16/06/2025
Fisco, sentenza storica: il cittadino deve poter controllare l’operato dell’Agenzia delle Entrate
Una recente sentenza della Corte di Cassazione rappresenta un vero spartiacque nel rapporto tra fisco e cittadino. Al centro del caso, un contribuente di Latina dichiarato “irreperibile assoluto” da un messo notificatore, dopo essersi trovato davanti a un portone chiuso, senza targhetta né citofono. Da lì l’Agenzia delle Entrate ha potuto procedere con gli atti esecutivi, fino al pignoramento, senza che il cittadino fosse mai stato informato delle accuse.
La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all’Agenzia, sostenendo che bastasse la formula dell’irreperibilità per legittimare l’azione. Ma il cittadino, già in difficoltà economiche e successivamente fallito, ha deciso di ricorrere alla Corte di Cassazione. E ha vinto.
La Suprema Corte ha criticato duramente l’operato del messo, dell’Agenzia e della stessa , sottolineando come la superficialità nell’accertamento dell’irreperibilità abbia violato il diritto alla difesa. La notifica è un passaggio fondamentale e non può essere trattata con leggerezza: senza reale possibilità di conoscere gli atti, il contribuente non può esercitare i propri diritti.
Il caso ora torna alla Corte tributaria del Lazio, dove finalmente l’uomo potrà difendersi. La Cassazione ha così ribadito un principio essenziale: il cittadino ha il diritto di conoscere, controllare e contestare l’operato del fisco. Una decisione che rafforza le garanzie democratiche e mette un argine agli automatismi della macchina fiscale. scrive la Cassazione "“…il messo notificatore, quando accerta l’irreperibilità assoluta del destinatario, deve indicare le ricerche che ha effettuato, con conseguente invalidità della notifica se il predetto si è limitato a sottoscrivere un modello prestampato, che, riportando generiche espressioni, impedisce ogni controllo del suo operato, non essendovi, in tal caso, attestazioni del pubblico ufficiale notificatore, impugnabili mediante querela di falso…”" e alla CTR la Cassazione dice: "E alla Commissione Tributaria Regionale la Cassazione dice:
“L’argomentazione svolta dalla C.T.R., secondo cui non era necessaria l’indicazione nella relata delle ricerche compiute dal messo notificatore, al fine di attestare l’irreperibilità assoluta del contribuente […] si pone in contrasto con la consolidata giurisprudenza. […] Deve considerarsi insufficiente la semplice dicitura ”sconosciuto“ apposta sulla relata di notifica, senza indicazione delle concrete attività di ricerca espletate”
Insomma i giudici dovevano accertarsi di cosa il messo avesse davvero fatto per dichiarare che il contribuente era irrintracciabile.