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20/08/2026

Caporalato: lo stato di bisogno non coincide con la povertà assoluta.
Una recente pronuncia della Cassazione (sent. n. 31546/2026) offre uno spunto importante sul reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Il fatto che un lavoratore abbia un’automobile, un’abitazione o un reddito familiare non esclude, di per sé, lo stato di bisogno previsto dall’art. 603-bis c.p. Ciò che conta è la situazione concreta: la necessità, anche temporanea, che può limitare la libertà di scelta del lavoratore e indurlo ad accettare condizioni lavorative particolarmente svantaggiose.
Anche l’eventuale accesso all’indennità Naspi dopo il licenziamento non basta a escludere lo stato di bisogno, anche perché la prestazione è parametrata alle retribuzioni effettivamente percepite.

Il caso Roggero: cosa ha deciso davvero la Corte d'Appello?Negli ultimi giorni si è tornato a parlare della sentenza che...
18/07/2026

Il caso Roggero: cosa ha deciso davvero la Corte d'Appello?

Negli ultimi giorni si è tornato a parlare della sentenza che ha riguardato Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour.

Al di là delle opinioni personali, è utile capire quali sono stati i fatti accertati e il ragionamento seguito dai giudici.

Secondo la ricostruzione contenuta nella sentenza, tre rapinatori entrarono armati nella gioielleria, minacciando il titolare e i suoi familiari e portando via denaro e gioielli.

Successivamente i rapinatori uscirono dal negozio e si diressero verso l'auto per fuggire.

In quel momento Roggero prese la propria pi***la, uscì dalla gioielleria e sparò diversi colpi, uccidendo due rapinatori e ferendone un terzo.

La domanda alla quale la Corte ha dovuto rispondere non era se la rapina fosse realmente avvenuta – questo era pacifico – ma un'altra:

nel momento in cui furono esplosi i colpi, la situazione di pericolo era ancora in corso oppure era già terminata?

Analizzando le immagini delle telecamere e gli altri elementi di prova, la Corte ha ritenuto che l'aggressione fosse ormai conclusa e che i rapinatori fossero in fuga.

Per questo motivo ha escluso la legittima difesa, ritenendo che mancasse uno dei suoi requisiti fondamentali: l'attualità del pericolo.

La sentenza chiarisce inoltre un principio importante: la riforma della legittima difesa del 2019 non ha eliminato i requisiti previsti dall'art. 52 del codice penale. Anche oggi il giudice deve verificare, caso per caso, se il pericolo fosse ancora attuale e se la reazione fosse necessaria.

La Corte ha quindi confermato la responsabilità penale dell'imputato, riducendo però la pena rispetto al primo grado.

L'INPS ti chiede di restituire migliaia di euro? Non sempre la richiesta è legittima.Negli ultimi giorni, una sentenza d...
13/06/2026

L'INPS ti chiede di restituire migliaia di euro? Non sempre la richiesta è legittima.
Negli ultimi giorni, una sentenza del Tribunale di Milano e, soprattutto, una recente Ordinanza della Corte di Cassazione n. 8170/2026 hanno ribadito un principio di grande importanza per i cittadini.
La richiesta di restituzione delle somme da parte dell'INPS non è automatica.
La Cassazione ha ricordato che, in materia di prestazioni assistenziali, il giudice deve verificare se:
- il beneficiario abbia agito in buona fede;
- l'INPS fosse già a conoscenza (o potesse conoscere) dei dati reddituali;
- si sia formato un legittimo affidamento del cittadino.
In questi casi, la restituzione delle somme già percepite potrebbe non essere dovuta, soprattutto quando l'indebito non è imputabile al beneficiario ma deriva da controlli effettuati solo successivamente dall'Istituto.
Ogni situazione è diversa e va valutata attentamente. Pertanto, ricevere una richiesta di rimborso dall'INPS non significa automaticamente dover pagare.
Prima di versare anche un solo euro è opportuno verificare se la pretesa dell'Istituto sia realmente conforme alla legge e ai più recenti orientamenti della giurisprudenza.

☀️🚗 Estate, vacanze e strade più trafficate: attenzione alle multe da autovelox e photored.Con l'arrivo dell'estate e l'...
09/06/2026

☀️🚗 Estate, vacanze e strade più trafficate: attenzione alle multe da autovelox e photored.

Con l'arrivo dell'estate e l'aumento degli spostamenti verso le località turistiche, cresce anche il numero dei controlli elettronici e delle sanzioni per violazioni del Codice della Strada.

Molti automobilisti, alla ricezione del verbale, ritengono che l'unica soluzione sia pagare. In realtà, prima di assumere qualsiasi decisione, è opportuno verificare che l'accertamento sia stato effettuato nel pieno rispetto della legge.

📌 Un esempio concreto.

Un conducente riceve una multa per eccesso di velocità rilevata da autovelox.

Richiedendo la documentazione emerge che il Comune produce un certificato di taratura riferito ad un'apparecchiatura con matricola diversa da quella indicata nel verbale, oppure non riesce a dimostrare l'effettiva omologazione del dispositivo utilizzato.

In un caso del genere il problema non è la velocità tenuta dall'automobilista, ma la mancanza di prova sulla regolarità dello strumento che ha effettuato la rilevazione.

E se non è certa l'affidabilità dello strumento, non può essere certa neppure la validità della sanzione.

Negli ultimi tempi diversi giudici hanno accolto ricorsi proprio sulla base di carenze documentali di questo tipo, ricordando che l'onere di dimostrare la legittimità dell'accertamento grava sull'Amministrazione.

⚖️ Questo non significa che tutte le multe siano sbagliate.

Significa però che ogni verbale deve essere supportato da una documentazione completa e conforme alla normativa vigente.

Indirizzo

Via XXI Aprile
Rome

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