18/07/2026
Il caso Roggero: cosa ha deciso davvero la Corte d'Appello?
Negli ultimi giorni si è tornato a parlare della sentenza che ha riguardato Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour.
Al di là delle opinioni personali, è utile capire quali sono stati i fatti accertati e il ragionamento seguito dai giudici.
Secondo la ricostruzione contenuta nella sentenza, tre rapinatori entrarono armati nella gioielleria, minacciando il titolare e i suoi familiari e portando via denaro e gioielli.
Successivamente i rapinatori uscirono dal negozio e si diressero verso l'auto per fuggire.
In quel momento Roggero prese la propria pi***la, uscì dalla gioielleria e sparò diversi colpi, uccidendo due rapinatori e ferendone un terzo.
La domanda alla quale la Corte ha dovuto rispondere non era se la rapina fosse realmente avvenuta – questo era pacifico – ma un'altra:
nel momento in cui furono esplosi i colpi, la situazione di pericolo era ancora in corso oppure era già terminata?
Analizzando le immagini delle telecamere e gli altri elementi di prova, la Corte ha ritenuto che l'aggressione fosse ormai conclusa e che i rapinatori fossero in fuga.
Per questo motivo ha escluso la legittima difesa, ritenendo che mancasse uno dei suoi requisiti fondamentali: l'attualità del pericolo.
La sentenza chiarisce inoltre un principio importante: la riforma della legittima difesa del 2019 non ha eliminato i requisiti previsti dall'art. 52 del codice penale. Anche oggi il giudice deve verificare, caso per caso, se il pericolo fosse ancora attuale e se la reazione fosse necessaria.
La Corte ha quindi confermato la responsabilità penale dell'imputato, riducendo però la pena rispetto al primo grado.