Avv. Sabrina D'Ascenzo

Avv. Sabrina D'Ascenzo Sabrina D'Ascenzo: avvocato di diritto di famiglia
Mi occupo di diritto delle relazioni familiari, d

Contribuzione familiare e irripetibilità. "In tema di rapporti patrimoniali tra coniugi, le attribuzioni eseguite durant...
13/04/2026

Contribuzione familiare e irripetibilità. "In tema di rapporti patrimoniali tra coniugi, le attribuzioni eseguite durante la convivenza matrimoniale per concorrere a realizzare un progetto di vita in comune si presumono effettuate in adempimento del dovere di contribuzione ai bisogni della famiglia ai sensi dell’art. 143 c.c. e risultano, pertanto, irripetibili in quanto sorrette da una giusta causa. Ne consegue che il coniuge, il quale agisca con l’azione sussidiaria di arricchimento senza causa ex art. 2041 c.c. per ottenere la restituzione di somme versate su un conto corrente cointestato, ha l’onere di allegare e provare una causa diversa (quale, ad esempio, un mutuo) ovvero che l’apporto complessivo risulti, per entità e destinazione, sproporzionato ed inadeguato rispetto alle proprie sostanze e capacità reddituali, non assumendo a tal fine rilievo la mera dimostrazione di una superiorità quantitativa degli esborsi rispetto a quelli dell’altro coniuge".

Cass. civ., sez. III, ordinanza n. 8793 del 08.04.2026

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Trasmissibile agli eredi il diritto al rimborso del mantenimento di figlio non riconosciuto.  Il dovere di mantenimento ...
31/03/2026

Trasmissibile agli eredi il diritto al rimborso del mantenimento di figlio non riconosciuto.
Il dovere di mantenimento del figlio sorge sin dalla nascita; il correlato diritto al rimborso pro quota del genitore che vi abbia provveduto integralmente entra dalla medesima epoca nel patrimonio di quest’ultimo, pur essendo esercitabile a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di accertamento della filiazione. Ne consegue che tale diritto è ricompreso nella successione del genitore che ha provveduto in via esclusiva al mantenimento del figlio ed è trasmissibile agli eredi, anche ove il decesso intervenga anteriormente all’accertamento del rapporto di filiazione.

Cass. civ., sez. I, ordinanza n. 7187 del 25.01.2026

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Il trasferimento della residenza del minore deciso da uno dei genitori, senza concordarlo con l’altro, non comporta di p...
02/03/2026

Il trasferimento della residenza del minore deciso da uno dei genitori, senza concordarlo con l’altro, non comporta di per sé né la perdita dell’idoneità a svolgere il ruolo di affidatario o ad essere collocatario del minore, né l’ordine di rientro di quest’ultimo nel luogo di originaria residenza. In assenza di qualsiasi automatismo valutativo, il giudice è tenuto a verificare in concreto le conseguenze del trasferimento e ad accertare se risulti maggiormente conforme all’interesse del figlio il collocamento presso il genitore trasferitosi ovvero presso l’altro; deve, altresì, esaminare le ragioni del mutamento di residenza al fine di escludere intenti emulativi o condotte ostruzionistiche, non potendo il trasferimento risolversi in uno strumento volto a ostacolare il rapporto del minore con l’altro genitore.

Cass. civ., sez. I, ordinanza n. 4110 del 24.02.2026

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Convivenza di fatto e prescrizione. Con la pronuncia del 23 gennaio 2026 n. 7 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’il...
28/01/2026

Convivenza di fatto e prescrizione. Con la pronuncia del 23 gennaio 2026 n. 7 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2941, primo comma, numero 1) del codice civile, nella parte in cui non prevede che la prescrizione rimane sospesa tra i conviventi di fatto. Come per i coniugi, dunque, anche in caso di vincolo affettivo scaturente da una convivenza stabile non può essere imposto un onere implicante la scelta tra la tutela dei diritti che un convivente vanta nei confronti dell’altro, con il rischio di minare la fiducia reciproca, e la salvaguardia dell’armonia, dell’unità e della stabilità del rapporto. La Corte ha, inoltre, precisato che la prova dell’inizio e della cessazione di una convivenza di fatto non richiede necessariamente la registrazione anagrafica, essendo possibile attestarne esistenza e durata con ogni diverso mezzo di prova.

