3. Cambia solo il percorso di pagamento
L'unica differenza pratica riguarda chi gestisce economicamente il risarcimento: per le strutture pubbliche, spesso interviene la compagnia assicurativa dell'ASL o il bilancio regionale, con tempistiche che un legale specializzato può contribuire ad accelerare.

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24/08/2026

Spesso si pensa alla malasanità come a un fenomeno che riguarda altre città o altre regioni. I numeri del Lazio raccontano invece una realtà molto più vicina di quanto si immagini.
1. 63 casi in tre anni, 42 con esito fatale
Solo una commissione regionale ha esaminato 63 casi di presunta malasanità nel Lazio nell'arco di tre anni, di cui 42 conclusi con il decesso del paziente e 6 legati al Pronto Soccorso e al servizio 118. Numeri che raccontano storie di famiglie reali.
2. Risarcimenti concreti già riconosciuti a Roma
Nella Capitale sono già stati riconosciuti risarcimenti significativi in casi di malasanità: 520 mila euro per morti evitabili, oltre 750 mila euro in altri procedimenti giudicati, e cifre che in alcuni casi superano gli 800 mila euro.
3. Un fenomeno costante, non episodico
Una singola azienda sanitaria locale romana gestisce in media 120 sinistri all'anno legati a presunti errori medici. È un dato che mostra come questa realtà sia parte della quotidianità sanitaria della città, non un evento eccezionale.

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21/08/2026

Ci sono storie che, anche se raccontate in forma anonima, rappresentano l'esperienza concreta di molte famiglie che hanno vissuto un danno da parto. Questa è una di quelle storie, costruita sulla base di casi reali seguiti da studi legali specializzati in malasanità ostetrica.
"A volte succede", ci hanno detto
Durante il travaglio, il battito del bambino ha mostrato segni di sofferenza per un tempo prolungato prima che si decidesse per un cesareo d'urgenza. Il bambino è nato con una paralisi cerebrale, e l'unica spiegazione ricevuta dai medici è stata che "a volte succede".
La cartella clinica ha raccontato un'altra verità
Una volta richiesta e analizzata da un medico legale indipendente, la cartella clinica ha mostrato che i segnali di sofferenza fetale erano stati ignorati per quasi un'ora. Questo elemento tecnico ha permesso di ricostruire con precisione la dinamica dell'errore.
Un risarcimento senza spese anticipate
Il percorso legale non ha richiesto alcun esborso economico anticipato da parte della famiglia. Oggi il risarcimento ottenuto sostiene la fisioterapia e l'assistenza quotidiana necessaria, offrendo un aiuto concreto e la certezza che l'errore non sia rimasto senza risposta.

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20/08/2026

Molte persone rinunciano a chiedere una consulenza perché immaginano un percorso lungo, complicato o poco trasparente. In realtà, il metodo che seguiamo per ogni caso di malasanità è strutturato in passaggi chiari, pensati per accompagnarti senza sorprese dall'inizio alla fine.
1. Pre-valutazione gratuita, senza impegno
Il primo passo è sempre un confronto gratuito in cui ci racconti cosa è successo. Analizziamo i primi elementi disponibili e ti diciamo con onestà se ci sono le basi per proseguire, senza alcun costo e senza alcun obbligo.
2. Documentazione e perizia medico-legale
Se il caso ha fondamento, raccogliamo insieme tutta la documentazione medica necessaria e facciamo eseguire una perizia medico-legale indipendente, che accerta con rigore tecnico se ci sia stato un errore e quale danno abbia effettivamente causato.
3. Consulenza legale e risarcimento
Un avvocato specializzato in responsabilità sanitaria prende in mano il caso, avvia la richiesta di risarcimento verso la struttura o l'assicurazione, e ti accompagna fino alla conclusione. In ogni fase vale la stessa regola: paghi solo quando ottieni davvero il risarcimento.

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19/08/2026

Uno dei dubbi più frequenti tra chi ha subito un errore medico anche molto tempo fa è capire se sia ancora possibile agire legalmente. La risposta dipende da un fattore spesso ignorato: contro chi si intende rivolgere la richiesta di risarcimento.
1. Contro la struttura sanitaria: 10 anni di tempo
Il rapporto tra paziente e ospedale, pubblico o privato, è considerato contrattuale, per cui la prescrizione del diritto al risarcimento è di 10 anni secondo l'articolo 2946 del codice civile. Il termine decorre dal momento in cui si acquisisce piena consapevolezza del danno subito.
2. Contro il singolo medico: 5 anni di tempo
Se invece si intende agire direttamente contro il sanitario responsabile, il rapporto viene qualificato come extracontrattuale, con un termine di prescrizione di 5 anni ai sensi dell'articolo 2947 del codice civile. Per questo motivo è sempre importante valutare con un legale specializzato contro chi orientare l'azione.
3. Un semplice atto può interrompere la prescrizione
Una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, contenente la richiesta di risarcimento motivata, interrompe il decorso della prescrizione e fa ripartire il termine da capo: altri 10 o altri 5 anni secondo il caso. È uno strumento semplice ma spesso decisivo per non perdere un diritto.

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Indirizzo

Via Vittoria Colonna 32
Rome
00193

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

+39800601020

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