04/10/2026
CHOCO era il cane di Leonardo Magi. Aveva 15 anni e la sua vita è stata stroncata il 6 Aprile 2026 da un automobilista che, mentre Choco attraversava la strada con Leonardo, prima ha rallentato e poi è ripartito prendendo in pieno Choco💔🕯🐾
La Procura di Arezzo a Maggio aveva chiesto l'archiviazione. Noi abbiamo fatto opposizione, sulla base di tanti elementi, molti dei quali a mio avviso rilevanti e non considerati dal PM⚖️🐾
Il 02 Ottobre 2026 c'è stata udienza, all'esito della quale il GIP di Arezzo si è riservata.
Attendiamo lo scioglimento della riserva....con la determinazione di sempre ad andare avanti.
Per loro.🐾❤️
Per una Giustizia che sia anche a misura degli animali.⚖️
GRAZIE a Claudia di Amore a 4 Zampe per averci dato voce.😊⚖️🐾
CASO CHOCO, AD AREZZO L’UDIENZA CONTRO L’ARCHIVIAZIONE: IL GIP SI RISERVA
Si è svolta ieri, presso il Tribunale Penale di Arezzo, l’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione relativa alla morte di Choco, un meticcio di 15 anni travolto e ucciso lo scorso 6 aprile in via dell’Acropoli.
Il procedimento riguarda la ricostruzione di quanto accaduto e vede la famiglia di Leonardo Magi, proprietario di Choco, opporsi alla richiesta della Procura di archiviare il caso come un sinistro stradale colposo.
Nell’atto di opposizione, il difensore di fiducia, Prof. Avv. Avv Giada Bernardi - Avvocato degli Animali del Foro di Roma, contesta questa qualificazione e sostiene, sulla base degli elementi raccolti durante le indagini, una ricostruzione differente dei fatti.
Secondo la tesi difensiva, l'automobilista avrebbe inizialmente arrestato la marcia alla vista del proprietario di Choco e, successivamente, avrebbe accelerato dirigendo il veicolo verso il cane, che in quel momento si trovava sulla carreggiata. L'animale sarebbe stato quindi travolto dalle ruote anteriori e posteriori, prima che il conducente si allontanasse rapidamente.
La difesa ritiene che tali circostanze siano incompatibili con la qualificazione dell'accaduto come semplice incidente e sostiene l'ipotesi di un'uccisione volontaria dell'animale.
«Non si è trattato di una disgrazia o di una disattenzione, ma di un atto deliberato e spietato», ha dichiarato l’Avv. Giada Bernardi. Il legale ha inoltre evidenziato quelle che ritiene essere «gravissime lacune» investigative e ulteriori piste che, secondo la difesa, non sarebbero state approfondite nonostante gli elementi già acquisiti dalla Polizia Giudiziaria.
Al termine dell’udienza, il GIP si è riservato la decisione sulla prosecuzione delle indagini.