Gian Domenico Caiazza

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Gian Domenico Caiazza Avvocato penalista. Presidente Unione Camere Penali Italiane 2018-2023.

Presidente del Comitato della Fondazione Luigi Einaudi per Sì alla separazione delle carriere dei magistrati

16/10/2026

Non so se sia peggio l’incredibile mistificazione giornalistica che spaccia per una specie di “tana libera tutti” in favore dei boss di Cosa Nostra i tre (tre!) permessi premio concessi, su rigoroso controllo giudiziario e nel totale rispetto della legge e della Costituzione, ad altrettanti detenuti per fatti di mafia; o piuttosto la solenne interrogazione del ghota dei parlamentari con deleghe o competenze sui problemi della giustizia, che denunciano quei fatti “gravissimi”, invocando su di essi tuoni, fulmini e saette, e l’ira stessa degli Dei. Una domanda a questi parlamentari del PD: ma come mai in questo caso non valgono più la fiducia ed il rispetto per l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, e l’amore per la Costituzione più bella del mondo?

La sentenza con la quale La Cassazione ha assolto -annullando la doppia conforme di condanna- due magistrati milanesi ci...
10/10/2026

La sentenza con la quale La Cassazione ha assolto -annullando la doppia conforme di condanna- due magistrati milanesi ci spiega con grande autorevolezza che la scelta di non produrre, ad integrazione delle indagini, un documento favorevole alla difesa rientra nei poteri discrezionali del PM, ed è dunque penalmente incensurabile. Una decisione importante, soprattutto per chi non ha mai creduto alla favola del PM “parte imparziale” e “primo giudice del fatto”, raccontata con successo nella campagna contro la separazione delle carriere. Non perdetevi L’Eccezione di questa settimana

  Tutto il Paese si scandalizza alla notizia che la Polizia Giudiziaria non avrebbe comunicato, nemmeno al Pubblico Mini...
05/10/2026

Tutto il Paese si scandalizza alla notizia che la Polizia Giudiziaria non avrebbe comunicato, nemmeno al Pubblico Ministero, l’esito di due successivi esami del DNA che smentivano il primo, subito pubblicamente valorizzato come la prova regina della colpevolezza di Alberto Stasi. Ma nella quotidiana realtà giudiziaria, la difesa strenua da parte degli investigatori della propria ipotesi accusatoria assomiglia molto più alla regola che all’eccezione. Una mia riflessione sul Foglio

In Italia si intercettano i colloqui in carcere di decine di avvocati con i propri assistiti, e non succede nulla. Guard...
03/10/2026

In Italia si intercettano i colloqui in carcere di decine di avvocati con i propri assistiti, e non succede nulla. Guardate cosa succede negli altri Paesi civili, se ti azzardi a fare qualcosa di simile. Questa settimana su L’Eccezione

Il codice penale prevede espressamente che per le violenze sessuali “di minore gravità” la pena possa essere diminuita f...
26/09/2026

Il codice penale prevede espressamente che per le violenze sessuali “di minore gravità” la pena possa essere diminuita fino a 2/3, una enormità. Ma non fissa alcun criterio che definisca la “minore gravità”, per garantire certezza del diritto ed uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Tutto dipenderà dalla personale sensibilità del giudice che la sorte ti assegna. È mai possibile che condotte simili possano comportare punizioni così straordinariamente diverse? Non mancate di leggere L’Eccezione di questa settimana!👇👇

La campagna elettorale per il nuovo   riprende da dove non si è mai allontanata, in barba agli improbabili strali del Pr...
19/09/2026

La campagna elettorale per il nuovo riprende da dove non si è mai allontanata, in barba agli improbabili strali del Presidente dell’ANM contro le “degenerazioni del correntismo”. Le solite blindatissime “correnti” che candidano i propri fedelissimi, i quali perciò non potranno che comportarsi come ci si aspetta dai fedelissimi. Ma un gruppo di eretici ha candidato in tutti i collegi magistrati estratti a sorte. Non so se funzionerà, ma certo darà fastidio. Qualcosa inizia a muoversi davvero? Scoprilo questa settimana su L’Eccezione

