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Studio Corradini Studio Corradini offre consulenza specializzata in proprietà industriale ed intellettuale, registra

Nato nel 1967 lo Studio Corradini è una società di consulenza specializzata nel settore della proprietà industriale ed intellettuale. La sfida del mercato contemporaneo obbliga le Aziende che ambiscono a posizioni leader nel mercato ad investire in ricerca, sviluppo, innovazione e creatività. La nostra mission è quella di assicurare la più completa, e tempestiva assistenza per valorizzare e proteggere il patrimonio intellettuale ed industriale delle imprese, attraverso un qualificato servizio di consulenza ed assistenza nelle fasi di ricerca, deposito, ottenimento e difesa di brevetti, marchi e designs in Italia ed all’estero. Una capillare rete di corrispondenti affidabili e preparati permettono ai clienti del nostro studio di essere presenti in tempo reale presso gli Uffici Marchi e Brevetti di tutto il mondo.
50 anni di attività ed un approccio internazionale, agile e dinamico, in sinergia con un team di professionisti specializzati in ambito tecnico scientifico, giuridico e linguistico consentono allo Studio di generare risposte personalizzate per i propri clienti e per la tutela delle loro idee. La filosofia vincente dello Studio Corradini, è strategicamente centrata sul cliente e le sue esigenze.

La società californiana TradeSun ha citato in giudizio  , sostenendo che la denominazione del modello GPT-6 Astra, lanci...
19/10/2026

La società californiana TradeSun ha citato in giudizio , sostenendo che la denominazione del modello GPT-6 Astra, lanciato a settembre, violi il proprio ASTRA. TradeSun utilizza il segno dal 2021 per un software di intelligenza artificiale destinato alla classificazione dei documenti e all’estrazione dei dati, ed è titolare della relativa registrazione federale.

L’azione si fonda sulla cosiddetta confusione inversa: l’impresa entrata per seconda sul mercato, grazie alle proprie dimensioni, finisce per far associare il segno a sé, e il titolare originario rischia di apparire come l’imitatore. Secondo l’atto, la campagna di lancio di OpenAI starebbe insegnando ai consumatori che Astra significa OpenAI. In questo modo li indurrebbe a ritenere che il prodotto di TradeSun sia basato sulla tecnologia di OpenAI o da questa approvato. TradeSun sostiene inoltre che una società esperta nella registrazione e nella tutela dei marchi avrebbe potuto facilmente individuare la registrazione anteriore.

TradeSun chiede un provvedimento che imponga a OpenAI di rimuovere la denominazione da tutti i prodotti, l’accertamento della violazione e la retroversione degli utili conseguiti. OpenAI ha definito la domanda del tutto infondata. Non è la prima controversia di questo tipo per la società, che in passato aveva già abbandonato il nome «io» per i propri dispositivi dopo la causa promossa dal produttore iyO.

OpenAI was hit with a new lawsuit Monday alleging that it stole the name of an AI software company’s flagship product — ASTRA — for one of its latest large language models.

Una Corte d'Appello statunitense ha confermato che ROSSIntelligence ha violato il   di Thomson Reuters utilizzando i som...
16/10/2026

Una Corte d'Appello statunitense ha confermato che ROSS
Intelligence ha violato il di Thomson Reuters utilizzando i sommari della banca dati giuridica Westlaw per addestrare il proprio motore di ricerca basato sull'intelligenza artificiale, e che tale utilizzo non rientra nel . È la prima pronuncia di una corte d'appello federale statunitense sull'addestramento dell'IA, e a pesare di più è stato l'effetto sul nascente mercato delle licenze di contenuti come dati di addestramento. La Corte ha però distinto il caso dalle controversie sull' generativa.

Tutti i particolari nel nostro ultimo articolo.

La Corte d’Appello del Terzo Circuito degli Stati Uniti ha confermato che ROSS Intelligence ha violato il diritto d’autore di Thomson Reuters utilizzando i sommari della banca dati giuridica Westlaw per addestrare il proprio motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale, e che tale ut...

