07/07/2026
Maltrattamenti in famiglia: assolto imputato della provincia di Frosinone: decisiva la difesa dell'avvocato Mauro Marsella.
Si è concluso con una piena assoluzione il procedimento penale che vedeva imputato un uomo della provincia di Frosinone, assistito dall'avvocato Mauro Marsella, accusato di maltrattamenti contro familiari o conviventi, aggravati dalla presenza di una minore, per il quale la Procura di Cassino aveva chiesto quattro anni di reclusione. Una vicenda processuale complessa, nella quale la difesa è riuscita a dimostrare l'infondatezza delle contestazioni mosse dalla Procura.
Secondo il capo di imputazione, l'uomo avrebbe, nel periodo compreso tra l'agosto 2019 e i mesi successivi alla nascita della figlia, tenuto nei confronti della convivente, una condotta caratterizzata da continue umiliazioni, offese, minacce e atteggiamenti vessatori, arrivando – secondo l'accusa – a sottoporla a soprusi e angherie tali da lederne il decoro e la dignità, provocandole un grave stato di sofferenza morale e psicologica.
Tra gli episodi contestati figuravano presunti insulti quotidiani, limitazioni nella gestione della figlia appena nata, messaggi WhatsApp dal contenuto offensivo e intimidatorio e ulteriori minacce che, secondo la Procura, avrebbero integrato il delitto di maltrattamenti in famiglia.
All'udienza del 7 luglio 2026, il Tribunale di Cassino in composizione collegiale ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti dell'imputato, ritenendo che le accuse non fossero supportate da un quadro probatorio idoneo a dimostrarne la fondatezza oltre ogni ragionevole dubbio.
Determinante è risultata l'attività difensiva dell'avvocato Mauro Marsella che, nel corso del processo, ha ricostruito con precisione l'intera vicenda, mettendo in luce incongruenze, contraddizioni e l'assenza di riscontri oggettivi a sostegno della ricostruzione accusatoria. Attraverso un'attenta attività istruttoria e un'efficace strategia difensiva, l’avvocato è riuscito a dimostrare che i fatti prospettati dall'accusa non corrispondevano al vero e che mancavano gli elementi necessari per affermare la responsabilità penale del proprio assistito.
La decisione del Collegio del Tribunale di Cassino rappresenta l'epilogo di un procedimento particolarmente delicato e riafferma uno dei principi fondamentali del processo penale: una sentenza di condanna può essere pronunciata soltanto quando la responsabilità dell'imputato sia provata oltre ogni ragionevole dubbio.