Alessandro Da Re

Alessandro Da Re Avvocato, mi occupo di diritto commerciale. Presidente FRIE 2019-2025. Appassionato di politica e fotografia.

Avvocato, appassionato di politica, amo la fotografia, il nord, il suo ordine, la sua civiltà e la sua luce radente. Con i social, diciamo che ci so fare: amministro i gruppi "Sei di Pordenone se...", "Sei di Pordenone se... vuoi discutere di Pordenone" e "Foto Maniaci", del quale ultimo sono stato anche fondatore e pioniere nella sperimentazione del cd. 'dal virtuale al reale'. Ho inoltre creato

tutta la rete social di Sei di Pordenone se, da Facebook a Twitter, Instagram, Tumblr, Pinterest, ecc.. L'esperienza nei social ha costituito e costituisce un bel punto di osservazione delle dinamiche sociali, civili e politiche. Dopo aver giocato una vita a basket, mi sono avvicinato ai motori ed in particolare al karting, ed ho avuto una bellissima esperienza nella relativa federazione sportiva, arrivando in pochissimi anni - trascinato dalle tante 'cose' fatte - ai vertici della stessa, salvo poi lasciarla disgustato da squallidi giochi politici. Mi sono avvicinato alla politica con "Fare per fermare il declino", il movimento che - prima del disastro della laurea di Oscar Giannino - aveva creato tante aspettative di cambiamento. Osservo, penso, provoco, lancio spunti di riflessione, sempre nel dubbio se il sistema sia davvero modificabile, e - se sì - se ciò vada fatto dal di fuori o invece dal di dentro: riflettiamo tutti assieme, non esistono IDEE migliori, ma solo idee diverse; e la diversità è una ricchezza !

Ineccepibile
21/08/2026

Ineccepibile

Sulla vicenda giudiziaria non voglio entrare, sarà la magistratura a chiarire e da garantista aspetto fiduciosa prima di esprimere valutazioni, però c’è un aspetto su cui non posso e non voglio tacere, nonostante un silenzio diffuso e molto rumoroso (con pochissime eccezioni, merita un ringraziamento senza dubbio Selvaggia Lucarelli) e riguarda i comportamenti sessisti e patriarcali di Ranucci, quelli che ha raccontato, scritto e quelli che emergono dalle testimonianze.

Sono una femminista, ho partecipato attivamente al movimento Me too al grido di “sorella io ti credo”, ho contestato e combattuto apertamente ogni atteggiamento patriarcale e sessista in ogni ambito e per le stesse ragioni non posso non chiedere conto, pubblicamente e alla Rai, dei comportamenti sessisti e deontologicamente inaccettabili di Ranucci.
Me too, ancora una volta.
Non c’è un sessismo meno grave perché proviene dalla parte che si ritiene giusta.
Il patriarcato fa schifo sempre, e faremmo bene a saperlo riconoscere, sempre.

19/08/2026

La meravigliosa Contrada di Pordenone 🤩

Trova le differenze 😉
18/08/2026

Trova le differenze 😉

17/08/2026

Ho letto oggi sul Fatto Quotidiano, nella rubrica di Marco Travaglio "Ma mi faccia il piacere", un passaggio dedicato a mio fratello Giovanni che mi ha profondamente amareggiata.

Commentando l’articolo del Foglio del 14 agosto, nel quale Luciano Violante, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala affermano che «Falcone non avrebbe cenato con Lavitola», Travaglio liquida la questione con una battuta: «Lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti».

È una frase che trovo indegna, un esempio di cattivo giornalismo, costruito sulla battuta anziché sulla verità dei fatti. Mio fratello non lavorava per il governo di Giulio Andreotti. Giovanni Falcone lavorava per lo Stato italiano.

Quando, nel 1991, Giovanni accettò l’incarico di Direttore generale degli Affari penali al Ministero della Giustizia, non lasciò Palermo per avvicinarsi alla politica: fu Palermo, in qualche modo, a costringerlo ad andare via.