L’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale ha pubblicato il Global Innovation Index 2026. È la classifica a...
12/10/2026

L’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale ha pubblicato il Global Innovation Index 2026. È la classifica annuale che misura la capacità innovativa di 139 economie attraverso 79 indicatori, tra i quali figurano i depositi di , e disegni e la concessione in licenza della proprietà intellettuale.

In testa alla classifica si confermano la Svizzera, prima per il sedicesimo anno consecutivo, la Svezia e gli Stati Uniti, seguiti da Repubblica di Corea e Singapore. La Cina mantiene il decimo posto, mentre Germania e Francia si collocano rispettivamente all’11° e al 13°. Tra le economie che hanno scalato più rapidamente la classifica nell’ultimo decennio figurano Cina, India, Vietnam, Turchia, Filippine, Marocco e Indonesia.

Il rapporto evidenzia una ripresa degli investimenti in innovazione trainata dall’intelligenza artificiale. Nel 2025 la spesa globale in ricerca e sviluppo è cresciuta di oltre il 3,3%, mentre il capitale di rischio è aumentato del 28%, a 510 miliardi di dollari. L’ ha assorbito il 53% del valore delle operazioni. Nel 2026 la spesa in ricerca e sviluppo dovrebbe crescere del 3,6%, raggiungendo i 3.400 miliardi di dollari. Il tema speciale di quest’anno è dedicato alle startup a base scientifica: oltre 30.000 imprese nate dal 2000, per un valore complessivo stimato in 7.600 miliardi di dollari.

Switzerland, Sweden, the US, the Republic of Korea and Singapore are the world’s most-innovative economies, according to WIPO’s Global Innovation Index 2026, which also shows that AI is driving a rebound in innovation investments.

La Settima Sezione Civile del Tribunale di Monaco di Baviera ha pubblicato le proprie linee guida sul calcolo dei canoni...
09/10/2026

La Settima Sezione Civile del Tribunale di Monaco di Baviera ha pubblicato le proprie linee guida sul calcolo dei canoni per i , i essenziali agli standard tecnici, che i titolari si impegnano a concedere in licenza a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie ( ). Il documento fissa regole precise sui contratti comparabili e indica valori concreti: un onere complessivo dell’8% per il , pari a 13,60 dollari per telefono, canoni indicativi per gli abbonamenti di streaming e una riduzione presunta del 15% per i portafogli delle imprese cinesi.

Ne parliamo nel nostro ultimo articolo.

Stabilire che un brevetto essenziale debba essere concesso in licenza a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie è relativamente semplice. Assai più complesso è stabilire quale sia, in concreto, l’importo che risponde a tali requisiti. È proprio su questo terreno che si è mossa la S...

Un giudice federale della Pennsylvania ha respinto l'istanza con cui Starbucks chiedeva la declaratoria di inammissibili...
07/10/2026

Un giudice federale della Pennsylvania ha respinto l'istanza con cui Starbucks chiedeva la declaratoria di inammissibilità dell'azione promossa dal sindacato Workers United, che rappresenta migliaia di dipendenti della catena. Con tale azione il sindacato mira a ottenere l'accertamento negativo della , ossia una pronuncia che dichiari lecito l'uso della denominazione "Starbucks Workers United" e di una versione del logo aziendale modificata con l'inserimento di un pugno chiuso. Il giudice ha disatteso la tesi difensiva secondo cui, in virtù di un protocollo d'intesa sottoscritto dalle parti nel 2024, non sussisterebbe alcuna controversia attuale.

La vicenda si inserisce in un contenzioso di lunga durata. aveva agito per prima nel 2023 dinanzi a una corte dell'Iowa, deducendo la violazione dei propri , e il sindacato aveva depositato lo stesso giorno in Pennsylvania la domanda di accertamento negativo. Entrambi i giudizi erano stati abbandonati nel 2025, salvo poi essere riproposti nell'aprile e nel giugno di quest'anno, a seguito del fallimento delle trattative.

