14/03/2026
Nello spazio digitale contemporaneo, il falso non è più un’anomalia: è una tecnica di influenza, un fattore economico e uno strumento di potere. Fake news, recensioni manipolate, contenuti sintetici e deepfake agiscono in modo sempre più pervasivo sulla formazione dell’opinione pubblica, sulle scelte dei consumatori e sulla stessa affidabilità dell’ecosistema informativo.
La menzogna online non si limita a distorcere il vero, ma costruisce realtà alternative credibili, capaci di orientare consenso, reputazione e mercato. In questo scenario, l’intelligenza artificiale amplifica quantità, velocità e sofisticazione della manipolazione, rendendo più sottile il confine tra autenticità e artificio.
La posta in gioco non riguarda soltanto la correttezza dell’informazione o la lealtà commerciale, ma la tenuta di valori essenziali come trasparenza, fiducia e libertà di scelta. Contrastare questi fenomeni significa allora impegnarsi per realizzare forme di tutela giuridica, tecnologica e culturale: difendere la verità come bene pubblico in un ambiente in cui l’inganno, ormai, può essere prodotto, diffuso e monetizzato su scala industriale.
Roberto De Vita
Giada Caprini
Marco Della Bruna
Nello spazio digitale contemporaneo, il falso non è più un’anomalia: è una tecnica di influenza, un fattore economico e uno strumento di potere. Fake news, recensioni manipolate, contenuti sintetici e deepfake agiscono in modo sempre più pervasivo sulla formazione dell’opinione pubblica, sul...