Era stato progressivamente isolato, delegittimato e ostacolato oltreché per timori delle loro connivenze anche per una certa ampia invidia, proprio mentre conduceva la battaglia più difficile contro Cosa nostra.

A delegittimarlo contribuirono una certa politica, un cattivo giornalismo che anche allora come ora preferiva il sospetto alla verità dei fatti e, dolorosamente, anche una parte della stessa magistratura e diversi suoi colleghi.

Giovanni non abbandonò la lotta alla mafia: la portò nel cuore dello Stato.

Portò con sé l’esperienza enorme e la consapevolezza che, per sconfiggere Cosa nostra, non bastavano il coraggio e la capacità dei singoli magistrati: bisognava cambiare gli strumenti, le strutture e il modo stesso con cui lo Stato organizzava la propria risposta alla criminalità mafiosa.

E i risultati di quei quindici mesi parlano più di qualsiasi polemica.

Giovanni realizzò in maniera determinante la costruzione di una nuova architettura dell’antimafia italiana: la Direzione nazionale antimafia, le Direzioni distrettuali antimafia, la Direzione investigativa antimafia, un più efficace coordinamento delle indagini e il rafforzamento degli strumenti legislativi contro la criminalità organizzata e della collaborazione con la giustizia.

Quello che qualcuno oggi maldestramente tenta di rappresentare con una battuta come una vicinanza a un Governo fu, in realtà, uno dei periodi più importanti della sua vita istituzionale, un anno e mezzo o poco meno nel quale riuscì a trasformare anni di esperienza nella lotta alla mafia in strumenti concreti dello Stato contro Cosa nostra.

Giovanni non apparteneva a un Governo.
Non apparteneva a un partito, mentre oggi molti rincorrono seggi e poltrone.
Non apparteneva a una parte politica.
Giovanni Falcone apparteneva e appartiene allo Stato, alla Repubblica e a tutti gli italiani.

Ed è proprio per questo che considero ancora più doloroso vedere il suo nome utilizzato, trentaquattro anni dopo la strage di Capaci, come argomento di una polemica politica.

Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini delle loro scorte sono tra i morti che più onorano l’Italia e se non si riesce ad avere rispetto della loro storia, qualche volta il silenzio è la scelta più dignitosa.

✍🏼 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑭𝒂𝒍𝒄𝒐𝒏𝒆

Per tutti i fenomeni ed i soloni da tastiera che vomitano a caso le loro inutili opinioni su colpa di questo e colpa di ...
16/08/2026

Per tutti i fenomeni ed i soloni da tastiera che vomitano a caso le loro inutili opinioni su colpa di questo e colpa di quello.

16/08/2026

L'incendio sul Monte Amariana ieri sera: impressionante 😔

Oggi ho avuto il piacere di essere ospite dell'Università di Udine, sede di Pordenone, nell'ultima lezione di Marketing ...
18/05/2026

Oggi ho avuto il piacere di essere ospite dell'Università di Udine, sede di Pordenone, nell'ultima lezione di Marketing dei Servizi Finanziari del Prof. Francesco Raggiotto.
E soprattutto di parlare delle grandi mie passioni: Motori, IT e Finanza.
L'argomento infatti era... Fintech & Formula 1 !
Direi che con i ragazzi ci siamo divertiti !
🏎️🏎️🏎️💵💶🧑🏼‍💻👩🏻‍💻👩🏽‍💻

Una grande squadra, una famiglia meravigliosa. 100 anni di impresa e di successi non arrivano a caso. Bravi Rimorchi Ber...
16/05/2026

Una grande squadra, una famiglia meravigliosa. 100 anni di impresa e di successi non arrivano a caso.
Bravi Rimorchi Bertoja !
💯🚛👏🏻👏🏻

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Pordenone

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