La controversia colloca la tutela del marchio sul terreno dei rapporti sindacali, stabilendo entro quali limiti un'organizzazione di lavoratori possa impiegare il segno distintivo del datore di lavoro per identificarsi e per comunicare la propria azione, senza che ciò integri una violazione dei diritti del titolare.

A federal judge in Pennsylvania on Friday denied Starbucks' request to dismiss a lawsuit filed by a ​union that represents thousands of its employees in an ‌attempt to counter the coffee chain's trademark infringement claims.

Una giuria federale di San Diego ha condannato   a versare oltre 5,7 miliardi di dollari a Taction, società specializzat...
03/10/2026

Una giuria federale di San Diego ha condannato a versare oltre 5,7 miliardi di dollari a Taction, società specializzata in tecnologie aptiche, chiudendo in primo grado una causa avviata nel 2021. Al centro del procedimento vi sono due statunitensi relativi a un sistema di trasduttori tattili basati sulle vibrazioni, concepito per restituire all'utente la percezione della risposta del dispositivo ai propri comandi. Secondo l'accusa, il Taptic Engine, ossia il componente che genera il feedback tattile su Apple Watch e iPhone, sfrutterebbe una tecnologia da essa sviluppata e utilizzata in assenza di licenza.

La giuria ha accertato la violazione di due rivendicazioni di un brevetto e di una rivendicazione dell'altro, escludendo però il carattere intenzionale della condotta. Nell'ordinamento statunitense l'accertamento della violazione dolosa consente al giudice di aumentare il risarcimento sino al triplo dell'importo liquidato: la somma riconosciuta, dunque, non è suscettibile di ulteriore maggiorazione a tale titolo.

Nel corso del giudizio Taction aveva sostenuto che Apple fosse pervenuta alla tecnologia contestata attraverso un'operazione di reverse engineering condotta su due modelli di cuffie da gioco di propria produzione. Apple ha annunciato l'intenzione di impugnare la decisione.

Una giuria federale di San Diego ha accolto le tesi dell'azienda sul Taptic Engine di iPhone e Apple Watch. Cupertino esclude di aver agito con dolo e annuncia ricorso in appello

L'Unione Europea ha riconosciuto l'Indicazione Geografica Protetta, ossia il    , all'"Olio dei Colli di Bologna", produ...
26/09/2026

L'Unione Europea ha riconosciuto l'Indicazione Geografica Protetta, ossia il , all'"Olio dei Colli di Bologna", produzione olivicola strettamente legata alle caratteristiche ambientali e agricole della fascia collinare della Città metropolitana di Bologna. Con questa registrazione salgono a 892 le Indicazioni geografiche italiane registrate in Europa, dato che conferma il primato dell'Italia nella tutela delle produzioni agroalimentari di qualità.

La zona di produzione si colloca ai margini settentrionali della fascia olivicola mediterranea, in un territorio caratterizzato dalle particolari formazioni gessose oggi comprese nell'area UNESCO "Carsismo nelle evaporiti e grotte dell'Appennino Settentrionale". Sono proprio le specifiche condizioni geologiche e climatiche, unite alla tradizione agricola locale, a definire le caratteristiche distintive del prodotto, che il disciplinare individua in un'acidità libera non superiore allo 0,3%, in un contenuto di acido oleico pari o superiore al 72% e di acido linoleico non superiore al 10%, con un profilo organolettico equilibrato e armonioso e intensità media dei sentori di fruttato, amaro e piccante.

Il riconoscimento attribuisce ai produttori della zona delimitata il diritto esclusivo di utilizzare la denominazione, con tutela contro ogni impiego commerciale che ne evochi o sfrutti indebitamente la reputazione, anche quando l'origine effettiva del prodotto sia indicata. Un presidio di rilievo per una filiera di dimensioni contenute, per la quale la riconoscibilità sul mercato costituisce il principale fattore competitivo.

L' "Olio dei Colli di Bologna" ottiene il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP) da parte dell'UE, un traguardo che valorizza una produzione strettamente legata alle caratteristiche ambientali e agricole delle colline bolognesi.Sono 892 le Indicazioni Geografiche italiane registrate...