Prima del 1996, la legge distingueva le “violenze carnali” (cioè gli “stupri” in senso proprio) dai meno gravi “atti di ...
15/09/2026

Prima del 1996, la legge distingueva le “violenze carnali” (cioè gli “stupri” in senso proprio) dai meno gravi “atti di libidine violenti” (cioè “toccamenti e palpeggiamenti” violenti: 1/3 di pena in meno). La riforma, sciaguratamente ispirata da intenti ideologici, ha preteso di annullare ogni distinzione semantica: sono tutte “violenze sessuali”. Una grande ipocrisia, perché poi la stessa norma prevede (art. 609 bis ultimo comma) le violenze sessuali di “minore gravità”, in tal caso riducendo la pena in modo addirittura maggiore (fino a 2/3!) del previgente codice fascista. Con il bel risultato di affidare alla discrezionalità del giudice, e non a precise distinzioni normative, la definizione di violenze sessuali “di minore gravità”. Una follia, che crea confusione e sconcerto nei media e nella pubblica opinione, e consente speculazioni politiche irresponsabili. Una mia riflessione sul Foglio.

Avevo 24 anni quando la mia vita ha avuto la fortuna di incrociare quella, formidabile e così irriducibilmente diversa, ...
11/09/2026

Avevo 24 anni quando la mia vita ha avuto la fortuna di incrociare quella, formidabile e così irriducibilmente diversa, dei radicali: Tu, Marco, Adelaide, Mauro, Gianfranco, Roberto, insomma la vita e la grande storia politica del Partito radicale. Da allora, sotto la Vostra guida, tante indimenticabili battaglie che hanno cambiato la storia e la vita quotidiana di questo Paese. E non ci siamo mai più davvero persi. Grazie, Emma

Il maresciallo trascrive male l’intercettazione, e così nell’ordinanza custodiale di   prende forma la fantasmagorica st...
07/09/2026

Il maresciallo trascrive male l’intercettazione, e così nell’ordinanza custodiale di prende forma la fantasmagorica storia dell’inesistente signor Corrado, che subito indica (a Lavitola!) senza mezzi termini come il Grande Vecchio che ha organizzato l’attentato. Sarà qualcuno del clan Moccia, anzi meglio, è Marco Mancini, già vertice dei Servizi, perché quello -ci assicura- è il suo nome in codice. Non si poteva immaginare una fotografia più nitida ed esilarante delle logiche, dei riflessi e dei vezzi del “giornalismo d’inchiesta” modello Report: fiducia cieca ed incrollabile nelle intercettazioni e nel Maresciallo, voci raccolte a vanvera, e caccia al Grande Vecchio. Perché, senza un Grande Vecchio, che notizie sarebbero? Una mia riflessione oggi sul Foglio

02/09/2026

Qualunque atto sessuale commesso contro la volontà della vittima, ivi compreso il fugace palpeggiamento del seno all’esito di un duplice abbraccio consensuale, è un atto odioso, giustamente e severamente punito dalla legge. Tuttavia la stessa legge opera una drastica riduzione della pena, addirittura fino a due terzi in meno, “nei casi di minore gravità” (art. 609 bis ultimo comma), quale appunto può ragionevolmente considerarsi un palpeggiamento fugace. La ordinanza cautelare del GIP di Torino, se si ha la pazienza almeno di leggerla, si muove all’evidenza in queste coordinate logiche e normative, e dunque applica una misura cautelare ritenendola evidentemente adeguata alla “minore gravità” contemplata dalla norma e al comportamento collaborativo dell’indagato. Si può condividere o meno, ci mancherebbe. Con una sola avvertenza: essere bengalesi non costituisce, norme alla mano, una aggravante. O almeno, non ancora.

Indirizzo

Rome

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