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Adozione in casi particolari: il minore può assumere il cognome dell’adottante sostituendolo a quello originario. Dichia...
30/12/2025

Adozione in casi particolari: il minore può assumere il cognome dell’adottante sostituendolo a quello originario.
Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 55 della legge n. 184 del 1983, in relazione all’art. 299, primo comma, c.c., nella parte in cui non consente all’adottando di assumere, con la sentenza di adozione del minore d’età, il solo cognome dell’adottante, se i consensi e gli assensi di cui agli artt. 45 e 46 della legge n. 184 del 1983 sono favorevoli e se esso risponde all’interesse del minore.
Corte Cost., sentenza, 30 dicembre 2025, n. 210


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La titolarità dell'assegno divorzile è presupposto sufficiente per il riconoscimento all’ex coniuge della quota del 40% ...
27/12/2025

La titolarità dell'assegno divorzile è presupposto sufficiente per il riconoscimento all’ex coniuge della quota del 40% del trattamento di fine rapporto (o di fine servizio) maturato in costanza di matrimonio, ai sensi dell'art. 12-bis l. n. 898/1970. Ciò indipendentemente dal fatto che l'assegno post-matrimoniale sia stato accordato in funzione della soddisfazione di esigenze perequative e compensative ovvero soltanto per esigenze assistenziali.
Cass. civ., sez. I, Ordinanza, 17.12.2025, n. 32910

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Per il principio generale dell'accessione ex art. 934 c.c., la costruzione realizzata in costanza di matrimonio e in reg...
18/10/2025

Per il principio generale dell'accessione ex art. 934 c.c., la costruzione realizzata in costanza di matrimonio e in regime di comunione legale da entrambi i coniugi su terreno di proprietà personale esclusiva di uno di essi è a sua volta bene personale e di proprietà esclusiva di quest'ultimo, mentre al coniuge non proprietario, che ha contribuito all'onere della costruzione, spetta, previo assolvimento dell'onere della prova di avere fornito il proprio sostegno economico, il diritto di ripetere, nei confronti dell'altro coniuge, le somme spese a tal fine.
Cass. civ., sez. II, 23.07.2025, n. 20793

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L'assegno di divorzio non costituisce una rendita a tempo indeterminato indifferente al sopravvenire di nuove circostanz...
27/09/2025

L'assegno di divorzio non costituisce una rendita a tempo indeterminato indifferente al sopravvenire di nuove circostanze, né autorizza l'avente diritto a tenere un atteggiamento passivo confidando sulla possibilità di gravare vita natural durante sul soggetto obbligato. Il beneficiario dell'assegno divorzile deve attivarsi per rendersi economicamente indipendente.
Cass. civ., sez. I, 17.09.2025, n. 25523

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In caso di riconoscimento tardivo della paternità, non vi è automatismo nell’attribuzione del cognome del genitore che h...
30/08/2025

In caso di riconoscimento tardivo della paternità, non vi è automatismo nell’attribuzione del cognome del genitore che ha proceduto per secondo al riconoscimento del figlio, essendo necessario verificare che non arrechi pregiudizio al minore e non sia lesiva dell'identità personale del figlio, ove questa si sia già definitivamente consolidata, con l'uso del solo primo cognome, nei rapporti personali e sociali. Il Giudice, dunque, dovrà decidere avendo riguardo, come criterio di riferimento, al solo interesse del minore.
Cass. Civ., sez. I, ordinanza n. 23905 del 26.08.2025

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Assegno divorzile – rilevanza convivenza prematrimonialeAi fini dell’attribuzione e quantificazione, ai sensi dell’art. ...
19/12/2023

Assegno divorzile – rilevanza convivenza prematrimoniale
Ai fini dell’attribuzione e quantificazione, ai sensi dell’art. 5, comma 6, l. n. 898/1970, dell’assegno divorzile, avente natura, oltre che assistenziale, anche perequativo-compensativa, nei casi peculiari in cui il matrimonio si ricolleghi a una convivenza prematrimoniale della coppia, avente i connotati di stabilità e continuità, in ragione di un progetto di vita comune, dal quale discendano anche reciproche contribuzioni economiche, laddove emerga una relazione di continuità tra la fase «di fatto» di quella medesima unione e la fase «giuridica» del vincolo matrimoniale, va computato anche il periodo della convivenza prematrimoniale, ai fini della necessaria verifica del contributo fornito dal richiedente l'assegno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno dei coniugi, occorrendo vagliare l'esistenza, durante la convivenza prematrimoniale, di scelte condivise dalla coppia che abbiano conformato la vita all'interno del matrimonio e cui si possano ricollegare, con accertamento del relativo nesso causale, sacrifici o rinunce, in particolare, alla vita lavorativa/professionale del coniuge economicamente più debole, che sia risultato incapace di garantirsi un mantenimento adeguato, successivamente al divorzio».
Cass., Sezioni Unite, sentenza n. 35385 del 18.12.2023

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