L'ufficio   degli Emirati Arabi Uniti ha aperto alla registrazione la classe 33 della Classificazione di Nizza, relativa...
23/09/2026

L'ufficio degli Emirati Arabi Uniti ha aperto alla registrazione la classe 33 della Classificazione di Nizza, relativa alle bevande alcoliche, sino a oggi esclusa per ragioni di ordine pubblico. I titolari potranno così allineare le rivendicazioni emiratine a quelle utilizzate a livello internazionale, superando le strategie di ripiego finora necessarie, come il deposito in classe 32 limitato alla birra o in classe 43 per i servizi di bar.

Tutti i particolari nel nostro ultimo articolo.

L’ufficio marchi degli Emirati Arabi Uniti ha aperto alla registrazione la classe 33 della Classificazione di Nizza, relativa alle bevande alcoliche, sino a oggi esclusa per ragioni di ordine pubblico. Si tratta di un mutamento di prassi di rilievo non trascurabile per i titolari di marchi del set...

L'Association of Corporate Counsel, associazione statunitense senza scopo di lucro che riunisce oltre 48.000 giuristi d'...
21/09/2026

L'Association of Corporate Counsel, associazione statunitense senza scopo di lucro che riunisce oltre 48.000 giuristi d'impresa, ha citato in giudizio la concorrente The L Suite dinanzi alla corte federale del Delaware, sostenendo che quest'ultima abbia utilizzato materiali protetti dal per addestrare Lloyd, un assistente conversazionale destinato ai professionisti legali. Tra le opere impiegate vi sarebbe almeno un report dell'associazione, che pubblica abitualmente contenuti formativi, indagini e white paper.

La contestazione non riguarda soltanto l'addestramento. Secondo l'atto, un video promozionale di Lloyd mostrava la copertina di un report dell'associazione, circostanza dalla quale l'attrice desume la piena consapevolezza dell'utilizzo dei propri materiali. È inoltre dedotta la violazione dei diritti di sulla formula "By In-House Counsel, For In-House Counsel", che la convenuta avrebbe ripreso in forma pressoché identica nella pubblicità del proprio servizio. L'associazione ha chiesto il risarcimento dei danni e un provvedimento inibitorio dell'ulteriore utilizzo dei propri segni e contenuti.

Il presidente dell'associazione ha precisato di aver tentato una composizione stragiudiziale della vertenza e di aver promosso l'azione soltanto a seguito dell'esito negativo di tale tentativo. The L Suite non ha per il momento commentato la vicenda.

The Association of Corporate Counsel, a nonprofit bar association for in-house attorneys, sued competitor The L Suite in ​Delaware federal court on Thursday for allegedly copying its materials to train ‌a lawyer-focused chatbot.

Il gruppo chimico tedesco   ha citato   dinanzi alla corte federale del Texas, sostenendo che numerosi modelli di iPhone...
18/09/2026

Il gruppo chimico tedesco ha citato dinanzi alla corte federale del Texas, sostenendo che numerosi modelli di iPhone e iPad violino sette sulle tecnologie di autenticazione facciale di titolarità della controllata trinamiX. I titoli azionati riguardano il rilevamento delle proprietà della pelle e dei materiali, ossia la capacità del sistema di verificare che il volto presentato al dispositivo appartenga a una persona reale e non a una riproduzione, funzione che risponde alla vulnerabilità dei sistemi di riconoscimento facciale rispetto a fotografie, maschere stampate in 3D e repliche in silicone.

Tutti i particolari nel nostro ultimo articolo:

Il gruppo chimico tedesco BASF ha promosso un’azione per contraffazione brevettuale contro Apple dinanzi alla corte federale di Midland, nel distretto occidentale del Texas, sostenendo che numerosi modelli di iPhone e iPad violino sette brevetti relativi alle tecnologie di autenticazione facciale ...

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Via Dante Alighieri, 4
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Martedì 08:30 - 12:30
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Giovedì 08:30 - 12:30
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